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Olimpiadi invernali Corea 2018, le speranze di medaglie azzurre

Olimpiadi
In senso orario, da in alto a sinistra: Goggia, Kostner, Fontana e Pellegrino, quattro delle speranze azzurre di medaglia (Getty)

Dal 9 al 25 febbraio, la delegazione italiana tenterà di riportare un oro in patria dopo il flop di Sochi nel 2014. Dallo sci alpino al fondo, passando per il ghiaccio e il biathlon, ecco chi sono gli azzurri su cui puntare a PyeongChang

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L’Italia si presenta ai Giochi olimpici invernali di PyeongChang (9-25 febbraio) con una delegazione tanto numerosa quanto ricca di talento. Saranno 121 gli atleti presenti in Corea del Sud, un numero secondo solo alla storica edizione di Torino 2006, quando da Paese ospitante gli azzurri in gara furono ben 179. L’Italia sarà inoltre presente in ben 14 sport su 15, con la sola defezione nell’hockey su ghiaccio, disciplina nella quale non abbiamo mai eccelso. Quantità ma anche qualità a disposizione del capo delegazione, il Presidente del Coni Giovanni Malagò, con alcune punte di diamante che tenteranno di centrare l’oro mancato a Sochi 2014 (8 podi, 9 in caso di assegnazione a tavolino dell’argento a Oberhofer nel biathlon per questioni di doping) e vinto dal solo Razzoli a Vancouver 2010. Sembrano trascorsi secoli dalle scorpacciate e le posizioni d’onore nel medagliere di Salt Lake City 2002 (13 medaglie con quattro ori e settimo posto) e Torino 2006 (11 podi, cinque ori e nona posizione), ma i campioni pronti a scendere su ghiaccio e nevi coreane fanno ben sperare di poter tornare finalmente ad ascoltare l’inno di Mameli dopo ben otto anni di astinenza. Ecco gli atleti che possono ambire a una medaglia in questi Giochi Olimpici invernali di PyeongChang 2018.

PyeongChang 2018, la valanga azzurra dello sci alpino

Sono lontani i tempi di Alberto Tomba e dei paletti stretti: oggi l’Italia si affida alla velocità. E va pure forte, visti i risultati. In campo femminile, la tripletta della discesa di Bad Kleinkirchheim è solo l’ultima impresa di un movimento che ha regalato un paio di fenomeni veri come Federica Brignone e Sofia Goggia, entrambe competitive sia nella disciplina più rapida che in Super G. Da tenere d’occhio anche Nadia Fanchini, alla terza Olimpiade e con uno stimolo in più dopo la malattia della sorella Elena, ferma ai box a causa di un tumore. Speranze anche per un talento grezzo come Marta Bassino, che ha recentemente trovato a Plan de Corones e Lenzerheide i primi podi stagionali e che potrebbe essersi sbloccata psicologicamente dopo un inizio di Coppa del Mondo complicato: la piemontese sarà al debutto assoluto ai Giochi. Una possibile outsider è Johanna Schnarf, che già a Vancouver sfiorò il bronzo nel SuperG, terminando quarta. Tra gli uomini sono due i bomber chiamati a reggere il peso dell’attacco azzurro. Peter Fill è reduce dal trionfo in tre Coppe del Mondo di disciplina, avendo portato a casa nel 2016 e 2017 quella di discesa e a metà gennaio quella di combinata. Dominik Paris è alla sua terza Olimpiade, nonostante i 28 anni: competitivo sia in discesa libera che in SuperG, ha come obiettivo quello di migliorare la medaglia d'argento conquistata ai Mondiali di Schladming nel 2013. Chi si esalta nei momenti che contano è Christof Innerhofer, due medaglie a Sochi e tre ai Mondiali di Garmisch-Partenkirchen nel 2011. Tra i paletti stretti le poche speranze di finire sul podio sono limitate all’eterno Manfred Moellg, classe 1982, che a PyeongChang toccherà la quarta partecipazione ai Giochi.

PyeongChang 2018, gli azzurri sul ghiaccio

La spedizione coreana della FISG è già nella storia: con 32 atleti è infatti la più numerosa degli ultimi dieci anni, la quinta di sempre. Contando che non ci sarà l’apporto della Nazionale di hockey, gli azzurri saranno così suddivisi: 11 nel pattinaggio di figura, 9 su pista lunga, 7 nello short track e 5 nel curling, con questi ultimi pronti a far rivivere i brividi di Torino 2006, quando fecero entrare nelle case degli italiani stone e scope. Tre nomi delle discipline sul ghiaccio emergono sopra tutti: Arianna Fontana, Martina Valcepina e Carolina Kostner. Fontana è la stella indiscussa dello short track, portabandiera della spedizione azzurra a PyeongChang e con 5 medaglie in bacheca dal 2006 ad oggi (quattro bronzi e e un argento), compresa quella di Torino che la fece diventare la più giovane atleta azzurra a salire sul podio ai Giochi invernali ad appena 15 anni e 314 giorni. Compagna di squadra e alla sua terza Olimpiade, Valcepina vuole per lo meno bissare il bronzo vinto a Sochi, in staffetta proprio con il fenomeno Fontana. Per quanto riguarda Carolina Kostner, sono terminati da tempo gli aggettivi per descriverla: in un mondo di teenager, la 31enne di Bolzano è ancora lì a dare battaglia. Il bronzo vinto a Sochi ha tolto la scimmia olimpica dalla spalla di Carolina, che parte per la Corea con l’obiettivo di divertirsi e di stupire ancora una volta: il terzo posto centrato agli ultimi Europei a Ostrava è la dimostrazione che Kostner c’è.

PyeongChang 2018, gli altri azzurri con speranze di medaglia

Partiamo dallo slittino, che per la prima volta da Lillehammer 1994 si presenta senza Armin Zöggeler: le ambizioni di medaglia sono dunque affidate ai cugini Fischnaller, Kevin e Dominik. Nel fondo ci si aspettano grandi cose da Federico Pellegrino, campione del mondo nella prova sprint a Lathi nel 2017, stagione in cui ha conquistato anche la Coppa del Mondo. Attenzione anche alla prova a Team, dove potrà contare sull’approrto di Dietmar Noeckler. Nel biathlon il nome su cui puntare è quello di Dorothea Wierer. A 27 anni, l’atleta di Brunico è forse in uno dei suoi migliori momenti della carriera, che l’ha già vista conquistare 3 medaglie mondiali e un bronzo nella staffetta mista a Sochi 2014. Speranze di podio anche nello snowboard. Tra le donne Michela Moioli è tra le favorite nella prova di cross, così come Omar Visentin, già 12° in Russia quattro anni fa ma in uno stato di grazia dopo le due vittorie centrate in un mese in Coppa del Mondo a Cervinia ed Erzurum.