Olimpiadi, bacio gay tra Kenworthy e il compagno: "Vale più della medaglia di Sochi"

Olimpiadi

Francesco Giambertone

Lo sciatore americano in Russia aveva vinto un argento, ma non si era ancora dichiarato al mondo: "Temevo non mi avrebbero accettato". Nel 2015 il coming-out che lo ha reso un simbolo della comunità Lgbtq, e in Corea il bacio col fidanzato Matthew con cui lancia un messaggio: "Da bambino avrei sognato di vedere una scena così alle Olimpiadi"

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Nessuna medaglia al traguardo, ma gli applausi di milioni di persone. Gus Kenworthy ha ottenuto a PyeongChang la sua vittoria più bella, rappresentare due bandiere: quella degli Stati Uniti e quella arcobaleno della comunità Lgbtq. Pazienza se stavolta non è salito sul podio come quattro anni fa, quando chiuse la sua prova di slopestyle con un argento che lo rese famoso dentro e fuori gli Stati Uniti. Stavolta Gus, 7 volte vincitore della Coppa del Mondo, ha fatto di meglio: è riuscito a essere se stesso, dopo aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità che a Sochi aveva tenuto nascosta. E prima della prova olimpica, non sapendo di essere ripreso, ha baciato in mondovisione il suo compagno lanciando un messaggio di progresso senza precedenti nel mondo dei Giochi: “Non mi ero accorto che ci stessero filmando - ha scritto poi su Instagram - ma sono felicissimo che l'abbiano fatto. Il me bambino non avrebbe mai nemmeno sognato di vedere un bacio gay in tv alle Olimpiadi ma per la prima volta un ragazzino a casa ha potuto farlo. L'amore è amore”.

A Sochi la medaglia, poi il coming-out

È il messaggio che Gus trasmette da tre anni, da quando ha trovato il coraggio per venire allo scoperto e fare il suo “coming out of the closet”, “uscire dall'armadio”. Il ragazzo cresciuto tra le montagne del Colorado, primo atleta del suo paesino a qualificarsi per un'Olimpiade, aveva vinto l'argento in Russia grazie a spettacolari capriole ed evoluzioni con gli sci nello slopestyle, una disciplina del freestyle. Era tornato a Telluride accolto come un eroe, ma lui si sentiva l'esatto opposto. “Vedere il supporto di tutta quella gente è stato bello e insieme duro, perché pensavo che se davvero avessero saputo chi ero non mi avrebbero sostenuto così. Forse ce l'avrebbero avuta con me”. Oltre un anno dopo, a ottobre 2015, Kenworthy ha trovato il coraggio per mostrarsi al mondo per quel che era. Così su Twitter ha scritto: “Io sono gay”. Sulla copertina del magazine a cui aveva rilasciato l'intervista del coming-out, campeggiava una domanda: “Essere il migliore del mondo è abbastanza per essere accettati?”.

Ambasciatore arcobaleno e il tweet di Britney Spears

Da allora Gus Kenworthy, che oggi ha 26 anni, è diventato il primo campione degli “action sports” apertamente gay. Sapeva di esserlo da quando aveva 5 anni, ma si era convinto a non dirlo finché non si fosse ritirato dal mondo dello sport. “Da quando sono venuto allo scoperto – ha raccontato a Ellen Degenres nel suo show davanti a milioni di telespettatori – non sento più tutte le pressioni su di me, e anzi sono felice e orgoglioso di quello che sono. Ho ottenuto i risultati che volevo”. Insieme al pattinatore Adam Rippon, in questi Giochi Olimpici Kenworthy è stato un simbolo per la comunità Lgbtq. Prima delle gare, sotto una foto in cui teneva la mano al compagno Matthew Wilkas, Gus ha scritto: “Che vinca o perda stavolta tornerò a casa a testa alta. Grazie dell'incoraggiamento che mi state dando”. Mai si sarebbe aspettato però di ricevere il tweet di Britney Spears (altra icona gay), che gli prima della gara lo incitava con un verso di una sua canzone: “Hey Gus, gimme gimme more (“dammi dammi di più”, ndr) sugli sci oggi!”. “Oh. Mio. Dio”, ha risposto lui, promettendo uno sforzo extra per Britney.

L'infortunio prima della gara e il bacio con Matthew

La gara non è andata come sperava, anche perché due giorni prima della discesa Kenworthy si è fratturato un pollice (“Purtroppo non potrò stringere la mano a Mike Pence”, ha ironizzato sul vicepresidente americano le cui posizioni sui gay non sono esattamente aperte) e si è procurato due enormi ematomi su un fianco da cui è stato aspirato oltre un litro di sangue. Così non è riuscito a fare meglio del 12esimo posto, ma su Instagram si è detto felice lo stesso: “Per me i Giochi non sono solo le medaglie. Essere qui ora a vivere la mia vita in modo autentico e con orgoglio mi fa andare via più felice di quattro anni fa, quando vinsi una medaglia”. Ma il bacio con il suo Matthew, forse, per tante persone varrà molto di più.

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