Cobolli-Zverev, le chiavi tattiche della finale del Roland Garros
roland garrosFlavio Cobolli giocherà questa domenica al Roland Garros contro Zverev la sua prima finale Slam. Un risultato ottenuto dal lavoro che, nel giro di un anno, lo ha reso un giocatore completo e pronto per ogni superficie
La prima finale di uno Slam a Parigi arriva per Cobolli a 24 anni. Dopo un lavoro pianificato e strutturato nei minimi particolari. Un'evoluzione tecnica in grado di innalzare il rendimento su tutte le superfici. Una formazione tecnica che ha incrementato la potenza del servizio aggiungendo più torsione dorsale e spinta degli arti inferiori. La postura della risposta è diventata meno conservativa e più aggressiva. Così come la gestione del punto ora è più verticale, aumentando l'iniziativa per andarsi a prendere i punti importanti anche con il gioco di volo. Una metamorfosi che lo reso negli ultimi 12 mesi un giocatore completo in ogni settore del campo. Arrivando per la prima volta nei quarti sull'erba di Wimbledon, fino alla definitiva esplosione a fine anno, giocando da n.1 dell'Italia nelle Finals di Davis a Bologna. Dove senza Sinner e Musetti, insieme a Berrettini ci ha permesso di diventare campioni del mondo per il terzo anno di fila. Interpretando un tennis aggressivo, riempito dal temperamento di un guerriero. Condizioni capaci di esaltarlo sulla terra battuta, dove aggiunge qualità per variare il palleggio e sostenere le maratone tre su cinque con una rapidità di gambe eccezionale.
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La scalata di Flavio incontra ora sulla vetta dell'Everest il n.3 al mondo Zverev. Tre come le finali Slam in cui è finito ko. Uno che potrebbe passare alla storia come il giocatore più forte a non aver mai vinto uno Slam e a non essere mai stato n.1. Thiem, Alcaraz e Sinner nelle tre finali perse. Stavolta c'è Flavio. Ragazzo di Roma, cresciuto nella Roma con Edoardo Bove che lo ha già raggiunto qui a Parigi. Dove c'è un altro ex ragazzo di Roma come Adriano Panatta che vorrebbe tanto, 50 anni dopo il suo trionfo, consegnare il trofeo. Perché in una finale che si preannuncia bellissima, con mille contenuti tecnici, poi ci sono tante storie e destini che si intrecciano nell'immortalità da conquistare dentro il Philippe Chatrier.