Please select your default edition US
Set Default:
Go
Your default site has been set for 7 days
Caricamento in corso...
19 maggio 2017

NBA, da Green a Shaq, tutte le reazioni ai quintetti All-NBA

print-icon

I quintetti All-NBA hanno fatto discutere tutti gli appassionati, ma anche i protagonisti: a Golden State non hanno preso bene l’esclusione di Klay Thompson (neanche Shaquille O’Neal, se è per quello), Paul George ha twittato e poi cancellato un indizio sul suo futuro, e persino Chris Paul e Karl-Anthony Towns…

In un epoca in cui ogni notizia viene letta, sviscerata e commentata 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, era inevitabile che una votazione “pesante” come quella dei quintetti All-NBA provocasse delle reazioni. Se poi si va a toccare un compagno di squadra di Draymond Green, era pressoché scontato che il numero 23 dei Golden State Warriors non rimanesse in silenzio – in particolare dopo aver curiosamente evitato di parlare dell’affaire Zaza Pachulia-Kawhi Leonard. Questa volta è stata la mancata inclusione di Klay Thompson in uno dei primi quintetti All-NBA a scatenare Green: “Penso che sia una stron***a”, ha dichiarato seccamente. “Quante partite abbiamo vinto? Sessantasette o una cosa del genere? E probabilmente ne abbiamo anche regalate in giro tre o quattro. Stiamo parlando di una stagione da quasi 70 vittorie, e Klay è uno dei nostri top-3: come fa a non essere in un quintetto All-NBA? È folle”. Curiosamente poi gli Warriors non ne hanno piazzato neanche uno nel primo quintetto – cosa che ha fatto nascere il dubbio: ma chi vincerebbe una sfida tra First Team e il Death Lineup di Golden State? –, ma hanno messo Steph Curry e Kevin Durant nel secondo nonché Green nel terzo. “Ci sono giocatori che fanno 20 punti di media, ma non hanno neanche lontanamente il numero di vittorie che noi abbiamo” ha continuato Draymond. “Perciò come può rimanere fuori? Non lo capisco, anche considerando il modo in cui difende. Immagino debbano trovare dei modi per punirci…”. Dal canto suo Thompson ha evitato di commentare (“È andata come è andata…” il solito commento senza scossoni), mentre più vocale è stato il suo Splash Brother Steph Curry: “Di sicuro si meritava di essere in uno dei quintetti. So che è un voto difficile ogni anno perché ci sono tanti candidati, ma stiamo parlando di un giocatore che ha avuto una stagione fantastica. È stato continuo tutto l’anno. Se lo meritava”. 

Shaq dalla parte di Draymond

Un sentimento condiviso in maniera molto più convinta da Shaquille O’Neal, che ha condiviso su Twitter un suo selfie sconvolto per commentare l’esclusione del numero 11 di Golden State dai quintetti All-NBA: “KLAY THOMPSON NON È STATO SCELTO PER UN QUINTETTO ALL-NBA MI STATE PRENDENDO IN GIRO, sono con te DRAYMOND GREEN questa è una stron***a Klay ne ha segnati 60 con 11 palleggi”.

Il tweet fantasma di Paul George

Abbiamo già commentato come queste votazioni potrebbero avere un grosso impatto sul futuro di Paul George, che dal canto suo ha evitato di commentare pubblicamente – anche se nella giornata di ieri ha fatto rumore un suo tweet “fantasma”. “PG13” infatti ha risposto a un tweet di Bleacher Report in cui venivano riportate le opinioni di Paul Pierce, secondo il quale i Celtics dovrebbero scambiare la prima scelta al Draft per prendere una stella – ad esempio proprio uno come George. Il giocatore franchigia dei Pacers non ha risposto con nessun testo e ha prontamente cancellato il tweet, facendo pensare che si sia trattata semplicemente di una svista (l’agente del giocatore, contattato dall’Indianapolis Star, non ha commentato a riguardo). In ogni caso una coincidenza curiosa proprio nel momento in cui gli occhi di tutto il mondo erano puntati su di lui…

I tweet degli esclusi

Come spesso accade i giocatori si affidano a delle semplici emoji per commentare ciò che accade intorno a loro (ricordate la guerra delle emoji del 2015 attorno a DeAndre Jordan?), e anche la votazione dei quintetti All-NBA non è stata da meno. Chris Paul, ad esempio, si è limitato a una semplice mano a forma di “Ok” dopo essere stato escluso per la prima volta negli ultimi sei anni (ma, considerando la competitività del personaggio, è da escludere che l’abbia presa bene…). Ancor più esplicito è stato Karl-Anthony Towns, che ha reagito all’esclusione (il primo a rimanere fuori, a soli 4 punti di distanza da DeAndre Jordan) con una emoji dormiente, come a dire “Dormono e non si accorgono di cosa ho fatto”. E in effetti nella storia della NBA sono solamente due i 21enni capaci di chiudere una stagione con 25 punti e 12 rimbalzi di media – lui e Shaquille O’Neal. Towns però può stare tranquillo: ha una carriera intera davanti per potersi guadagnare la Designated Player Exception

Video

Tutti i siti Sky