Giochi Tokyo, il senso dello sport a -100 giorni dalle Olimpiadi

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Problemi legati alla pandemia, costi lievitati e giapponesi scettici. Mancano 100 giorni all’inizio dell’Olimpiade di Tokyo e, tra le difficoltà, lo sport vuole dare un messaggio positivo. Perché sia una rinascita. Una luce in fondo al tunnel, come ha raccontato a Sky Sport Niccolò Campriani

Dimentichiamoci i tradizionali festeggiamenti che accompagnano la data fatidica del “meno 100” di ogni countdown olimpico. Questa volta è tutto diverso. L’attesa di Tokyo 2020+1 è una evoluzione, alla tradizionale gioia si sostituisce il dubbio, più che la consueta trepidazione a prevalere è l’apprensione. Quelli che ci apprestiamo a vivere saranno 100 giorni di un cammino tortuoso e faticoso. Proprio nel giorno in cui il conto alla rovescia passa ufficialmente da 101 a 100 giorni, la staffetta della torcia olimpica attraversa silenziosamente la città di Osaka dove il vertiginoso aumento di contagi ha imposto l'adozione dello stato di emergenza in tutta la omonima Prefettura.  Non che la capitale se la passi meglio, ieri sono state imposte misure più severe anti Covid-19 anche a Tokyo, così come nelle città di Kyoto e Okinawa.

Hideki Matsuyama, il "nuovo imperatore"

La fiaccola che il prossimo 23 luglio farà il suo ingresso al National Stadium di Tokyo, dando il via alla Cerimonia di Apertura dei Giochi, appare adesso spaesata nel passaggio solitario sui viali di un parco chiuso al pubblico, il Parco Commemorativo dell’Expo ’70, sorretta da tedofori che sorridono solo a beneficio delle guardie del corpo. I Giapponesi hanno trovato un nuovo imperatore nel 29enne Hideki Matsuyama, fresco trionfatore del Master di Augusta, entrato di diritto nella storia del golf con la S maiuscola. Gli hanno già proposto di essere l’ultimo tedoforo per il prossimo 23 luglio, ruolo di grande vetrina ma soprattutto di enorme orgoglio, rappresenta colui che accende il braciere olimpico. Matsuyama ha diplomaticamente nicchiato, ha cercato di sviato il discorso, non aveva nemmeno in testa di partecipare ai Giochi. Del resto è un calendario molto serrato di impegni quello dei grandi campioni del green che a Rio 2016 -quando il golf era tornato disciplina olimpica- avevano snobbato il torneo a cinque cerchi. Sono più accattivanti e remunerativi i Major e i tornei del Pga Tour Americano, ovvio per loro. 

Lo scetticismo dei giapponesi

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A prescindere dalla decisione di Matsuyama, che comunque al suo ritorno in Patria sarà accolto come una divinità, il popolo giapponese continua a guardare con scetticismo alle Olimpiadi. Un nuovo sondaggio – datato 12 aprile- dell’agenzia di stampa Kyodo News rivela che il 39,2% dei cittadini vorrebbe l’annullamento dei Giochi, il 32,8% è a favore di un ulteriore slittamento. In totale, quindi, più del 72% storce il naso. Di contro le persone che desiderano vedere le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono il 24,5%. Il Comitato Organizzatore ha quantificato in quasi 3 miliardi di dollari (2,8 mld $) l’aumento a causa del rinvio di un anno, equivale ad un 22% di spesa in più. Il budget ufficiale recita la cifra di 15,5 miliardi di dollari, rispetto ai 12,6 dell’anno scorso. Ci sono poi i conti ufficiosi che sottolineano una impennata notevole rispetto a quanto sostengono gli organizzatori. Stando agli audit del governo, il costo complessivo ammonterebbe almeno a 25 miliardi, non a caso il quotidiano finanziario giapponese fa salire la cifra a 28 miliardi di dollari. Ma le Olimpiadi rappresentano pur sempre la speranza, la luce affidata al mondo dello sport. Ecco, questo non deve essere mai dimenticato, lasciando da parte la retorica trita e ritrita.

La storia di Rikako Ikee

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Quelle di Tokyo saranno Olimpiadi “sottovuoto”, blindate, sarà impossibile esagerare nei festeggiamenti, si dovrà rispettare il momento tragico che tutto il mondo sta vivendo, ma dovremo anche applaudire ed emozionarci davanti alle imprese da medaglie, alle prestazioni oltre il limite, alle storie di riscatto. Non a caso l’atleta simbolo di tutto il Giappone è Rikako Ikee, la 20enne campionessa considerata la promessa più splendente del nuoto nipponico, capace di conquistare sei medaglie d’oro ai Giochi Asiatici del 2018, a 18 anni. Nel 2019 le è stata diagnosticata una leucemia, ha trascorso 10 mesi in ospedale, è ritornata in acqua a 406 giorni di distanza dall’ultima volta, magrissima e senza forze, solo per il piacere di riassaporare antiche sensazioni in vasca. La Ikee ha ripreso ad allenarsi con costanza pensando di giocarsi le sue chance ai prossimi Giochi di Parigi 2024, ma nel frattempo ha realizzato la sua piccola-enorme impresa: ha timbrato il cartellino per l’appuntamento con la storia del suo Paese, si è qualificata per due staffette (la 4x100 stile libero e la 4x100 mista). La presenza di Rikako Ikee a Tokyo 2020+1 è una luce, allontana quel buio magistralmente descritto nel documentario “The Center Lane”, diretto dal celebre regista Hirokazu Koreeda (Palma d’Oro al Festival di Cannes del 2018 con “Un affare di famiglia”). In un mix delicatissimo ed emozionante di immagini e fumetti il registra ripercorre gli ultimi due anni di vita della Ikee, dalla corsia centrale appunto, quella nel nuoto riservata ai campioni favoriti, all’incubo della leucemia per arrivare al ritorno in gara.

La nuova sfida di Niccolò Campriani

I Giochi sono anche il sogno per gli atleti della Squadra Olimpica dei Rifugiati, una squadra per la quale dovremmo fare tutti il tifo senza distinzione di bandiere o rivalità. Chi è stato costretto ad abbandonare il proprio Paese, scappando, affrontando viaggi disumani, dovendo ripartire da zero e spesso da solo, ha trovato la forza di iniziare una seconda vita anche grazie allo sport. Niccolò Campriani, tre ori olimpici nel tiro tra Londra 2012 e Rio 2016, uomo dallo spessore umano e culturale notevole, 500 giorni fa ha deciso di dedicarsi a tre atleti che hanno lo status di rifugiati politici UNHCR. Il sito Olympic Channel propone le puntate del docufilm “Taking Refuge”, passo dopo passo ci si può immedesimare nelle loro storie, pure nella passione del 33enne toscano che attualmente lavora nella sede del CIO di Losanna. Campriani ha prima selezionato un numero di rifugiati, poi ha insegnato loro ad impugnare la carabina e successivamente li sta accompagnando in un coraggioao viaggio verso la qualificazione olimpica. Ecco, cosa significa per alcuni atleti il "meno 100 giorni". Quando mancano esattamente 100 giorni  a Tokyo 2020+1 questo è il valore dello sport che deve essere celebrato.

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