Tokyo2020, l'Imperatore presente all'inaugurazione. Egonu simbolo mondiale dei 5 cerchi

Olimpiadi
Lia Capizzi

Lia Capizzi

Mentre i timori per il coronavirus restano al centro dell'attenzione, a Tokyo arriva un'indiscrezione importante: l'Imperatore giapponese sarà presente alla cerimonia d'apertura. Una garanzia per i Giochi e per il loro svolgimento. Intanto Paola Egonu diventa un simbolo mondiale dei 5 cerchi

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L’imperatore del Giappone fa rumore anche quando sta in silenzio. Dal Palazzo Imperiale, che sorge nel quartiere di Chiyoda, non esce mai nulla senza autorizzazione. Anche una banale diceria, un rumor, è sempre indirizzato. E’ che una nota ufficiale, accompagnata da uno spiffero imperiale, mette a tacere il convulso vociare attorno ad una possibile cancellazione dei Giochi Olimpici. Il numero uno del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 Toshiro Muto non esclude l’ipotesi di un annullamento delle Olimpiadi, seppure il suo discorso sia pieno zeppo di tanti “se”, “vediamo”. In caso la situazione contagi nella capitale nipponica, e all’interno del Villaggio Olimpico, dovesse subire una vertiginosa impennata bisognerebbe correre ai ripari, con l’estremo rimedio di dire STOP, non si gioca più. Sembra un ovvietà, perché qualsiasi persona razionale risponderebbe come Muto. Ma questa vigilia olimpica ha poco o niente di razionale ed ecco che per alcune ore scatta l’allarme, nonostante il presidente del CIO Thomas Bach si sforzi di dichiarare ai quattro venti: “Cancellare i giochi non è mai stata un’opzione. Il CIO non abbandona mai gli atleti”. Poi però nella notte di Tokyo, quasi a chiudere con un click la luce delle illazioni, arriva la nota del Palazzo Imperiale. Una frase di sei lettere che ha il timbro della solennità: “L’’imperatore parteciperà alla Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi”. Con l’aggiunta di una indiscrezione, pilotata d arte: nel suo discorso non pronuncerà nulla che abbia a che fare con il termine “celebrating”, nessun verbo come “festeggiare” o suoi sinonimi. Giusto così, le parole hanno un peso, a maggior ragione durante una pandemia mondiale ancora in corso. Alla Cerimonia di Inaugurazione dei Giochi il 23 luglio ricoprirà un ruolo di gran rilievo anche l’Imperatrice della pallavolo Paola Egonu. A lei il grande onore di portare la bandiera olimpica insieme ad altri 6 atleti che si sono distinti negli ultimi mesi a supportare il personale medico-sanitario e si sono impegnati per dare voce alla campagna vaccinale. Un riconoscimento enorme per la 24enne di origini nigeriane, nata nel Padovano, che parla con accento veneto e in campo schiaccia come un martello. A 24 anni la Egonu è la miglior giocatrice al mondo di pallavolo, ma vale soprattutto ciò che rappresenta al di là della rete: una donna delicata ma decisa e soprattutto libera, di pensare, di amare, di essere, senza timore di esternarlo. C’era rimasta un po’ male per non essere stata scelta come portabandiera dell’Italia, pur rispettando la designazione della coppia di alfieri azzurri Jessica Rossi e Elia Viviani. Non sapeva Paoletta, come la chiamano tutti, che le sorprese più belle sono quelle inaspettate. Emozionata, sfilerà con il simbolo dei cinque cerchi, rappresenterà gli atleti di tutto il mondo. 

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