Sharapova, biografia al veleno: "Serena, che ossessione..."

Tennis
Maria Sharapova alla presentazione di "Unstoppable" (Getty)
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E’ stata presentata a New York "Unstoppable", l’autobiografia di Masha, che parla apertamente del suo rapporto di ‘odio sportivo’ con la più piccola delle Williams: “Mi ha dominata per tanto tempo, siamo rivali e non possiamo essere amiche. Non ha mai digerito il mio trionfo a Wimbledon 2004…”

Dopo essere stata eliminata agli ottavi degli US Open e aver respirato nuovamente l’aria di vittoria in uno Slam, Maria Sharapova è rimasta a New York per promuovere l’uscita della sua autobiografia “Unstoppable: my life so far”. Fra tweet, campagne social, registrazioni e ospitate in programmi televisivi, le ultime 48 ore della russa sono state interminabili. Sempre impeccabile, con outfit scelti per l’occasione, l’ex numero 1 del mondo ha svelato qualche stralcio del libro che, per ora, non è ancora stato tradotto in italiano, ma che è già in vendita sia on-line che nelle librerie tradizionali. La storia è quella di una talentuosa ragazza siberiana che sbarca negli Stati Uniti presso l’accademia di Nick Bollettieri, spinta da un padre visto come punto di riferimento e nonostante una madre con cui non ha mai nutrito un grande rapporto. Anche se, la parte più succulenta, riguarda la sua avversaria numero 1 in campo: Serena Williams, alla quale è dedicata gran parte della autobiografia.

“Serena mi ha dominata per 10 anni”

Il record di Maria Sharapova contro Serena Williams giustificherebbe, almeno in parte, la grande attenzione che la russa ha dedicato all’americana (fresca madre, rientrerà nel circus agli Australian Open 2018) nel suo libro: un 19-2 che non ammette repliche. “Di fronte a lei sei solo uno zero — si legge in un capitolo —. Molti grandi giocatori hanno questa mentalità, ma Serena molto di più. La gente spesso si chiede perché io abbia così tanta difficoltà a batterla... lei mi ha dominata negli ultimi dieci anni, mi ha battuto 19 volte su 21. Si parla della sua forza, del suo servizio, della sua testa e di quanto il suo gioco si adatti al mio. Ma per me, la vera risposta era lì, in quello spogliatoio, dove io mi stavo cambiando e lei stava piangendo. Piangeva e piangeva. Me ne andai il prima possibile, ma lei sapeva che ero lì. Penso che Serena mi abbia odiato per essere stata la ragazza magra che l’aveva battuta, contro ogni pronostico, a Wimbledon”. Si torna al Championship 2004, quando la detentrice del titolo americana viene battuta 6-4, 6-1 da una 17enne tanto bella quanto talentuosa...

“Io e Serena amiche? Molto difficile”

Masha va più in profondità rispetto a un ‘odio sportivo’ che non l’ha mai fatta avvicinare alla Williams: “Serena e io dovremmo essere amiche: amiamo la stessa cosa, abbiamo la stessa passione – si legge -. Solo poche altre persone nel mondo sanno cosa noi sappiamo, cosa significa perdere o vincere, la paura e la rabbia. Ma non siamo per niente amiche. Per certi versi penso che ci siamo guidate l’una con l’altra. Direi che probabilmente è meglio non essere amiche. Però mai dire mai… Un giorno, quando tutto questo apparterrà al passato, forse saremo amiche. O no, non si può mai dire“. Un rapporto mai sbocciato, nemmeno quando Sharapova incrocia le Williams sisters a un allenamento aperto in Florida, dove studiava all’accademia, alla tenera età di 12 anni: “Non mi sono mai messa nella posizione di venerarle, guardarle o essere loro fan”, specifica nel libro. 

“Un giorno ti prenderò”

La prima volta che Sharapova e Williams si incrociano è al ballo dei vincitori di Wimbledon nel 2002. Serena entra in sala, provocando la standing ovation dei presenti. Tutti si alzano, tranne Masha, che aveva appena conquistato la coppa juniores: “Volevo alzarmi ma il mio corpo non me lo permetteva – scrive la russa  –. Ero bloccata su quella sedia con un singolo pensiero: ‘ti prenderò’”. Indimenticabile il primo scontro, a Miami nel 2004: “La sua presenza fisica è molto più forte di quello che si percepisce guardandola in televisione. Ha braccia e gambe grosse ed è intimidatoria. È alta, ha fiducia e personalità. A Miami sembrava molto più grande di me. Da lì a poco avrei compiuto 17 anni, ma lei era una donna cresciuta, esperta, la migliore giocatrice al mondo. E anche ora, può farmi sembrare una ragazzina”. Masha perderà quel match, vincendo i successivi due contro Serena. L’americana però è in serie positiva dall’Australian Open 2005: da quel momento, per Sharapova sono arrivati ben 17 ko. Roba da farne una vera ossessione…

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