Irlanda al 6 nazioni di rugby: formazione e storia della "Green Army"

l'avversaria

Andrea Gardina

Si rivede l’ala neozelandese Lowe, in meta con Leinster nell’ultimo fine settimana e chiamato a riconquistarsi il posto in squadra dopo le buone prove di Hansen. Prima apparizione per O’Brien. Quattro successi nel torneo per la nazionale smeraldo, l’ultimo con Grande Slam nel 2018

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Sono trentotto gli uomini che Andy Farrell, leggenda inglese del Rugby League e padre di Owen, capitano inglese assente in questa edizione del torneo Sei Nazioni, avrà a disposizione per preparare la sfida di domenica contro l’Italia a Dublino nella terza giornata del torneo. Il tecnico dell’Irlanda ha confermato sostanzialmente il gruppo delle ultime partite con le novità già annunciate nei giorni scorsi, compreso il rientro di Sexton e la rinuncia causa infortunio a Kelleher, con il richiamo del tallonatore di Ulster HerringCon loro le novità dell’ultima ora sono tutte di casa Leinster.

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La prima e più pericolosa per gli Azzurri è il potenziale rientro del neozelandese naturalizzato James Lowe. L’ala aveva saltato per un problema al tendine le prime due sfide con Galles e Francia, ma è rientrato con tanto di meta dopo pochi minuti nella vittoria per 29-7 nello United Rugby Championship dei Dublines sugli Ospreys. Per lui possibile dunque la nona presenza con la maglia verde, con due settimane di ritardo sugli iniziali tempi previsti, ma sarà da capire a chi vorrà rinunciare l’ex centro dei Saracens, considerando lo stato di grazia dell’australiano Mack Hansen, player of the match all’esordio contro il Galles e in meta nell’ultima allo Stade de France contro i transalpini. Convocato, inoltre, e possibile esordio per lui in nazionale, il centro-estremo sempre di Leinster, Jimmy O’Brien.

I convocati irlandesi

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Questa la lista completa degli uomini a disposizione della Green Army:

Trequarti: Bundee Aki, Robert Baloucoune, Joey Carbery, Jack Carty, Craig Casey, Andrew Conway, Jamison Gibson-Park, Mack Hansen, Robbie Henshaw, James Hume, Hugo Keenan, Jordan Larmour, James Lowe, Michael Lowry, Conor Murray, Jimmy O’Brien, Garry Ringrose, Johnny Sexton. Avanti: Ryan Baird, Finlay Bealham, Tadhg Beirne, Jack Conan, Gavin Coombes, Caelan Doris, Tadhg Furlong, Cian Healy, Dave Heffernan, Iain Henderson, Rob Herring, Dave Kilcoyne, Peter O’Mahony, Tom O’Toole, Andrew Porter, James Ryan, Dan Sheehan, Nick Timoney, Kieran Treadwell, Josh van der Flier

La Green Army nella storia

L’Irlanda nella sua storia ha vinto il torneo Sei Nazioni quattro volte, l’ultima con tanto di Grande Slam nel 2018. Sono quattro anche i successi totali dell’Italia contro la nazionale smeraldo, di cui soltanto quello del 2013 durante il torneo, arrivato in un Olimpico in festa con i punti di Orquera e Garcia e la meta di Venditti a salutare nel migliore dei modi l’addio al rugby del pilone Lo Cicero. Fondata nel 1874 – la prima partita al National Oval di Londra contro l’Inghilterra fu una sconfitta per 26-0 -, la federazione irlandese conta oggi su un bacino di circa 210mila atleti tesserati. A novembre è arrivato un en plein di successi nei test contro Giappone, Argentina e Nuova Zelanda. Con l’Italia, infine, gli ultimi scontri nel torneo hanno visto Sexton e compagni imporsi 10-48 lo scorso anno con sei mete marcate da Ringrose, Keenan, Stander, Earls e doppietta di Connors, mentre gli Azzurri marcarono con Meyer. Nell’ultima occasione a Dublino, nel 2020, il risultato finale fu invece 50-17 con le mete italiane di Padovani e Garbisi contro le sette irlandesi marcate da Stander, Connors, Sexton, Aki, Heffernan e due di Keenan.