
FOTOGALLERY. Il 2 febbraio del 2007 veniva ucciso fuori dallo stadio Massimino di Catania l'ispettore capo della Polizia, vittima degli scontri tra agenti e tifosi durante il derby siciliano tra gli etnei e il Palermo. Fotostoria di una tragedia umana e sportiva

Sono trascorsi esattamente 10 anni da quel 2 febbraio 2007 (era un venerdì), quando a Catania veniva ucciso l'ispettore capo Filippo Raciti, colpito durante gli scontri tra tifosi e forze dell'ordine all'esterno dello stadio "Massimino", che ospitava il derby di Serie A tra gli etnei e il Palermo
La causa della morte fu la lacerazione del fegato, trafitto da un corpo contundente. Vani i soccorsi e il ricovero immediato all'Ospedale "Garibaldi": morirà dopo meno di un'ora di agonia per arresto cardiaco. Raciti avrebbe compiuto 50 anni lo scorso 17 gennaio
Nel tentativo di raggiungere i tifosi ospiti - arrivati nel secondo tempo per problemi organizzativi, c'erano le celebrazioni per la Festa di Sant'Agata e il match fu anticipato alle 18 - si scatenò una vera e propria guerriglia. Alla fine saranno oltre 70 gli agenti contusi
La notizia fece immediatamente il giro del mondo
"Catania, sangue sul calcio" titolò il quotidiano cittadino. E dire che la sfida - inizialmente prevista per il 4 febbraio, ma anticipata per la festa - si era aperta con un minuto di raccoglimento per Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese, morto la settimana prima dopo una rissa allo stadio di Luzzi con la Cancellese (Terza categoria)

Catania e Palermo arrivavano al derby lanciatissime, da quarta e terza in classifica, alla 22esima giornata. Per la cronaca vinceranno i rosanero 2-1, vantaggio di Caracciolo, pareggio rossazzurro di Caserta, gol vittoria di David Di Michele nel finale
Il presidente del Catania Nino Pulvirenti dirà, a caldo (tornerà sui suoi passi): "Non me la sento di continuare, abbiamo fatto tutto il possibile per allontanare certi soggetti, ma evidentemente c'è ancora tanto da fare"
La commovente lettera di un tifoso catanese alla vittima, lasciata davanti allo stadio

I funerali, celebrati nella Cattedrale il 5 febbraio, giorno della patrona Sant'Agata

Colleghi, amici, parenti, rappresentanti delle istituzioni tutti intorno alla bara dell'ispettore
La moglie Marisa Grasso, con la figlia Fabiana e il fratellino Alessio, che all'epoca avevano rispettivamente 15 e 9 anni

Il presidente del consiglio Giuliano Amato e l'allora senatore Enzo Bianco, attuale sindaco di Catania
Il tributo del popolo catanese, con l'Elefante simbolo della città a dominare Piazza del Duomo. In quei giorni cortei e manifestazioni di solidarietà riempiranno le strade del capoluogo

Commossi i giocatori rossazzurri Peppe Mascara, Fabio Caserta e Mariano Izco

Lo stendardo del Comune di Palermo all'interno della chiesa
Una collega di Raciti in lacrime. Qualche mese più tardi il poliziotto sarà insignito della medaglia d'oro al valor civile alla memoria, consegnata alla moglie
Dopo vari tentennamenti, venne deciso di non annullare la Festa: celebrata, tuttavia, senza fuochi d'artificio e il folklore che l'ha sempre contraddistinta. "Listata a lutto"
Erano i giorni di Carnevale e anche a Viareggio ci fu un minuto di silenzio per ricordare la vittima. Proprio nella cittadina toscana, già il 7 febbraio, si tornò in campo per il tradizionale Torneo delle giovani promesse

Anche il calcio "maggiore" andò avanti e l'11 febbraio ripresero i campionati. Il "Massimino" fu squalificato fino al termine della stagione e la squadra di Pasquale Marino riuscirà a salvarsi soltanto all'ultima giornata

Il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese dichiarò: "I morti del sistema calcistico, purtroppo, fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell'ordine ancora non riescono a controllare. Siamo addolorati, ma lo spettacolo deve continuare"
Uno dei due imputati, il 17enne Antonino Speziale. Condannato dalla Corte d'Appello di Catania a 8 anni di carcere per omicidio preterintenzionale
Il 22 marzo 2010 la Corte di Assise di Catania ha inflitto a Daniele Natale Micale una pena di 11 anni (dieci anni per omicidio preterintenzionale, più un anno per resistenza a pubblico ufficiale)
Introduzione dei tornelli, biglietti nominali, Daspo preventivo, giudizio direttissimo allargato ai possessori di materiale pirotecnico e altri provvedimenti saranno adottati dalla tragedia di Catania. Ma gli episodi di violenza non sono mancati negli stadi italiani, anche in seguito

Emblematica, poi, la figura del capo ultrà Gennaro De Tommaso, detto "Genny 'a Carogna", che indossò la maglia con la scritta "Speziale libero" in occasione della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli il 3 maggio 2014 all'Olimpico

La vedova dell'Ispettore Raciti è tornata al Cibali per il derby del 3 aprile 2011, aperto nuovamente alla tifoseria ospite

Nessuno scontro, finalmente una festa, vera: soprattutto per i rossazzurri, che hanno sconfitto il Palermo 4-0

In questi anni Marisa Grasso è stata ospite di scuole e università per sensibilizzare i giovani sui temi della legalità

L'anno scorso, alla vigilia dell'anniversario, sono stati riconsegnati alla famiglia il casco e il giubbotto che Raciti indossava il tragico 2 febbraio 2007, fino ad allora custoditi come preziosi reperti per le indagini
Fuori dalla stadio il monumento alla memoria dell'ispettore capo
"Catania svegliati, Catania sdegnati" è la frase che campeggiava su uno striscione e che diventerà anche uno slogan della lotta alla violenza

Quantomeno un messaggio di speranza.