Roland Garros, Zverev fuori al primo turno con Verdasco

Tennis

Stefano Olivari

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Il vincitore degli Internazionali d'Italia si è fatto sorprendere dallo spagnolo numero 37 del mondo, nella prosecuzione del loro match di primo turno: alla fine 6-4 3-6 6-4 6-2 per Verdasco

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Al primo Slam con tanta pressione addosso Alexander Zverev è crollato. Il ventenne tedesco ha infatto perso in quattro set da Fernando Verdasco, dopo che ieri il loro match era stato interrotto sulla parità, un set pari, per sopravvenuta oscurità.

Il talento di Verdasco

Chiusura 6-4 3-6 6-4 6-2 per il numero 37 del mondo ai danni del numero 10, una sorpresa non in assoluto (Verdasco ha il talento per battere tiutti, sulla singola partita) ma in relazione allo stato psicofisico di Zverev. Il 33enne Verdasco ha sempre dominato il gioco, a costo di prendersi tutti i rischi, con Zverev molto dietro la riga di fondo: un difetto che manifesta anche contro giocatori meno propositivi di Verdasco. A funzionare poco al tedesco è stato anche il servizio: pochi punti facili e quasi mai lo scambio in mano, anche quando il punto alla fine era suo. Verdasco, favorito dal giocare in due tempi, sembrava avere più fretta e Zverev non è riuscito a trovare una contromisura contro un giocatore senza schemi, da sempre mina vagante nei tornei. Uno Zverev in finale, considerate le condizioni, di Murray, non era fantatennis mentre lo era uno Zverev eliminato al primo turno come suo fratello Mischa (per mano di Napolitano). 

Fuori come Pietrangeli

La storia dice che Zverev è stato il primo nato negli anni Novanta (e lui è del 1997!) a conquistare un Masters 1000, ma dice anche che si tratta del primo vincitore degli Internazionali d'Italia ad essere eliminato nel primo torno del Roland Garros negli ultimi 60 anni. L'ultimo era stato un altro nome non da poco, Nicola Pietrangeli, che nel 1957 perse con l'australiano Anderson. Nel dopopartita Sascha ha spiegato che non sentiva la palla e che ha giocato male, senza scuse. Farlo poi contro uno della personalità di Verdesco, uno a cui il braccio non trema, ci può stare. Adesso da numero 10 del mondo c'è da pensare alla stagione su erba, da gestire con un grande servizio ma anche con una volée di livello imbarazzante, che padre e fratello gli devono assolutamente migliorare. È ancora un giocatore in costruzione, Zverev, ed è arrivato a questo livello nonostante le lacune. Per questo fa ancora più paura, per il futuro. "Questa sconfitta non è una tragedia", ha mentito il tedesco sapendo di mentire, visto che nel tennis a ciclo continuo e sempre con gli stessi protagonisti sono proprio gli Slam a fare la differenza fra la gloria e il lucroso professionismo. E Verdasco? Se la sua costanza fosse all'altezza del braccio avrebbe un grandioso spazio in tabellone per arrivare agli ottavi con Nishikori (oggi vittorioso ma non splendente contro Kokkinakis) e forse anche oltre, in un torneo in cui mai è andato oltre il muro degli ottavi. 

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