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15 maggio 2017

Roma, disastro Italia: fuori Seppi, Napolitano, Mager, Errani e Chiesa

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Tutti battuti gli italiani in gara nel lunedì agli Internazionali d'Italia: Seppi è uscito con Almagro dopo un buon primo set e Napolitano è stato superato da Troicki, mentre Mager si è ritirato contro Bedene per crampi Il Roma Masters 1000 in diretta su Sky Sport HD

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di Stefano Olivari

Nel primo turno degli Internazionali BNL d'Italia Nicolas Almagro ha battuto Andreas Seppi 7-6 6-3, Viktor Troicki ha superato Stefano Napolitano 7-6 6-2, mentre Gianluca Mager si è ritirato nel terzo set contro Aljaz Bedene con il britannico in vantaggio 6-7 6-4 3-0. Tutte sconfitte previste e prevedibili, il che non significa che non sia stato un disastro, visto che l'unica vittoria italiana nel torneo è arrivata in un derby e che Fabio Fognini avrà Murray come avversario nel secondo turno. 

Seppi

La stagione sulla terra del numero 76 del mondo fatica a prendere quota, anzi la si può tranquillamente definire pessima. Un po' per motivi fisici e un po' perché non è la sua superficie, a 33 anni meno che mai. Certo è che con Almagro, terraiolo puro e vicino di ranking (è 73), l'altoatesino in tabellone con wild card (come tutti gli italiani, tranne Fognini) ha giocato un ottimo primo set, che più volte ha avuto la possibilità di portarsi a casa. Molto lucido nel cercare con continuità il rovescio di Almagro, ha commesso qualche errore gratuito di troppo quando Almagro sembrava alle corde. Lo schema del suo avversario è invece da sempre il top spin di diritto, che manda fuori giri i giocatori da superfici veloci: a Roma la differenza l'hanno fatta l'attitidine nei confronti della superficie (a Madrid ha fatto soffrire Djokovic, che rimane Djokovic) e lo stato di forma. La testa di Seppi è sempre comunque quella giusta, a Parigi potrà fare una figura dignitosa come quasi sempre gli è riuscito negli Slam. 

Napolitano

Uscire dalle prequalificazioni ed essere in tabellone grazie ad una wild card non è un grande biglietto da visita, ma Napolitano ha fatto del suo meglio per sfruttare la grande occasione contro Troicki. Grande, anzi grandissima, visto che si è trattato della sua prima volta in assoluto in un torneo del circuito maggiore ATP. Però soprattutto del primo set i valori non sono sembrati così distanti nonostante l'abisso che c'è a livello di ranking ATP, 36 contro 181: entrambi buoni nello schema servizio-diritto, ma niente di che in tutto il resto, hanno fatto a braccio di ferro fino al tie break dove l'esperienza del serbo è stata fondamentale. Senza storia la seconda frazione, ma in generale un Napolitano che a 22 anni compiuti ha dimostrato di poter mettere la testa fuori dai Challenger, se farà il salto di qualità anche a livello fisico. Come molti italiani ha l'autonomia per un set e la condizione atletica non è un dettaglio. 

Mager

22 anni li ha compiuti anche Gianluca Mager, anche lui uscito dalle prequalificazioni e in tabellone con una wild card. La classifica del sanremese, 363 ATP, non autorizzava grandi sogni contro Bedene, numero 55 del mondo e autore di un buon 2017 (finale di Budapest persa con Pouille, fra le altre cose). Lo sloveno naturalizzato britannico è stato molto più falloso del solito, merito anche di un Mager che lo ha ha attaccato appena è stato possibile, lasciando da parte ogni prudenza. È così, andando sopra ritmo, che ha conquistato il primo set al tie break ed ha iniziato benissimo la seconda frazione. Logico il calo, con errori anche non forzati, con il pulito Bedene, uno che pare uscito dagli anni Cinquanta, a rientrare in scia senza mostrare mirabilie. Verso la fine del set un crampo ha fatto crollare a terra Mager, che dopo qualche minuto di dolore ha provato a giocare perdendo però il set. Troppo dolore, forse anche troppa tensione: Mager non è riuscito a giocare più di tre game nel terzo set e si è dovuto ritirare. Davvero un peccato, perché il colpo era tecnicamente sembrato alla sua portata, ma il tennis a questo livello ha altri (e alti) standard fisici. Doppio peccato, anche per la mancata passerella contro Djokovic al secondo turno. 

Errani e Chiesa

Il lunedì nero del tennis italiano è stato completato dalle donne. Anche loro, va detto, scese in campo non da favorite: Alize Cornet (42 WTA) ha battuto Sara Errani (90) 6-3 6-4, mentre Lesya Tsurenko (41) ha battuto Deborah Chiesa (470) 7-5 6-2. Insomma, nessuna sorpresa. Entrambe le italiane hanno lottato, al di là di ciò che dice il punteggio, e la Chiesa ha davvero buttato via più occasioni per vincere il primo set. La Errani non poteva sperare in un primo turno migliore, a livello di avversarie, purtroppo il suo livello attuale è questo anche se mentalmente è tutt'altro che finita ed infatti riesce a stare attaccata alle partite anche con giocatrici più forti.

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