Coronavirus, Tokyo 2020 verso il rinvio: le news e i dubbi del Giappone

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Inevitabile il rinvio dei Giochi di Tokyo 2020, i Comitati Olimpici capitanati dal Canada chiedono di gareggiare nel 2021. Il Giappone opta per l'autunno, soluzione conveniente ma altamente rischiosa. Il campione olimpico sudafricano De Burgh positivo al coronavirus da due settimane: "Vi prego fate attenzione, il Covid-19 non è uno scherzo"

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Il contrasto tra i colori di una qualsiasi Cerimonia inaugurale olimpica e le immagini di dolore che ci scorrono davanti agli occhi ad ogni ora del giorno dall'interno dei reparti di terapia intensiva. Basta questa dissonanza per poter dire che i Giochi non si disputeranno a luglio. Manca ancora la parola definitiva da parte del CIO ma al 99,9% è già deciso: niente Olimpiadi a Tokyo tra 4 mesi. Il valore dello spirito olimpico è quello di riunire il mondo ma come possiamo in questo momento di lockdown totale anche solo pensare di aggregare in un unico luogo 11mila atleti e 20 milioni di visitatori a Tokyo (esclusi i residenti)? Una follia. La parola "rinvio" risuona per la prima volta dalla voce dei dirigenti giapponesi che per settimane hanno provato a resistere quasi asserragliati dentro una roccaforte che è stata espugnata dalla furia della pandemia.

Van Der Burgh: "È il peggiore virus che abbia contratto"

Una furia la sta vivendo sulla propria pelle il sudafricano Cameron Van Der Burgh, campione olimpico a Londra 2012 nel nuoto (medaglia d'oro nei 100 rana) che da poco più di un anno ha lasciato l'attività agonistica. Vive a Londra, tra pochi mesi diventerà pure papà, due settimane fa è stato contagiato dal coronavirus: "E' il peggiore virus che abbia contratto, io che ho i polmoni forti, sono uno sportivo e a 31 anni sono giovane", scrive su Twitter. "Non ho più la febbre alta ma ho ancora molta tosse e soprattutto un immenso calo di forza fisica. Vi prego fate attenzione il Covid-19 non è uno scherzo".

Le richieste di rinvio

Gli atleti, suoi ex colleghi, sono spaventati e preoccupati, come del resto tutti noi e i vari Comitati Olimpici, capitanati dal Canada, chiedono di gareggiare nel 2021: "Disputare i Giochi quest'anno non è fattibile né desiderabile", sintetizza il capo dell'atletica mondiale Sebastian Coe. L'Australia ha chiuso i Centri di Alta Preparazione Olimpica di tutte le sue nazionali, il primo ministro ha annunciato che nessun cittadino aussie potrà lasciare il paese per sei mesi. Pure per il CIO l'opzione migliore sarebbe rinviare tutto al prossimo anno o addirittura al 2022, un periodo di tempo più ampio farebbe stare più sereno il presidente Bach che però deve anche tenere conto delle esigenze del Paese ospitante in virtù del contratto a cinque cerchi che scade a fine anno.

La posizione del Giappone

Il Giappone prende tempo, sta facendo i conti per provare a salvare i 12 miliardi di dollari investiti, ufficiosamente sarebbero più di 20. Riprogrammare le Olimpiadi tra sette mesi, in autunno, sarebbe la soluzione più economica per il premier Shinzo Abe, una questione di convenienza alquanto rischiosa. Se ad ottobre-novembre l'emergenza coronavirus non fosse risolta, che facciamo, spostiamo una seconda volta i Giochi?

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