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11 giugno 2018

Tennis, Doping, Sara Errani: 10 mesi di squalifica. Fuori fino all'8 febbraio 2019: "Un'ingiustizia"

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Sara Errani

Doping, Sara Errani fuori fino all'8 febbraio 2019 (Getty)

La tennista azzurra ad agosto era stata trovata positiva al 'letrozolo'. Accolto il ricorso di Nado Italia, che aveva giudicato troppo lieve lo stop di due mesi (già scontati): la squalifica passa a 10 mesi, terminerà l'8 febbraio 2019. Sara: "Vergognoso, non so se avrò la voglia di rigiocare a tennis dopo tutto questo"

FOTO: ERRANI E LE ALTRE, QUANDO IL DOPING E' INVOLONTARIO

ERRANI SQUALIFICATA DUE MESI

Pesa come un macigno la decisione del TAS nei confronti di Sara Errani. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha rivisto il caso doping della tennista azzurra, trovata positiva al 'letrozolo' lo scorso agosto e per questo sospesa due mesi dalla Federazione internazionale. Nado Italia aveva fatto ricorso, ritenendo questo stop troppo lieve, e il Tas lo ha ora accolto. La squalifica (di cui sono stati già scontati due mesi) va dunque dall'8 giugno all'8 febbraio 2019. In più, Sarita dovrà versare 4000 franchi svizzeri alla Nado e perderà tutti i risultati conquistati dopo il ritorno in campo.

Sara: "Impotente di fronte a un'ingiustizia così grande"

Dopo l'annuncio sono arrivate le parole di Sara Errani, che ha scritto una lettera sui propri social: "Sono davvero nauseata da questa vicenda. Sono sette mesi che vivo pensando e aspettando la sentenza definitiva. Per otto volte mi hanno comunicato una data limite di uscita, per poi rinviarla. Otto volte! Senza mai darmi la possibilità di vivere e di giocare con la serenità necessaria per questo sport. Questo aumento di squalifica di otto mesi lo trovo una vergogna. Non ho mai assunto nessuna sostanza dopante in tutta la mia vita, amo troppo questo sport per fare una cosa del genere.
Ho sempre cercato di essere un buon esempio, sia dentro che fuori dal campo. Ho vestito e cercato di onorare sempre la maglia azzurra dando tutta me stessa in qualsiasi momento, anche quando lasciare sarebbe stata la cosa più logica e semplice. Ho dato la mia vita a questo sport e non penso di meritarmi tutto questo.
Mi sento impotente davanti ad un'ingiustizia così grande.
Il TAS di Losanna ha confermato, per la seconda volta, che si è trattato di un'assunzione involontaria, e per di più di una sostanza che non migliora le prestazioni atletico-sportive. Dopo aver già scontato sette mesi tra risultati tolti e periodo di inattività, ed essere ripartita da un ranking di 280, mi aggiungono ORA, che ho rialzato sportivamente la testa, altri otto mesi di squalifica. Tutto questo è assurdo!
Trovo, in tutta questa vicenda, una profonda ingiustizia e lo voglio gridare a testa alta, perchè so di non avere niente da rimproverarmi. Non so se avrò la voglia di rigiocare a tennis dopo tutto questo".

Binaghi: "Aspettiamo Sara in campo"

"ll fatto che il Tas abbia emesso questa sentenza iniqua sei mesi dopo la data che lo stesso organo giudicante aveva annunciato rappresenta una grave violazione dei diritti dell'atleta che si è vista privata della serenità necessaria a svolgere la sua professione di tennista ormai da un anno a mezzo. Il tutto a causa dell'assunzione di una sostanza che lo stesso Tas ha valutato come involontaria. Sono convinto che Sara supererà questo momento difficile e la aspettiamo in campo".

La nota della FIT

"La FIT esprime la vicinanza all'atleta ribadendo il convincimento della sua innocenza, nel segno di una carriera vissuta nel rispetto dei valori su cui si fonda il tennis italiano. Del resto la stessa sentenza ha ribadito per la seconda volta l'assoluta involontarietà nella singola assunzione della sostanza vietata, dimostrazione palese e incontrovertibile che non c'è stato dolo. La FIT è vicina a Sara ed è convinta che tutto ciò rappresenterà non un freno alla sua carriera, ma l'occasione per ripartire con ancor maggior forza".

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