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Bolt inaugura lo stadio di Tokyo 2020, le prime Olimpiadi senza di lui

Olimpiadi

Lia Capizzi

L’uomo più veloce del mondo è il grande protagonista dell’inaugurazione del National Stadium di Tokyo che tra 7 mesi ospiterà le Olimpiadi. Usain Bolt continua a mancare troppo all’atletica, ai tifosi e pure agli sponsor. Anche se non sarà in gara, il suo fantasma aleggerà durante i Giochi giapponesi

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Una costruzione impegnativa e tortuosa quella del National Stadium di Tokyo, si sono avvicendati due diversi architetti, c'è stata una protesta popolare per i costi esorbitanti del primo progetto, ne è stato scelto un altro con successivi ritardi nella consegna. Eccolo infine fatto e finito per un costo di 1,43 miliardi: sarà il cuore delle Olimpiadi, il teatro delle Cerimonie di Apertura e Chiusura, ospiterà le gare di atletica e alcune partite di calcio. Capienza di 68mila spettatori che più avanti sarà ampliata a 80mila. I molti dettagli in legno e i seggiolini dipinti di verde e marrone rappresentano volutamente uno scenario naturalistico.

 

Ad Usain Bolt il compito di inaugurare la pista di atletica. La scelta di chiamare Bolt è tanto romantica quanto malinconica: proprio lui che in questo nuovo stadio non gareggerà. Quelle di Tokyo 2020 saranno le prime Olimpiadi senza il mito di Usain, l'otto volte oro olimpico sarà un semplice spettatore, dice lui con nonchalance, ma l'aggettivo "semplice" non può mai essere associato al suo nome. A due anni dal suo ritiro manca ancora troppo. Manca in pista dove i suoi record del mondo nei 100 (9'58") e nei 200 metri (19"19) sono ancora una barriera inavvicinabile. Manca agli altri atleti e colleghi, nella mensa del Villaggio Olimpico è sempre stato lui il più pedinato e cercato per un selfie. Manca ai tifosi e pure agli sponsor perché ha rivoluzionato il concetto di atletica intesa come talento e spettacolo, sacrificio e show. In Giappone riesce a non essere banale pure nel ruolo di padrino d'eccellenza, partecipa ad una staffetta collettiva in pista, corre quasi gigioneggiando i 200 metri.

 

Il 33enne fuoriclasse giamaicano non è più in forma, al traguardo ha il fiatone, è appesantito di circa una decina di chili, ma riesce a catalizzare sempre l'attenzione, istrionico e contagioso. Bolt è sempre Bolt e alla sua assenza dalle gare non ci siamo ancora abituati, questa è la verità. Le Olimpiadi le vedrà in tribuna o magari davanti alla tv, di certo quando il 24 luglio inizieranno i Giochi di Tokyo il fantasma di Usain Bolt aleggerà in ogni angolo di questo nuovo stadio.