Nella lettera agli azionisti Exor, la holding della famiglia Agnelli che ha tra le partecipate anche la casa di Maranello, John Elkann ha parlato dell’ultimo anno della Ferrari: "La F1 non è riuscita a raggiungere le ambizioni. Ma la Ferrari ha sempre capito che correre significa imparare tanto quanto vincere". E cita il fondatore della Rossa Enzo Ferrari e il 'museo degli errori' come una mentalità che "rimane essenziale ancora oggi"
Nella consueta lettera agli azionisti che accompagna i conti dell'anno precedente, arrivata a tarda sera dopo l'annuncio della vendita del gruppo editoriale Gedi alla greca Antenna, il numero 1 di Exor, John Elkann ha parlato anche di Ferrari e dell’ultima stagione: dalla Formula 1 al trionfo nel campionato del mondo Endurance. "La Formula 1 non è riuscita a raggiungere le ambizioni. Ma la Ferrari ha sempre capito che correre significa imparare tanto quanto vincere – scrive -”.
La lezione di Enzo Ferrari: imparare per tornare a vincere
"Il fondatore della Ferrari, Enzo Ferrari – aggiunge Elkann -, teneva quello che chiamava un 'museo degli errori', una collezione di pezzi rotti raccolti alla ricerca del progresso. Questa mentalità rimane essenziale ancora oggi: responsabilità e determinazione a tornare più forti". Il 2025 "ha offerto sia trionfi che insegnamenti. La Ferrari ha disputato un anno straordinario vincendo sia il titolo costruttori che quello piloti del Campionato del Mondo Endurance, conquistando un'altra vittoria a Le Mans e aggiudicandosi la GT3 World Cup a Macao. Questi successi, arrivati a più di mezzo secolo dall'ultimo titolo mondiale di durata della Ferrari, riflettono lo straordinario spirito di squadra che unisce tutti coloro che sono coinvolti, dai meccanici in pit lane agli ingegneri e ai piloti, che lavorano con dedizione condivisa verso un obiettivo comune".