In un lungo articolo apparso su TIME, Shai Gilgeous-Alexander ha dichiarato senza mezzi termini di sentirsi il miglior giocatore della NBA: "Penso che la produzione e l’efficienza che ho siano da miglior giocatore in NBA. E ho anche vinto negli ultimi anni". La stella di OKC ha parlato anche delle polemiche sul flopping, sulla sconfitta contro San Antonio (di cui si è preso la colpa) e del rapporto con coach Daignault
Per essere un giocatore che ha vinto gli ultimi due MVP e un titolo NBA nel mezzo, Shai Gilgeous-Alexander non è un giocatore di cui si parla molto, almeno rispetto al livello che ha raggiunto in questi ultimi anni. Un livello che, a suo modo di vedere, lo posiziona al vertice della lega: "Penso di essere il miglior giocatore della NBA" ha detto in un lungo articolo pubblicato sulla rivista TIME. "Penso che la produzione che ho ogni singola sera sia la produzione del miglior giocatore nella NBA. Penso che l'efficienza con cui lo faccio sia l'efficienza del miglior giocatore nella NBA. E ho anche vinto diverse partite e titoli in questi ultimi anni".
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Tra i tanti argomenti trattati dalla stella degli Oklahoma City Thunder ci sono anche le polemiche sul flopping e sul suo modo di segnare — anche se non è una critica che lo tocca particolarmente. "Questo gioco ha fatto cose incredibili per la mia vita e per la mia famiglia. E se la cosa peggiore che ne deriva è una narrazione sui social media, beh, a me sta bene". Essere diventato il miglior realizzatore della NBA è stato un percorso lungo, in cui a suo modo di vedere una sola persona può prendersi il merito di averci visto giusto: "Mark Daignault aveva previsto tutto questo. Solamente lui. Se qualcun altro dice lo aveva previsto, è un revisionista storico".
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Piuttosto, il ricordo che ancora lo tormenta è la sconfitta subita in gara-7 per mano dei San Antonio Spurs, che ha alimentato la voglia di rivincita nel corso dell’estate: "È stata una sensazione terribile, da mal di stomaco. Dopo un po’ ho provato a farmela passare e non ossessionarmi su quello che è successo. Non ancora, almeno". Quando è stato stimolato sull’argomento Chet Holmgren, scomparso progressivamente nella serie contro gli Spurs, SGA da leader si è assunto tutte le responsabilità, prendendosi la colpa: "L’MVP della lega ha aspettato fino a gara-7 per mettere assieme una buona partita. Non è colpa di Chet, il peso è sulle mie spalle. Ma è un fallimento solo se non si impara da quanto accaduto: so che tipo di ragazzo e che tipo di lavoratore è Chet. Imparerà di sicuro".