Leo Borg, figlio di Bjorn: storia, curiosità e la somiglianza con il padre

Tennis

Uno dei cognomi più prestigiosi nella storia del tennis è tornato protagonista: Leo Borg, figlio non ancora 17enne del mitico Bjorn, ha esordito tra i professionisti nel Challenger di Bergamo. "Non ho mai visto un video di mio padre", ha detto lo svedese, la cui somiglianza fisica con l'"Orso di Stoccolma" è impressionante

La macchina del tempo ha riportato nel mondo del tennis professionistico un Borg. Si tratta di Leo, figlio non ancora 17enne del mitico Bjorn, capace di vincere 6 Roland Garros e 5 Wimbledon consecutivi tra il 1976 e il 1980, protagonista dentro e fuori dal campo. Leo ha debuttato pochi giorni fa nel circuito ATP grazie a una wild-card assegnata dagli organizzatori del Challenger di Bergamo, perdendo 6-3, 6-1 dal taiwanese Tseng. Poco importa del risultato, visto che si tratta di un giocatore 16enne ai primi approcci con il mondo del professionismo. Quello che è più balzato all'occhio è la straordinaria somiglianza con il padre, che del tennis mondiale è stato simbolo e icona, personaggio e star. 

Leo Borg ha sicuramente una grande ambizione, ovvero quella di diventare il numero uno del mondo, esattamente come fece papà per quasi quattro anni consecutivi tra il 1976 e il 1981, quando era un'autentica macchina da vittorie. Un cognome pesantissimo che lo accompagna ovunque giochi, in Svezia come in tutta Europa, e di cui, probabilmente, certe volte farebbe volentieri a meno. Impossibile però non fare paragoni, vista la grande somiglianza fisica. Non solo movenze e polpacci, anche lo sponsor tecnico è lo stesso del padre, con la mitica fascetta di Bjorn che si è trasformata in un più contemporaneo cappellino. 

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Bjorn Borg all'inizio della sua carriera con la mitica fascetta - ©Getty

Leo si è anche ritrovato a interpretare il ruolo del padre nel famoso film “Borg McEnroe” del 2017: rispose a un annuncio su Facebook per una produzione non meglio specificata. Scherzi del destino, un destino che alla fine però si è costruito da solo, scegliendo a sei anni il percorso sportivo paterno, con buona pace della mamma, che già immaginava le controindicazioni. "Speravo facesse altro, calcio o baseball, per non essere costretti a subire i paragoni con il padre", ha dichiarato Patricia Ostfeld al  New York Times. Oggi si allena in Svezia con Rickard Billing presso la KLTK Academy, sede storica del torneo ATP Stoccolma, che il padre ha vinto, ovviamente. Sedili di legno, un posto iconico, come il suo cognome. “Non ho mai visto un video su YouTube di mio padre in campo. Davvero”, ha ammesso Leo, il cui idolo è Rafa Nadal. Un altro modo per allontanare un padre ingombrante, di cui è la fotocopia, almeno dal punto di vista fisico. Per talento e vittorie, si prega di ripassare tra qualche anno. 

Leo Borg lo scorso luglio nelle qualificazioni del torneo Juniores di Wimbledon - Foto Twitter Wimbledon
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Bjorn Borg in azione nel 1973 quando disputò il suo primo Wimbledon a 17 anni - ©Getty

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