Biathlon a Milano-Cortina, Jacquelin bronzo e omaggio a Pantani al traguardo
milano-cortinaUn bronzo da dedicare a Pantani: il francese Emilien Jacquelin, terzo nell'inseguimento del biathlon, ha omaggiato il Pirata sul traguardo indicando l'orecchino, regalo di mamma Tonina. Una delle immagini di Milano-Cortina che resterà nei cuori degli appassionati.
22 anni e un giorno dopo la sua morte, lo spirito di Marco Pantani ha tagliato il traguardo di Anterselva ed è salito sul podio delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Lo ha fatto grazie all’amore, alla passione e alla fatica di Emilien Jacquelin, il campione del biathlon francese che ha intrecciato la sua carriera con il ricordo e l’omaggio al Pirata. Il primo pensiero di Jacquelin all’arrivo, per celebrare la medaglia di bronzo nell’inseguimento, è stato proprio per Pantani e ha indicato al mondo il mitico orecchino regalatogli da mamma Tonina, simbolo della forza e della resistenza della leggenda del ciclismo, scomparso nel 2004.
All'attacco, la bandana vola via
Già nella gara sprint 10km, Jacquelin era stato protagonista di un gesto da brividi, al momento dell’attacco: si era tolto gli occhiali e la bandana prima di scattare in salita e lanciare la sfida agli avversari, esattamente come faceva Pantani nei suoi giorni di gloria. L’omaggio sul traguardo di Anterselva, nell’istante della gioia per il podio che gli era sfuggito nella prima gara, resterà uno degli istanti più commoventi di questi Giochi italiani.
"Essere audace, come Pantani"
“Ho sognato per anni queste Olimpiadi in Italia. L’Italia, terra di Marco Pantani - aveva scritto Jacquelin una settimana fa su Instagram - Marco è colui che mi ha fatto venire voglia di fare sport. Il suo carattere, il suo brio, quelle sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour 1998. Da piccolo, mio padre ci aveva comprato la cassetta del Tour 1998. Da allora, non ho mai smesso di ammirare quel Pirata. Volevo essere come lui. Non solo vincere le gare, ma emozionarmi ed emozionare. Fare rimonte spettacolari. Essere audace. Questa visione dello sport mi accompagna da quando avevo 5 anni. Pantani rappresenta l’audacia, il brio, il coraggio di attaccare quando nessuno osa farlo. È il mio modo di rendergli omaggio. Di dirgli grazie. Di dimostrargli che la sua eredità è ancora viva”.