Olimpiadi invernali, staffetta short track: l'Italia è d'argento. Ma la finale è un caos

Olimpiadi

Danilo Freri

Fontana, Valcepina, Peretti e Maffei chiudono al secondo posto una staffetta piena di colpi di scena. Classifica decisa dalle squalifiche di Cina e Canada che consegnano l’oro alla Corea, l’argento all’Italia e il bronzo all’Olanda

LA CRONACA DELLA 16^ GIORNATA DI GARE

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Il solito, meraviglioso, caos della staffetta short track ci regala una medaglia d’argento. L’Italia femminile aggiunge un’altra medaglia al bronzo di Torino 2006 e a quello di Sochi 2014. E fa ancora meglio arrivando al secondo posto. In tutte queste staffette c’era Arianna Fontana, che ora arriva a 7 medaglie olimpiche personali e diventa la pattinatrice in pista corta più medagliata di sempre. Solo l’americano Apolo Ohno e il coreano Ahn poi diventato russo ne hanno di più in assoluto con 8. Ma Arianna tornerà ora in pista anche per i 1000m. E’ un frullatore di emozioni la staffetta, una gara dove l’episodio che scombina tutto è sempre in agguato. L’agguato è arrivato puntuale a 4 giri dalla fine. Durate un cambio una coreana cade, coinvolge una canadese e le scivolate condizionano Lucia Peretti che però è brava a ripartire subito. Sul traguardo arriva prima la Corea davanti alla Cina, Italia terza. Ma i giudici rivedono tutto al video replay, che in questo sport esiste da tanti anni, da molto prima che si parlasse di VAR. Momenti di confusione e di attesa. Si rivedono cadute, impedimenti, cambi più o meno regolari. E alla fine decidono di squalificare il Canada e la Cina. Corea prima e Italia seconda. E’ argento. Con il bronzo che va ad una squadra che non era nemmeno nella finale A. Lo vince l’Olanda, vincitrice della finale B. Così l’olandese Ter Mors fa anche lei la storia perché aggiunge una medaglia nello short track a quelle vinte in pista lunga (oro nei 1000m a PyeongChang). Entra nella ristretta cerchia di medagliati in due discipline diverse.

La staffetta italiana dello short track dunque non tradisce nemmeno questa volta. Una gara folle dove i nostri meccanismi sembrano funzionare bene e dove la squadra riesce a volte a fare più della somma del valore dei singoli elementi. Bisogna competere, tenere il ritmo ed essere bravi a stare fuori dai guai. Noi abbiamo talento anche in quello e siamo stati premiati. Vale per le 1000 volte che una caduta o un impedimento ci ha danneggiato in passato. Ci va bene proprio nella finale olimpica e dunque ci ripaga alla grande.

Un’altra medaglia per Arianna Fontana, il filo conduttore dello short track azzurro, portabandiera esaltata dalla responsabilità. Un’altra medaglia per Martina Valcepina, l’unica mamma della spedizione azzurra, che a Sochi quando vinse il bronzo era già in attesa di Camilla e Rebecca, le sue due gemelline. Un’altra medaglia per Lucia Peretti che era già stata bronzo a Sochi 2014. Una medaglia anche per Cecilia Maffei che a Torino e Sochi era riserva e che ora finalmente ha corso e vinto con le altre ragazze.
E’ ormai una tradizione. La staffetta italiana è forte. I risultati arrivano. Non siamo la Corea, non siamo il Canada e la Cina. Nazioni che hanno migliaia di praticanti e decine di piste dove far crescere i campioni. Noi abbiamo le nostre ragazze e i nostri ragazzi che si ritrovano a Courmayeur, centro federale, magari in pochi ma con tante medaglie e tanta gloria. Con la speranza che ora arriveranno in tanti con la voglia di buttarsi in questo meraviglioso caos che è lo short track.

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