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11 giugno 2017

GP Canada, l'analisi tecnica delle Qualifiche

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Lewis Hamilton GP Canada 2017 (foto: Getty Images)

65esima Pole Position quella ottenuta da Lewis Hamilton nelle qualifiche del GP del Canada. Il pilota inglese, grazie ad uno straordinario Q3, è riuscito ad eguagliare le partenze al palo di Ayrton Senna, portandosi a -3 dal record di Schumacher. Ecco l'analisi dei tempi, delle velocità nei vari settori della pista e le possibili strategie in gara

di Cristiano Sponton

Hamilton, durante l’intero fine settimana, non aveva mai dimostrato di poter raggiungere un livello simile in qualifica ma, nel momento cruciale, è riuscito a tirare fuori il massimo potenziale della sua monoposto. La Mercedes W08 nel giro singolo è sembrata essere più competitiva rispetto a Monte Carlo a dimostrazione che i problemi accusati nei precedenti GP dagli pneumatici low working range in questa occasione non si sono verificati.

Analisi dei tempi

Hamilton, in una delle sue piste preferite, ha guidato in maniera stupefacente riuscendo a realizzare un giro meraviglioso. Analizzando i best sector si nota come il pilota inglese sia riuscito a realizzare il “giro perfetto” staccando il proprio compagno di squadra (terzo) di ben 7 decimi.

Giornata positiva anche per la Ferrari che è riuscita a piazzare i propri piloti in seconda e quarta posizione. Vettel, pur non facendo un giro di qualifica “pulito”, è riuscito a piazzarsi alle spalle di Hamilton ma, analizzando i best sector, è chiaro come il pilota tedesco avrebbe potuto essere molto più vicino al pole man (migliorando il proprio tempo di ben 2 decimi).  Stesso discorso vale per Raikkonen che poteva realizzare un tempo inferiore di 196 millesimi e aveva il potenziale per qualificarsi in terza posizione davanti a Bottas. Questa difficoltà dei piloti Ferrari nel realizzare un “giro pulito” ci fa capire come la SF70H, in queste qualifiche, sia stata piuttosto nervosa. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che la Ferrari, date le caratteristiche del tracciato, ha scaricato le ali e ciò potrebbe aver influito sul corretto utilizzo degli pneumatici.

Analisi delle velocità massime

Se analizziamo gli intertempi possiamo notare come Hamilton sia riuscito a fare la differenza nei confronti di Vettel nel 1° e 2° settore mentre, nel 3°, caratterizzato da un lungo rettifilo, la SF70H del pilota tedesco è stata più veloce della W08 dell’inglese. Una Ferrari che, sul dritto, ha dimostrato di avere delle velocità di punta migliori rispetto alla Mercedes. Velocità che potrebbero diventare molto importanti nella gara di domani, in quanto, la staccata dopo il rettilineo è sicuramente uno dei punti in cui sarà possibile tentare dei sorpassi (nota al grafico: vel S1 - S2 = velocità settore 1 - 2; vel FL = velocità finish line; vel ST = velocità allo speed trap)

In terza fila troviamo la Red Bull con Verstappen che è riuscito ad avere la meglio sul compagno di squadra Ricciardo. Su una pista di “motore” era difficile aspettarsi di più dalla RB13 che, a differenza di Mercedes e Ferrari, non riesce a salire di potenza nella fase cruciale delle qualifiche.

In questa occasione, come potete osservare dal grafico in basso che rappresenta la differenza in secondi tra Q2 e Q3, gli unici piloti a fare una differenza sostanziale sono stati Hamilton e Vettel che sono riusciti a migliorare i rispettivi crono di circa 1s. 

Merito della maggior potenza della Power Unit o delle capacità di guida dei due piloti? Sicuramente la maggior potenza ha influito ma, analizzando il guadagno prestazionale dei compagni di squadra, va dato merito ai due piloti di aver fatto un lavoro fantastico.

Strategia soste e gomme

Domenica è atteso un incremento della temperatura ambientale che potrebbe causare un maggior degrado “termico” degli pneumatici, soprattutto, quelli posteriori. Da quello che si è visto durante le prove libere la strategia dovrebbe essere su un singolo stop con una prima parte di gara con le Ultra Soft per terminare la gara su Super Soft. 

Attenzione alla Mercedes che, potrebbe tentare una strategia diversa rispetto a tutti gli altri, visto nella giornata di ieri, ha effettuato con Bottas dei long run su Soft con ottimi riscontri cronometrici. La gomma “gialla” potrebbe diventare decisiva se ci sarà l’innalzamento di temperatura previsto (è uno pneumatico High Working range con una finestra di funzionamento più alta rispetto alle US e SS). Non è quindi escluso che il team anglo-tedesco possa utilizzarle le Soft durante la seconda parte di gara. 

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