L’affare era concluso da qualche mese, ma ora è arrivata anche la ratifica da parte del Board of Governors della NBA: dopo quasi quarant’anni i Blazers cambiano proprietario. Jody Allen, che dalla morte del fratello Paul gestiva la franchigia, ha ceduto la maggioranza delle quote ad un gruppo di investitori con a capo Tom Dundon, già coproprietario dei Carolina Hurricanes della NHL. E ora si prospetta anche l’avvio di lavori di ristrutturazione del Moda Center, uno dei palazzetti più vecchi di tutta la NBA
Nell’ultima sessione del Board of Governors, organismo collegiale che governa la NBA, oltre alla questione dell’espansione a 32 squadre della lega e alle misure anti-tanking era in agenda anche l’approvazione ufficiale del cambio di proprietà dei Portland Trail Blazers. Un passaggio formale, quello della ratifica da parte della NBA, che segna così l’ufficialità della vendita della franchigia, che dovrebbe chiudersi nel concreto nel giro di qualche settimana con una transazione totale attorno ai 4 miliardi di dollari. Si chiude così l’epoca targata Paul Allen, magnate che aveva comprato i Blazers nel 1988 per 70 milioni di dollari scomparso nel 2018, lasciando alla fondazione di famiglia, guidata dalla sorella Jody, la proprietà della maggioranza delle quote societarie.
La nuova proprietà e un palazzetto da rinnovare
A capo della cordata che si è aggiudicata i Blazers c’è Tom Dundon, imprenditore nel campo del real esate e già coproprietario dei Carolina Hurricanes della NHL. Un altro passaggio chiave, avvenuto prima dell’approvazione da parte del Board of Governors, era stato in precedenza rappresentato dall’accordo raggiunto dalla franchigia con lo stato dell’Oregon e con la municipalità di Portland relativamente ai lavori di rinnovamento necessari per rendere più funzionale il Moda Center, che da trent’anni ospita le gare interne dei Blazers. Il costo dei lavori dovrebbe aggirarsi attorno ai 365 milioni di dollari complessivi e, cosa ancora più importante, l’avvio delle opere di ristrutturazione del Moda Center mette di fatto a tacere le voci che volevano la squadra passibile di trasloco in un’altra città.