Un altro caso spinoso del mercato NBA è quello riguardante Jalen Duren. I Detroit Pistons vogliono tenerlo e rinnovare il contratto ma le trattative sono da settimane in fase di stallo, al netto di qualche "modesto" passo avanti. Sarebbe invece esclusa al momento l’ipotesi di cederlo con una sign and trade
Oltre all’attesa di sapere dove giocherà LeBron James nella prossima stagione, un altro caso spinoso della offseason NBA riguarda Jalen Duren. Il centro non ha ancora rinnovato il contratto coi Detroit Pistons nonostante le trattative vadano avanti da oltre un mese, e non pare esserci una soluzione nell’immediato orizzonte.
Secondo l’insider Marc Stein la franchigia ha ribadito in maniera costante che il rinnovo di Jalen Duren è la priorità assoluta della offseason, seppur ci siano stati soltanto dei "modesti" passi avanti nella trattativa che, di fatto, resta in fase di stallo. Sempre Stein ha però sottolineato che i Pistons continuano ad escludere l’ipotesi di mettere in piedi un sign-and-trade per mandare altrove il proprio centro All Star.
Duren-Pistons, quali soluzioni?
Ricordiamo che Jalen Duren avrebbe accesso al "supermax" da 287.1 milioni di dollari in cinque anni dopo l’inserimento nel terzo quintetto All-NBA ma che questo scenario è diventato un miraggio dopo aver giocato dei playoff deludenti. Il giocatore è comunque restricted free agent, quindi i Pistons hanno la facoltà di pareggiare qualunque offerta, persino un max contract da 177.4 milioni in quattro anni. Qualche settimana fa si parlava della possibilità di un sign-and-trade coi Sacramento Kings per Domantas Sabonis, negli ultimi giorni qualcuno ha menzionato l’idea di coinvolgere i Milwaukee Bucks e Myles Turner, ma nulla di davvero concreto.
Duren, che sicuramente non è felice della situazione, potrebbe magari decidere di accettare un contratto simile a quello firmato da Kuminga nell’estate 2025 coi Warriors, un biennale da 48 milioni complessivi con Team Option sulla seconda stagione, che potrebbe non deludere nessuna delle due parti. L’ipotesi più rischiosa per il lungo sarebbe infine quella di accettare la qualifying offer da 9.6 milioni e diventare free agent senza restrizioni nel 2027.