Cinque volte campione NBA con la maglia dei Celtics tra gli anni Sessanta e Settanta, Don Nelson si è poi costruito una carriera a dir poco leggendaria da allenatore e oggi è morto all'età di 86 anni. Secondo per vittorie in regular season ogni tempo dietro solo a Gregg Popovich, Nelson è stato uno dei coach più innovativi della storia del basket e lontano dal campo si è sempre distinto per comportamenti decisamente fuori dall'ordinario
La NBA piange uno dei personaggi chiave della sua storia: oggi, all'età di 86 anni è morto Don Nelson. Cinque volte campione tra gli anni Sessanta e Settanta da giocatore dei Celtics, che ne hanno ritirato la maglia numero 19, Nelson si è poi costruito una carriera leggendaria sulle panchine della lega, allenando Milwaukee, Golden State, New York e Dallas. Da allenatore non è mai riuscito a vincere il titolo, ma le 1.355 vittorie ottenute in regular season lo hanno reso il secondo allenatore più vincente della storia dietro solo a Gregg Popovich. Più di tutto, però, Nelson è stato un innovatore e un uomo fuori dagli schemi, in campo come lontano dal parquet.
Il 'Nellie Ball' e una vita fuori dagli schemi
Secondo molti l'attuale stile di pallacanestro praticato in tutto il mondo, fortemente orientato al tiro dalla lunga distanza e all'alto numero di possessi, deve molto a Nelson, che in particolare a Golden State e a Dallas aveva caratterizzato le sue squadre con il cosiddetto 'Nellie Ball', approccio al gioco molto dinamico e poco in linea con i dettami seguiti all'epoca dal resto della NBA. E la tendenza ad agire fuori dagli schemi Nelson l'ha sempre avuta anche lontano dal campo, dove tra una vita sentimentale e famigliare molto movimentata e la passione per la birra e la marijuana, di cui è poi diventato anche produttore diretto, è diventato un personaggio di culto amato e detestato in egual misura.