Next Gen, sarà Quinzi l'italiano alle Finals: "Niente da perdere, ho una corazza"

Tennis

Francesco Giambertone

Il 21enne di Porto San Giorgio, già campione di Wimbledon ragazzi nel 2013 e oggi numero 294, si aggiudica un pass per il torneo di Milano tra i migliori 8 giovani al mondo: battuto in 5 set nella finale delle qualificazioni l'amico Filippo Baldi. "Il favorito? Shapovalov. Me la giocherò per divertirmi". Ma sarà nel girone di ferro

Sarà Gianluigi Quinzi l'ottavo e ultimo enfant prodige del tennis a partecipare alla prima edizione delle Atp Next Gen Finals di Milano, che si giocheranno dal 7 all'11 novembre alla Fiera. Nella finale delle qualificazioni, riservate per contratto ai migliori giovani italiani, il marchigiano ha battuto l'amico Filippo Baldi in cinque set (3-4, 3-4, 4-2, 4-2, 4-2), ribaltando i due parziali di svantaggio persi al tie-break. Così ha conquistato la wild-card per il torneo tra gli Under 21 più forti del mondo e un gettone di partecipazione da 50mila dollari. Ma il sorteggio gli ha già regalato un girone durissimo: nel suo gruppo affronterà Andrey Rublev (35 al mondo), Denis Shapovalov (49) e Hyeon Chung (55).

The draw is done ✅ The groups are set ✅ Let the excitement begin! 👊💥 #NextGenATP

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Baldi, due (mini) set perfetti. Ma Quinzi rimonta

Quinzi, numero 294 del ranking, ha vinto un po' a sorpresa. Non questa partita, dove era favorito, ma rispetto alla vigilia del torneo. Il romano Matteo Berrettini (122) sembrava destinato a staccare il pass per le Finals, prima di perdere ai quarti proprio contro Baldi, che sabato in semifinale ha superato anche Andrea Pellegrino meritandosi un posto in finale. Era in formissima “Filo” (n° 459), nato a Milano e acclamato domenica dalla maggior parte del pubblico dello Sporting Milano 3 di Basiglio. Contro Quinzi nei primi due set è stato veloce, aggressivo, cattivo nei punti decisivi, complessivamente più centrato. Poi ha perso lucidità (e tre volte il servizio, due volte nel primo game del set) mentre Gianluigi non si è mai fatto strappare la battuta, migliorando la precisione e la potenza del suo dritto mancino e del servizio man mano che il match andava avanti. È stata una partita bella, combattuta e anche lunga (2 ore e 7 minuti) considerate le regole con cui si è giocato. Cioè quelle che vedremo a Rho nelle Finals dei giovani, un esperimento per velocizzare il gioco: partite al meglio dei 5 come negli Slam, ma composte da mini-set da 4 game, con punto secco invece dei vantaggi e niente net.

Ora le Finals e la rivincita con Chung

“All'inizio ero un po' teso – ha detto Quinzi a fine gara -, sapevo di giocare con un amico vero con cui ho condiviso tutta la carriera, eravamo compagni di stanza e abbiamo vinto la Davis Junior insieme”, nel 2012, prima che Gianluigi sollevasse il trofeo di Wimbledon ragazzi. Sembrava l'inizio di una carriera da predestinato, rallentata invece da qualche infortunio di troppo e da una mancanza di continuità nei risultati. “Anche se ho perso i primi due set sapevo che potevo rimontare, stavo lì. Forse lui ha un po' ceduto quando ha visto che non mollavo”. Ma il bello viene adesso: “Ora vado alle Finals senza niente da perdere, per divertirmi e giocarmela”. Anche con Chung, battuto nella finale Junior di Wimbledon, ma molto migliorato in questi anni: “Giocarci sarebbe un'emozione grandissima, lui ora è tra i migliori 50. Tra di noi non c'è un'enorme differenza di livello, solo che nei punti importanti ti regalano meno. Io devo maturare più di testa che tecnicamente. Il favorito? Su questa superficie dico Shapovalov, gioca veramente bene. E Rublev”. Li affronterà tutti e tre, senza paura: “Spero di far vedere chi sono. Ora ho una corazza che prima non avevo”.

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