Finché c’è questo Nadal, impossibile per Federer tornare n°1

Tennis
Rafa Nadal mette in bacheca il suo nono titolo dell Slam a soli 24 anni
NEW YORK - SEPTEMBER 13:  Rafael Nadal of Spain holds the championship trophy during the trophy ceremony after defeating Novak Djokovic of Serbia to win the men's singles final on day fifteen of the 2010 U.S. Open at the USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 13, 2010 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City.  (Photo by Chris McGrath/Getty Images) *** Local Caption *** Rafael Nadal

L’ANALISI. Paolo Bertolucci lo dice forte e chiaro: dopo la conquista dell’Us Open, l’ultimo Slam che ancora gli mancava, lo spagnolo si conferma ormai l’uomo da battere su tutte le superfici. Lo svizzero? Sta esaurendo (forse) la carica della sua pila

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di Paolo Bertolucci

Non sono bastate le ventiquattrore di extra riposo a Novak Djokovic per impensierire seriamente Rafa Nadal. Nonostante sia rimasto per un certo periodo più vicino al mancino di Maiorca, il serbo è stato respinto dalla solidità e dalla concretezza che ormai contraddistinguono lo spagnolo. Ecco, la continuità nel giocare tutti i punti, soprattutto quelli importanti, con tanta qualità. È questo che fa di Nadal il numero 1.

Ed è quello che sta mancando a Roger Federer. I due match point non sfruttati contro Djokovic in semifinale sono il segno che pian piano la carica della sua "pila" si sta esaurendo. Quanto può durare la pila di un campione? Dieci anni ad altissimo livello non li fanno tutti. E Federer sta perdendo la capacità di restare tutta la partita su uno standard altissimo. I due set mollati contro Djokovic (il secondo e il quarto, 6-1 e 6-2) sono emblematici. Anche se 30 anni non vuol dire che la carriera di un tennista, specialmente se si parla di Federer, sia finita. Anzi. Di sicuro quando hai 30 anni giochi meglio di quando ne hai venti, e mi riferisco alle scelte di gioco: Roger conosce alla perfezione il suo fisico e sa quali sono i suoi limiti. Deve rifiatare più spesso, è meno esplosivo, ad esempio.

In tutto questo si inserisce un Nadal che io per primo non avrei mai pensato così competitivo su tutte le superfici. Ma non dobbiamo stupirci che abbia vinto anche a New York. Per uno che ha vinto due volte Wimbledon, sul cemento va quasi in discesa.  Certo, i detrattori di Nadal gli imputano come difetto la sua mostruosità a livello fisico e mentale. È fuori discussione che Federer sia preferibile: il suo stile è vero tennis, Roger è nato per questo. Ma dobbiamo solo applaudire i continui miglioramenti  tecnici di Nadal: ogni anno Rafa ha un servizio più efficace, un back più incisivo. Insomma: aggiunge ogni volta una freccia al suo arco.

Se poi vogliamo entrare nella discussione "federeriani" contro "nadaliani", che è veramente accesa, non possiamo stabilire ora chi è il più grande. Semmai lo faremo alla fine delle loro carriere, contando i trofei. Di sicuro questo dualismo fa bene al tennis. Ai due aggiungiamo anche un Djokovic ad altissimo livello, anche se comunque in classifica ha troppi punti di distacco per insidiare Rafa (che a sua volta, andando sempre almeno in semifinale, fa fatica a lasciarne per strada), e Del Potro, di cui aspettiamo con ansia il rientro. La certezza però è solo una: finché c'è Nadal, questo Nadal, è impossibile che Federer torni il numero 1.