Coppa Davis: Goffin batte Lorenzi, Italia fuori

Tennis

Stefano Olivari

Il Belgio ha guadagnato il punto del 3-1 in una partita a senso unico, che il numero 14 del mondo ha vinto 6-3 6-3 6-2 contro un Lorenzi sempre sulla difensiva. Poi a risultato acquisito Giannessi, al suo esordio in Davis, ha battuto De Loore. In semifinale i belgi ospiteranno l'Australia di Kyrgios

Paolo Lorenzi non è riuscito a fare il miracolo e David Goffin ha dato al Belgio il punto del 3-1 sull’Italia, battendolo senza discussioni 6-3 6-3 6-2. Una partita a senso unico, non tanto per il ranking ATP dei protagonisti (Goffin è 14 del mondo, ma Lorenzi è comunque 38), quanto per le loro caratteristiche tecniche.

IL RITMO DI GOFFIN

Era chiaro che il gioco del belga, basato sull’anticipo e sulle accelerazioni, si sarebbe adattato meglio alla superficie veloce e ai rimbalzi bassi dello Spirodoume di Charleroi. Del resto i padroni di casa la superficie non l’hanno scelta a caso, come era nel loro diritto… Qualcuno si aspettava che Barazzutti rischiasse Simone Bolelli, privo di tenuta fisica per un singolare di questo livello ma con il braccio per infastidire Goffin in una partita breve. Sarebbe stata una scelta più nelle corde di altri capitani di Coppa Davis, come Panatta e Bertolucci. Barazzutti ha scelto di dare fiducia al giocatore più solido e non c’è la controprova che Bolelli avrebbe fatto meglio. Lorenzi ha giustamente tentato di rompere il ritmo a Goffin, con palle corte e attacchi in controtempo, ma la palla del belga era troppo profonda per potersi inventare qualcosa che andasse al di là di una onestissima difesa. A risultato acquisito i capitani hanno deciso di dare un'opportunità ad Alessandro Giannessi e Joris De Loore e il mancino azzurro, al suo esordio in Coppa Davis, se l'è giocata benissimo vincendo 6-4 7-6 e mostrando un buon tennis offensivo. 3-2 Belgio, per gli almanacchi. In ogni caso questo quarto di finale è finito come da pronostico, con il rimpianto per l’assenza di Fognini: non sarebbe stata la sua superficie, ma in Coppa Davis la personalità supera tante valutazioni magari buone per un torneo.

FUTURO AZZURRO

L'Italia anche l'anno prossimo sarà nel World Group, in serie A, questo è di sicuro importante. Il problema è che la squadra è vecchia: nel 2018 Lorenzi avrà 37 anni, Seppi 34, Bolelli 33 e Fognini, che spesso viene giudicato secondo i parametri del 'giovane', 31. Può crescere Giannessi, che ha 26 anni ed è attualmente numero 122 del mondo, Cecchinato quando fra qualche mese avrà scontato la squalifica potrà tornare a costruirsi una carriera alla Lorenzi, ma dai giovani propriamente detti non stanno arrivando grandi segnali. Magari qualcuno fra Napolitano, Quinzi, Sonego e Donati emergerà, ma nel 2018 è difficile che anche uno solo di loro arrivi al livello di essere almeno una riserva di Davis. Insomma, bisogna evitare l'autoflagellazione ma bisogna anche dire che quello italiano è uno di quei casi in cui la squadra di Davis vale più del movimento che ha alle spalle, soprattutto se pensiamo che agli ottavi erano uscite Germania, Argentina, Svizzera, Canada e Russia. 

L'ANNO DI KYRGIOS

In semifinale (dal 15 al 17 settembre) il Belgio ospiterà l’Australia, che trascinata da un grandissimo Kyrgios (nella terza giornata suo il punto decisivo su Querrey, che il capitano Courier ha mandato in campo al posto di Sock) e da un Thompson vicino ai suoi limiti ha battuto gli Stati Uniti. Dall'altra parte del tabellone la Serbia di Djokovic affronterà in trasferta la Francia, che di ottime nazionali potrebbe metterne in campo tre. 

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