Miami 2017, Federer doma Berdych: è in semifinale

Tennis

Stefano Olivari

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Al termine di un quarto di finale drammatico lo svizzero ha battuto il ceco numero 14 del mondo 6-2 3-6 7-6, annullando due match point ad un avversario che nei precendenti sei incontri aveva sempre surclassato ma che a Crandon Park ha mostrato la sua versione migliore

Roger Federer è in semifinale a Miami, ci è riuscito al termine di una partita stupenda vinta 6-2 3-6 7-6 contro il miglior Tomas Berdych visto da molti mesi a questa parte, annullandogli due match point nel drammatico tie break del terzo set. Vittoria di pura classe, che è cosa diversa dallo stile (Federer possiede comunque entrambi), contro un avversario che è sembrato fisicamente superiore e che soprattutto non è sceso in campo con l'atteggiamento della vittima designata, come troppi avversari di Federer. 

Primo game, Berdych al servizio e primo break per un Federer subito carico come una molla. La base per una passeggiata dello svizzero, che nei suoi turni alla battuta domina e in quelli di Berdych mette sempre l’avversario sulla difensiva. La sua filosofia è sempre quella consigliata da Ivan Ljubicic: accorciare gli scambi, mettere pressione, venire a rete, in ogni caso fare tutto nel minor tempo possibile. A differenza del solito però Federer all’inizio si tiene in tasca il rovescio in top e un po’ anticipato, fondamentale contro Nadal, per giocare il suo più tradizionale back: l’idea tattica è quella di dare a Berdych palle senza peso, a cui il ceco non si possa appoggiare. Tattica giusta, ma superata dallo stato di grazia dello stesso Federer, che collocati nella borsa i piani partita si mette a disegnare traiettorie incredibili, conquistando un secondo break con una palla corta ai confini dell’irrisione e che si può considerare il colpo del torneo: 6-2 in 26 minuti, contro un Berdych tutt’altro che male.

E infatti il ceco, sempre sotto gli occhi attenti della moglie Ester, si resetta mentalmente e riparte senza sudditanza psicologica. Del resto non sono in tanti nel mondo ad avere battuto 6 volte Federer… È chiaro che Federer sta correndo anche contro il tempo, visto che si gioca a 33 gradi con l’80% di umidità, che sul cemento significa percepirne 40. Berdych sa che la sua unica speranza è aggrapparsi al servizio e nei game di risposta prendersi più rischi, senza andare in affanno. Federer cala leggermente come intensità, a quasi 32 anni Berdych è troppo esperto per farsi fagocitare da questa tattica della fretta e i fatti gli danno ragione. Sul 4-3 per il ceco arriva il break e poi Berdych vince strameritatamente il set, interrompendo una striscia di 15 set consecutivi vinti dallo svizzero nei loro scontri diretti. L’ultimo pro Berdych era stato il terzo della semifinale di Dubai 2013. Onore al merito, soprattutto nella fase difensiva che non è mai stata il suo marchio di fabbrica.

La fortuna di Federer, che fortuna non è perché la sua fretta ha proprio questo obbiettivo, è che si è al terzo set con soltanto un’ora di tennis dietro le spalle. Da bella la partita diventa bellissima, con entrambi che si avvicinano ai propri migliori livelli. Servizi tenuti a fatica, per la grande qualità del tutto, ma Federer ha sempre qualcosa in più e lo tira fuori sul 3 a 2 con una serie di ottime risposte. Sul 5-3 Federer però Berdych non si rassegna alla sconfitta e strappa la battuta a un avversario che gioca con sufficienza quattro punti consecutivi, forse condizionato da un movimento anomalo che gli crea un problema muscolare. Federer ha comunque un match point sul 5-4 e servizio del ceco, ma Berdych lo annulla con una seconda palla che si trasforma in un temerario ace: una situazione che da giocatore il suo coach Ivanisevic ha vissuto tante volte. Si lotta punto su punto, con Berdych che martella Federer sul rovescio per aprirsi il campo alla destra dello svizzero e punirlo con i suoi rovesci lungolinea. Giusto che una partita di questo livello si concluda al tie break:in teoria dovrebbe vincere chi fisicamente sembra averne di più, cioè Berdych, invece è per l'ennesima volta Federer a far girare a suo vantaggio le situazioni, annullando anche due match point: 6-2 3-6 7-6 e semifinale per lo svizzero, mentre qualcuno al bar continuerà a dire che Berdych è un perdente invece di un campione nato negli anni sbagliati, in cui vincere un grande torneo al di fuori di Federer-Nadal-Djokovic-Murray-Wawrinka è stato quasi impossibile.

Wozniacki  in finale – Relativa sorpresa nella semifinale del torneo femminile fra la numero 3 del mondo Karolina Pliskova e la 14 Caroline Wozniacki, che contro la polacca ha sempre giocato ottime partite, forse per il contrasto di stili: la danese dalla grande difesa ha buttato via (5-7) un primo set che stava portando a casa, ma ha dominato gli altri due con un doppio 6-1. Per la Wozniacki ottava finale in carriera in un Premier Mandatory (ne ha vinte 5), la prima a Miami. 

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