Dopo più di un decennio con il numero 1 sulle spalle, Devin Booker ha deciso di cambiare passando al numero 15 a partire dalla prossima stagione. Booker ha giocato la sua miglior pallacanestro con il numero 15 con la maglia di Team USA, onorando anche il passato del padre Melvin ai tempi del college a Moss Point. Il numero 15 è stato indossato nell’ultima stagione dal lungo Mark Williams, il cui futuro è in dubbio
Con una mossa a sorpresa, dal prossimo anno Devin Booker non indosserà più il numero 1. Dopo undici stagioni di NBA con lo stesso numero di maglia (e anche nell’unica stagione al college a Kentucky), il leader dei Phoenix Suns ha deciso di cambiare e di passare al numero 15 per almeno un paio di ragioni. La prima è onorare il padre Melvin, che nella sua carriera universitaria ha indossato il 15 a Moss Point, tanto da vederlo ritirato dalla sua alma mater (nelle sue esperienze in Italia invece ha indossato il 12 a Milano e il 5 a Pesaro); il secondo è anche onorare la sua esperienza con la nazionale statunitense, vincendo due ori olimpici proprio con il 15 di Team USA sulle spalle. La terza, seppur non confermata dal diretto interessato, è un omaggio a Kobe Bryant: anche il "Black Mamba", da sempre idolo di Booker, a metà carriera cambiò numero passando dall'8 al 24, pur facendolo alla soglia dei 28 anni invece dei 30 che compirà Booker il prossimo 30 ottobre (e dopo 10 stagioni di NBA invece delle 11 di Booker).
Lo strano caso di Mark Williams
A livello puramente tecnico, però, il numero 15 non era libero nel roster dei Phoenix Suns. Nell’ultima stagione infatti lo ha indossato il lungo Mark Williams, il quale però è restricted free agent in questa estate (cioè i Suns potranno pareggiare qualsiasi offerta arrivi per l’ex giocatore di Charlotte). Evidentemente però i due hanno trovato un accordo, e quindi se Williams tornerà in Arizona lo farà indossando un altro numero, oppure Booker sa già che Williams non verrà tenuto dalla sua franchigia e si è quindi "appropriato" del numero lasciato libero. D’altronde, essendo il miglior realizzatore nella storia della franchigia nonché giocatore più pagato della squadra, in pochi avrebbero potuto dirgli di no.