Olimpiadi 2026, Il Cio in visita a Milano: "San Siro non è un problema"

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La delegazione del Cio guidata dall'ex rugbista rumeno Octavian Morariu ha visitato oggi gli impianti di Milano, in particolare lo stadio di San Siro. Ad accompagnare i rappresentanti del Comitato Olimpico il presidente del Coni Malagò, il presidente del Milan Scaroni, gli Amministratori delegati dell'Inter Marotta e Antonello e due ex bandiere delle due squadre di Milano, Franco Baresi e Francesco Toldo

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"Non posso essere io a giudicare come è andata la visita, ma mi sento di dire che le cose stanno andando molto bene. Parlo con loro, sento le impressioni e l'atmosfera è molto buona" Queste le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha commentato il tour della commissione di valutazione del Cio, che ha iniziato la tre giorni a Milano visitando Palasharp e San Siro. "Ci sono ancora molti argomenti da puntualizzare, ma questo fa parte del lavoro di domani. Non c'è dubbio che Stoccolma ha un preesistente di impianti indoor per motivi climatici, ma con Pala Italia e Palasharp, il nuovo impianto polivalente, finalmente Milano sarà equiparata, se non addirittura nelle posizioni migliori nel ranking a livello di città europee"

Il futuro di San Siro non preoccupa

Il tema caldo è sempre quello del Meazza, lo stadio che dovrebbe ospitare la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali del 2026. Per il capo delegazione del Cio, l'ex rugbista rumeno Octavian Morariu, non c'è motivo di essere preoccupati: "La mia prima impressione è che abbiamo a che fare con persone brave, appassionate di quel che fanno, con ottima esperienza, e sono abituate a organizzare competizioni. Ognuno di questi luoghi ha una forte identità e questo è importante per la candidatura. Per quanto ho capito, la location del nuovo stadio sarebbe proprio qua accanto. Potremmo essere fortunati a scegliere fra due location, non credo sia un problema. Se Milano-Cortina vincerà i Giochi e ci sarà il nuovo stadio, probabilmente la cerimonia inaugurale sarà là, altrimenti qua a San Siro. Non abbiamo particolare preoccupazione su questo". A rinforzare la tesi anche lo stesso Malagò: "Sia che rimanga San Siro, sia che se ne faccia uno nuovo, sia che si faccia una ristrutturazione adeguata, tutte e tre le soluzioni sono per loro assolutamente perfette. Il problema non si pone. Per noi, non solo non è un problema, qualunque soluzione esca fuori per noi va benissimo e va altrettanto bene al Cio. È un tema che riguarda Milan, Inter e Comune di Milano. Sulle tempistiche è un discorso di buonsenso. Siccome il nuovo stadio sarà inaugurato solo quando le società avranno finito di giocare nel vecchio stadio, qualunque opzione va bene. Questo San Siro è una carta in più, ma non mi sento di dire che un San Siro ristrutturato con tutte le tecnologie sarà una carta in meno"

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