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16 giugno 2017

Pro Vercelli, presentato Grassadonia: "Il segreto è lavorare"

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L'ex tecnico della Paganese sostituirà Moreno Longo: "Abito in Costiera Amalfitana, ma non sono abbronzato: sto studiando molto. Cosa mi ha colpito della Pro? Mi piace il modo di fare calcio di questa società, bisognerà avere senso di appartenenza"

La Pro Vercelli ricomincia da Grassadonia. Dopo l’ottima esperienza con Moreno Longo (ufficializzato dal Frosinone) in panchina, il club piemontese ha presentato l’ex Paganese come suo nuovo allenatore: “Vorrei fare due ringraziamenti: il primo a chi mi ha dato la possibilità di essere qui, cioè la Paganese; ringrazio tutta la società. E poi ringrazio la Pro Vercelli. Il mio credo è molto semplice: grande senso di appartenenza e tanto lavoro”, queste le prime parole in conferenza stampa del tecnico 45enne. “I numeri non mi piacciono: chi determina il modulo sono i calciatori, a prescindere dal modulo. Si ripartirà da quello che è l’organico che ha chiuso ottimamente lo scorso campionato. Voglio una squadra aggressiva, che cerchi di giocare sempre la palla e che provi a vincere ogni partita, sia in casa sia in trasferta. Non mi piace nascondermi dietro agli alibi, sarò sincero”.

"Studio molto. Mercato? Ne parlerò col direttore"

Grassadonia ha poi parlato del suo approccio con la Pro: “Conoscevo Varini per fama e il fatto che abbia pensato a me è stato un grande onore. Mi piace il modo di fare calcio di questa società, sono ingredienti che mi hanno subito fatto scegliere la Pro Vercelli. La Serie B l’ho seguita poco, perché ero impegnato in un altro campionato. Abito in Costiera Amalfitana, ma non sono abbronzato: sto studiando molto. Mercato? Mi affido a quello che il Direttore mi metterà a disposizione, io proverò ad indicare le caratteristiche dei giocatori che potrebbero migliorare la squadra. In passato ho lavorato su diversi moduli, ma sceglierò in base ai giocatori che avrò a disposizione. Penso sia importante partire per il ritiro con la rosa completa al 70-80%: così è possibile conoscerci meglio”, Su Vives: “Avrò il piacere di conoscerlo più avanti, preferisco conoscere i giocatori guardandoci negli occhi piuttosto che al telefono. Qui c’è un’ottima base da cui partire, poi bisognerà integrare. Lavorare con i giovani mi piace molto, perché sono sempre molto disponibili: e poi ci sono giocatori esperti di grande livello. A me piace tantissimo allenare, calciatori ne conosco pochi: scegliere è compito del Direttore”, ha concluso.

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