Sinner: "Lavoro e pazienza: la ricetta per rivivere la gioia del successo"

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Il 18enne altoatesino è a Montecarlo, dove si sta allenando in casa a causa dell'emergenza coronavirus. L'obiettivo di Sinner è tornare presto in campo: "Lavoro e pazienza sono la ricetta che mi chiede coach Piatti. Voglio vivere ancora la sensazione della vittoria"

Jannik Sinner sta lavorando in casa a Montecarlo in questi giorni di clausura dovuti all'emergenza coronavirus. Il 18enne altoatesino devrà restare qualche tempo lontano dai campi, ma è pronto per continuare la sua esaltante avventura, con l'apice del successo toccato quattro mesi fa a Milano con il trionfo alle Next Gen ATP Finals: "Dopo il successo su Alex De Minaur nella finale di Milano ero felice ed emozionato per aver resistito sotto pressione, davanti al pubblico di casa, però al contempo ho capito che volevo provare quella speciale sensazione sempre di più", le parole di Jannik in un'intervista al sito dell'ATP. Sinner, allievo di coach Riccardo Piatti ("E' come un padre per me, sono con lui da quando ho 13 anni"), aveva deciso in questa stagione di abbandonare i tornei Challenger per mettersi alla prova con i big. Una scelta non facile per un ragazzo alle prime armi con il professionismo: "Ero sempre alla ricerca di un livello superiore, chiedendomi se fossi abbastanza bravo da battere i ragazzi a diversi livelli: prima nei Futures ITF, poi nei Challenger e, recentemente, nel circuito ATP – conferma Jannik – Alle Next Gen Finals ero in buona forma e mi sentivo bene sul campo, ma più della fiducia è stato determinante l'eseguire il mio piano di gioco: quello che volevo fare io, piuttosto che fossero gli altri a dettarlo". 

Sinner: "Preso la strada più difficile, devo avere pazienza"

La crescita di Sinner passa anche attraverso le sconfitte, alcune particolarmente dolorose come quelle di Rotterdam con Carreno Busta o di Marsiglia con Medvedev: "Nel tennis puoi vincere partite o un torneo e puoi anche perdere tre o quattro primi turni di fila, quindi la decisione di giocare a livelli più alti della mia età è stata una grande decisione - ha detto l'azzurro -. Ho sicuramente preso la strada più difficile, ma mi ha aiutato a costruire l'aspettativa e la pressione che ho messo su me stesso". Il numero 73 del mondo, più giovane a finire l'anno nei Top 80 dai tempi di Rafa Nadal, ha chiari i propri obiettivi: "L'obiettivo è la continuità delle prestazioni, l'applicazione quotidiana e il miglioramento di ogni colpo, perché nei match un avversario di questo livello non ti permetterà di giocare sempre il tuo colpo migliore e non puoi giocare alla stessa velocità. Piatti sa che sono attento e pretendo molto da me stesso, ma lavoro sodo. Chiede pazienza, quindi devo essere paziente".

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