
Elezioni USA 2020: l'impatto del mondo sportivo sulla sfida Trump vs. Biden
Uno studio condotto da Sky Sports UK ha puntato i riflettori sul periodo che va dalla fine della presidenza Obama alla leadership di Trump: mai come in questi ultimi quattro anni, dal 2016 al 2020, i protagonisti del mondo sportivo USA hanno avuto un impatto senza precedenti sui temi politici e sociali su cui oggi si gioca la battaglia presidenziale. Questi i momenti e i nomi più significativi

USA 2020: APPUNTAMENTO SU SKY TG24 | Gli Stati Uniti alle urne: la sfida tra Donald Trump e Joe Biden per la Casa Bianca sarà oggetto di un’infinita maratona su Sky TG24 dalle ore 23 di questa sera fino alle 20 di domani, mercoledì 4 novembre. Second screen, ovviamente, quello del computer o dello smartphone per aggiornamenti in tempo reale con mappe e liveblog, gallery, articoli e video
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TENERE SEPARATI SPORT E POLITICA | È stato per anni un mantra ripetuto a sfinimento, adottato tanto dalla maggioranza giocatori che dalle squadre. Basti ricordare Michael Jordan, al tempo considerato l’atleta di riferimento di tutto lo sport USA, e la sua celebre replica alla richiesta di endorsement del candidato democratico per il “suo” North Carolina: “Anche i repubblicani comprano le mie scarpe…”

I GRANDI ESEMPI DEL PASSATO | Ovviamente non sono mancati — soprattutto negli anni ’60 — le figure di sportivi capaci di schierarsi in prima fila nelle battaglie sociali e politiche: da John Carlos e Tommie Smith sul podio olimpico di Città del Messico nel 1968 all’impegno di due leggende NBA come Bill Russell e Kareem Abdul-Jabbar fino ai messaggi di Muhammad Ali

2016-2020: QUATTRO ANNI PARTICOLARI | Il 2016 è l’anno che ha visto esaurirsi il doppio mandato presidenziale di Barack Obama, primo afroamericano alla Casa Bianca, e l’avvento di Donald Trump. È anche l’anno in cui Colin Kaepernick sceglie di inginocchiarsi all’inno nazionale USA prima di una partita dei suoi San Francisco 49ers: una decisione che gli costerà la carriera nel football professionistico

DOPO KAEPERNICK: I GIOCATORI NFL ALL’INNO | Nonostante l’invito di Trump alla NFL “di licenziare i giocatori che mancano di rispetto alla nostra bandiera”, oltre 200 giocatori scelgono di inginocchiarsi, restare seduti o alzare un pugno al cielo durante l’esecuzione dell’inno nazionale USA prima di ogni partita.

IL TWEET DI TRUMP, LA POSIZIONE NFL | Incalzata dalle pressioni del presidente USA — che chiede “rispetto per il nostro Paese e per la nostra bandiera” — nel 2018 la NFL introduce nel suo regolamento il divieto di inginocchiarsi in campo durante l’inno. Posizione poi corretta dal commissioner Roger Goodell dopo le proteste seguite all’uccisione di George Floyd: “La lega incoraggia qualsiasi opinione e ogni forma di protesta pacifica”

MY VOICE, MY VOTE | La safety dei Philadelphia Eagles Rodney McLeod, insieme alla moglie, ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del voto sviluppando l’iniziativa “My voice, my vote”: la mobilitazione delle comunità e l’educazione civica sono predicati come valori bipartisan

NFL VOTES | Nell’agosto 2020 la National Football League ha lanciato la campagna “NFL Votes”. Shaquem e Shaquill Griffin dei Seahawks, George Kittle dei 49ers e Todd Gurley dei Falcons hanno fatto da testimonial al progetto: oggi il 90% dei giocatori NFL è registrato per il voto e oggi ogni centro di allenamento — di qualsiasi squadra NFL — resterà chiuso per permettere a tutti (giocatori, impiegati, staff) di recarsi alle urne

MEGAN RAPINOE: LA PRIMA DOPO KAEPERNICK | “È il minimo che potessi fare: continuiamo a tenere la conversazione al centro del dibattito”. Con questo messaggio la star del calcio femminile USA Megan Rapinoe commenta la sua decisione di inginocchiarsi anche lei all’inno durante la partita del 5 settembre 2016 tra Seattle e Chicago. “Da donna gay americana so cosa vuol dire guardare alla nostra bandiera e non vedere protette certe libertà”

L’IMPEGNO NBA | Negli ultimi mesi è stata senza dubbio la NBA (insieme alla WNBA) la lega faro nell’impegno sociale e politico. Se solo 4 anni fa, solo il 20% dei giocatori si recò concretamente alle urne, oggi la percentuale dei registrati al voto nella lega di Adam Silver tocca il 96%, con 20 delle 30 squadre che vantano tutti i giocatori con regolare registrazione elettorale

LO STOP AI PLAYOFF | Dopo il ferimento, il 23 agosto 2020, di Jacob Blake per mano della polizia del Wisconsin, la scelta dei Milwaukee Bucks di non scendere in campo per gara-5 del primo turno contro Orlando ha portato a uno stop di 72 ore dei playoff NBA, con un totale di sei sfide posticipate (oltre a Bucks-Magic, anche Rockets-Thunder e Lakers-Blazers la prima sera, Nuggets-Jazz, Celtics-Raptors e Clippers-Mavs quella successiva)

SI FERMA IL BASEBALL | Stop analogo a quello del basket NBA anche sui diamanti del baseball: sempre la squadra di Milwaukee (i Brewers) a dare il là, rifiutandosi di scendere in campo contro i Cincinnati Reds. A cascata poi altre gare sospese, a partire da Mariners-Padres e Dodgers-Giants lo stesso giorno e altre gare ancora nei giorni successivi

MLS: PALLA AL CENTRO MA NON SI GIOCA | Ondata di posticipi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della brutalità della polizia e degli equilibri razziali del Paese anche nel mondo delle Major League Soccer: posticipate Inter Miami CF-Atlanta United, FC Dallas-Colorado Rapids, Real Salt Lake-LAFC, San Jose Earthquakes-Portland Timbers e LA Galaxy-Seattle Sounders.

PATTINI FERMI SUL GHIACCIO | Due gare di playoff posticipate giovedì 27 agosto sul ghiaccio della NHL (Islanders vs. Flyers e Golden Knights vs. Canucks) e altre due la sera successiva (Tampa Bay vs. Boston e Colorado vs. Dallas)

POTERE ROSA | Tre gare del calendario WNBA (la Women National Basketball Association) non vengono disputate: si tratta delle sfide tra Atlanta Dream e Washington Mystics, Los Angeles Sparks contro Minnesota Lynx e Connecticut Sun contro Phoenix Mercury

FORFAIT NEL TENNIS | Naomi Osaka con un post su Twitter spiega la decisione di non scendere in campo per la semifinale del Western & Southern Open, che asseconda la decisione della campionessa USA e sceglie di premere “pausa” sull’intero calendario del torneo per un giorno

LEBRON JAMES & MORE THAN A VOTE | Dal mondo del tennis (il campione degli US Open 2017 Sloane Stephens), del football (il quarterback dei Chiefs Patrick Mahomes), della WNBA (Skylar Diggins-Smith) e ovviamente della NBA stessa (Trae Young uno di questi) arriva il supporto all’iniziativa lanciata da LeBron James: si chiama “More than a vote”, ed è una piattaforma per permettere la registrazione di più persone possibile alle urne elettorali

LE RIVENDICAZIONI NBA | Spinta dalla leadership forte di LeBron James, ma anche da quella di Chris Paul, leader dell’associazione giocatori, le superstar NBA ottengono una serie di impegni concreti da parte della lega: messaggi promozionali pro-voto durante le partite di playoff, l’impegno delle franchigie di trasformare le proprie arene in seggi elettorali durante questo weekend (e anche prima, nel processo di early voting), l’istituzione di una coalizione per la giustizia sociale

LA REAZIONE DI TRUMP | Da sempre la lega più progressista (insieme alla WNBA) del panorama sportivo USA, la NBA spinge a un voto che — automaticamente — l’attuale presidente USA Donald Trump percepisce come un voto a lui contrario. E allora tuona, definendo la lega “una organizzazione politica” e concentrandosi sui rating televisivi in calo come prova del discontento del pubblico verso la politicizzazione dello sport
VIDEO | GUARDA L'ULTIMO ATTACCO DI DONALD TRUMP A LEBRON JAMES
IL FATTORE COVID | Da tema sanitario, anche la pandemia che sta flagellando il mondo intero negli Stati Uniti è diventata presto tema politico. La sospensione della stagione autunnale del college football (e in particolare della Big Ten conference, con squadre storiche in stati elettoralmente importanti come Michigan, Pennsylvania e Wisconsin) ha portato Trump a intervenire direttamente: il ritorno in campo, avvenuto a fine ottobre, è per il 53% degli americani da imputare favorevolmente al presidente USA