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06 giugno 2017

Italia-Uruguay, De Rossi: "Con la Roma ultimo contratto. Sul 2014..."

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Il centrocampista azzurro in conferenza stampa: "Il ricordo del Mondiale brasiliano è amaro. Qui anche nel 2020? Avrò 37 anni, sono realista...". Capitolo Roma: "Mi dispiace che Spalletti sia andato via, è forte. Spero che all'Inter non lo faccia vedere"

Italia-Uruguay torna a due anni di distanza dal Mondiale brasiliano. L’1-0 firmato Godin, che ha eliminato gli azzurri dalla competizione, è un ricordo sempre vivo nella testa di Daniele De Rossi, che così ne ha parlato in conferenza stampa: "Ho un ricordo negativo, una giornata negativa in un clima inspiegabile per chi non c'era. Ero anche infortunato, quindi si aggiunge anche quest'amarezza. Questa partita serve per il ranking, in quella prima avevamo pareggiato un paio di partite, forse con l'Armenia, quindi siamo davanti a un altro obbligo: quello di fare punti per il ranking”. De Rossi pronto a superare Zoff per numero di presenze in azzurro: “Per me è un grande onore superarlo. Ora c'è Zoff, fra poco Pirlo: parliamo di mostri sacri del calcio italiano”. Sugli allenatori: "Il passaggio da Conte a Ventura, al di là dei risultati ancora positivi, è stato un discorso di continuità anche per l'idea di gioco, secondo me”.

"Spalletti? Mi dispiace, è forte. Spero non lo faccia vedere all'Inter"

Battuta anche sulla Roma, pronta a cambiare allenatore: “Mi auguro ci sia una continuità, sia da parte della guida tecnica che della società. Spero che si continui su questo livello, innanzitutto, poi dipenderà dalla gestione di un nuovo allenatore che non sappiamo ancora chi è. Il nostro lavoro è capire cosa vuole un allenatore, saper cambiare. Spalletti? Mi dispiace, è un allenatore a cui sono legato, è molto forte. Spero non lo farà vedere all'Inter, sarà una rivale per la piazza d'onore o forse qualcosa di più. Non vedermi all'Inter non mi fa effetto, non ci sono mai stato. Sarebbe stato particolare vedermi con un'altra maglia, di qualsiasi colore. Avrò 34 anni fra un paio di mesi, sono molto sicuro che potrò essere un giocatore importante per il Mondiale, già arrivarci significa avere una grande condizione fisica. Se penso al 2020, 37 anni: bisogna essere realisti con noi stessi. Roma e l'Italia sono casa mia, se ci sarà bisogno sarò sempre presente. Se parlo con i miei amici davanti a una pizza, orientativamente, il Mondiale sarà l'ultima esperienza in nazionale. A oggi è il mio ultimo contatto con la Roma”.

"Cardiff? Buffon avrebbe meritato di vincerla"

Una battuta anche sulla finale di Cardiff persa dalla Juventus: “Abbiamo parlato due minuti, io e Buffon, in queste giornate hanno dovuto raccontare e spiegare la stessa partita, rievocando ricordi non belli. Gufare? Non lo scopriamo adesso, sarebbe stato uguale con un'altra squadra italiana. Il fatto che ci siano sempre loro aumenta l’odio: e l’odio è sbagliato, rivalità fra tifoserie. Io la vivo diversamente. Quando ero ragazzinno sono andato a vedere Ajax-Juventus a Roma e tifavo per l'Ajax. Cresci così, mio padre non era un tifoso sfegatato. Ho visto amici con le lacrime agli occhi, Buffon avrebbe meritato di vincerla non solo per la Champions ma per il pallone d'oro".

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