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19 giugno 2017

Mercato NBA, Andre Iguodala non rinnova con Golden State?

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A lungo data per scontata, la conferma dell'MVP delle Finals 2015 - free agent a luglio - potrebbe non essere più così sicura. L'ala ascolterà le proposte di Utah, L.A. Clippers, Chicago, Minnesota e Atlanta prima di ridiscutere con Golden State: per lui potrebbero esserci offerte anche da 20 milioni all'anno

Persa nei festeggiamenti per il titolo conquistato settimana scorsa, non deve passare inosservata una cosa: i Golden State Warriors hanno quattro free agent chiave da dover rifirmare a luglio. E se per due di questi – Stephen Curry e Kevin Durant – non ci sono dubbi sulla loro permanenza, il discorso cambia per Shaun Livingston e soprattutto Andre Iguodala. Nelle scorse settimane si è parlato spesso del possibile “sacrificio” di Durant, disposto a rinunciare a circa 4 milioni sullo stipendio del prossimo anno per rendere più agevole la possibilità di trattenere le due super-riserve degli Warriors. È notizia di poco fa però che Andre Iguodala non ha intenzione di dare per scontata la sua permanenza in California: Shams Charania di The Vertical riporta che l’MVP delle Finals 2015 ascolterà tutte le offerte che riceverà a inizio luglio, aprendo le porte a Utah Jazz, L.A. Clippers, Chicago Bulls, Minnesota Timberwolves e Atlanta Hawks. In un mercato del genere, Iguodala potrebbe anche arrivare a guadagnare 20 milioni all’anno, data la sua esperienza ad altissimo livello, la sua versatilità, la sua leadership e la sua predisposizione a uscire dalla panchina. Per il 33enne sarebbe anche l’ultima occasione per assicurarsi un contratto molto remunerativo, dati anche i problemi fisici che hanno iniziato a perseguitarlo negli ultimi anni, e dopo due titoli in tre anni potrebbe preferire la sicurezza economica (sempre giocando per squadre da playoff) piuttosto che concedere uno sconto per continuare a vincere. Intendiamoci: gli Warriors possono offrire quello che le altre squadre non hanno, ovverosia la possibilità di giocare per il titolo anno dopo anno in un ambiente in cui Iguodala si è trovato benissimo in questi anni, aiutando a costruire la cultura della squadra. Ma non per questo l’olimpionico del 2012 pare disponibile a concedere un vantaggio a Golden State, la quale peraltro non può permettersi di perdere a cuor leggero un membro così cruciale per la propria identità e i propri equilibri dello spogliatoio, anche se il costo a livello di luxury tax sarà altissimo. Perché gli Warriors non sono davvero gli Warriors fino a quando non entra Iguodala (abbassando il quintetto per formare il famoso Death Lineup) e il suo sacrificio uscendo dalla panchina in questi anni ha permesso a Steve Kerr di usarlo come esempio per tutti gli altri. Cosa prevarrà, la voglia di tenere intatta la squadra che ha vinto il titolo o i ragionamenti sulle conseguenze economiche di una conferma di Andre Iguodala?

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