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16 maggio 2017

NBA, Pachulia si difende: “Non sono uno sporco”

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Dopo l’attacco di Gregg Popovich, il centro degli Warriors ha schivato le accuse: “Ho fatto quello che mi si chiedeva contestando il tiro. Mi dispiace per Kawhi, vorrei che non fosse successo”

L’infortunio di Kawhi Leonard provocato dall’atterraggio sul piede di Zaza Pachulia è stata la miccia che ha immediatamente acceso la serie tra Golden State Warriors e San Antonio Spurs. E se Gregg Popovich è passato immediatamente all’attacco, la difesa degli Warriors non ha tardato ad arrivare. “Non sono un giocatore sporco” ha dichiarato Zaza Pachulia, al centro della serie tanto nel bene quanto nel male. “Il mio approccio alla partita in questi quattordici anni è sempre stato lo stesso: giocare duro e dare il 100% di quello che ho. Per questo non sono d’accordo con chi mi definisce un giocatore sporco. Ho grande rispetto per Popovich, ma non gioco sporco. Amo questo sport e mi impegno duramente: è quello che mi hanno insegnato fin dal primo giorno”. Il centro dei californiani ha continuato a difendersi dalle accuse che gli sono piovute addosso nelle ultime 24 ore: “Ho fatto quello che mi si chiedeva: era la giusta difesa per quanto mi riguardava, sono andato a contestare il tiro. Vorrei che non fosse atterrato sul mio piede e onestamente non avevo idea che lo avesse fatto fino a quando non mi sono girato e lo ho visto per terra. Perché nel momento in cui lascia andare la palla, io mi sono girato per recuperare il rimbalzo e vedere dove sarebbe finita la palla: è in quel momento che è caduto sul mio piede”. Pachulia si è anche detto dispiaciuto per ciò che è successo: “Mi dispiace davvero molto per il ragazzo, vorrei che non fosse successo e che fosse andata in altro modo. Ma ripeto: è un gioco e succedono cose che non si possono controllare. Ho grande rispetto per Kawhi, penso che sia uno dei migliori giocatori della lega e gli auguro solo il meglio per rimettersi in forma. Ma dobbiamo andare avanti: è la pallacanestro, succedono un sacco di cose assurde in campo, sfortunatamente”.

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Le parole di allenatore e compagni

Ovviamente anche il suo allenatore e i compagni sono accorsi in sua difesa. Il più vocale è stato Mike Brown, che facendo le veci di Steve Kerr si è anche dovuto accollare gli oneri di proteggere il proprio giocatore (cosa che peraltro ha fatto anche Popovich, almeno secondo quanto detto dal suo ex assistente ora rivale) citando un episodio simile successo proprio in gara-1. “Steph Curry ha tirato e LaMarcus Aldridge, andando a contestarlo, è finito sotto di lui: Steph ha dovuto evitarlo ricadendo per non infortunarsi anche lui alla caviglia. L’ho pure chiesto ai tre arbitri: mi hanno risposto che la differenza stava nel fatto che Kawhi è ricaduto sul piede di Zaza mentre Steph no, per questo non hanno fischiato. Ma è la stessa identica azione: Zaza non è un giocatore sporco, così come non lo è LaMarcus. È una giocata di pallacanestro. È brutto vedere uno che si infortuna in una situazione del genere, ma andate a riguardare le immagini: sono identiche”. Anche David West, chiamato in causa in prima persona da Popovich nel suo rant (“Andate a chiedergli di quando giocava contro Pachulia a Dallas”), ha difeso il suo centro: “Voglio dire, Zaza è un mio compagno. Gioca duro, sta cercando di vincere. Ed è tutto quello che ho da dire. È un giocatore aggressivo, lo è sempre stato”. A grande sorpresa di tutti, l’unico a non esporsi in prima persona è stato Draymond Green, che ha evitato di discutere dell’argomento: “Nah, non ho una risposta a riguardo. Quindi: parliamo di gara-2?” ha dichiarato tra lo stupore dei giornalisti, abituati a ricevere sempre dichiarazioni controverse dal numero 23 degli Warriors. “Tutti sono rimasti di stucco dal fatto che non abbia niente da dire su Zaza” ha concluso sorridendo il campione NBA 2015.

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