Roma: Zverev alla prima finale in un Masters 1000, battuto Isner

Tennis

Stefano Olivari

Il ventenne tedesco ottiene il risultato finora più importante della carriera battendo 6-4 6-7 6-1 l'americano in una sfida giocata prima sul servizio e poi sulla condizione fisica Roma, il tabellone del singolare maschile

Alexander Zverev raggiunge la prima finale della sua carriera in un Masters 1000, battendo un ottimo John Isner 6-4 6-7 6-1. Il ricambio generazionale finalmente sta avvenendo. 

Botte di servizio 

Sulla carta i valori non erano di pianeti diversi (numero 17 ATP Zverev, 24 Isner che è stato anche 9), ma il ventenne tedesco gioca e vive come un predestinato, da anni, mentre il trentaduenne americano costruisce con intelligenza e metodo una carriera intorno al suo grande servizio. Non che in questo fondamentale Zverev sia da meno, infatti i primi due set sono stati contrassegnati dalle bombe scagliate dalle rispettive altezze (1,98 Zverev e 2,08 Isner), con ovvia ricaduta sullo spettacolo: insomma, pagheremmo per sapere che cosa si sono detti Nicola Pietrangeli e Rod Laver, seduti vicino sulle tribune del Foro Italico: più volte i due miti si sono messi a ridere, e non certo per la gioia che stava trasmettendo il gioco basic... Un break ha dato la prima frazione al tedesco, che comunque nei game di Isner è riuscito più a meno a giocare, mentre nel secondo l'americano si è inerpicato fino a quel tie break che nelle sue partite i bookmaker non dovrebbero nemmeno più quotare. Qui un calo di testa da ventenne, roba di pochi minuti, ha dato il set a Isner. Che però fisicamente non ne aveva proprio più, dopo le ottime partite con Ramos Vinolas e Mayer e le due eccezionali contro Wawrinka e Cilic: il gigante si è afflosciato e Zverev è volato via 6-1.

Ricambio

Dopo tante parole il ricambio generazionale sta finalmente avvenendo e Zverev potrebbe riuscire nell'impresa di qualificarsi sia per le neonate Finals Under 21 (a Milano) sia per quelle propriamente dette di Londra. Di lui impressiona il servizio, nessuno dei grandi attuali ce l'aveva così forte alla sua età, ma anche l'atteggiamento psicologico. Il futuro è suo, di Kyrgios e di Thiem, lo dicono tutti fino alla noia, ma ora il futuro sembra arrivato anche se i grandi sono ben lontani dalla morte sportiva. Rispetto a Kyrgios e Thiem lui sembra avere più margini di miglioramento, nel senso che ci sono aspetti del gioco letteralmente inesistenti (il gioco al volo e i movimenti in verticale, per dirne due), più che lacunosi. Mai in uno Slam è andato oltre il terzo turno (straordinaria la battaglia con Nadal nell'ultimo Australian Open), ma quest'aria da fine impero che sta girando l'ha già annusata. Non ha un gioco che possa entusiasmare gli esteti, ma ci sono stati ricambi generazionali peggiori. Ha dietro una nazione commercialmente potente come la Germania, quindi è facile che riesca ad uscire dalle pagine sportive. Da italiani un pensiero anche per Fabio Fognini: la sua prova contro Zverev di giovedì, che a caldo aveva deluso molti (lui per primo), fra poco sembrerà una normale sconfitta contro un fenomeno. 

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