Europei nuoto, una Fede Infinita: un altro argento per una iper esigente Pellegrini

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

©Getty

Non doveva neanche nuotare i 'suoi' 200 stile libero invece,  a quasi 33 anni sale ancora sul podio (la 55^ volta a livello internazionale) con lo sguardo di sempre. Quello di una leggenda che pretende sempre troppo da se stessa, a un passo dalla quinta Olimpiade consecutiva

PELLEGRINI D'ARGENTO - LE PAROLE DI FEDERICA

Non doveva nemmeno nuotarla la sua gara, e non per fare la preziosa ma solo perché è troppo concentrata sui tasselli che ancora le mancano per comporre il mosaico perfetto dei suoi 200 stile. La Pellegrini sale sul podio europeo a quasi 33 anni, ma lo sguardo sembra quello di una bimba, come fosse la 15enne che debuttava agli Europei di Madrid nel 2004. A distanza di 17 anni è una Fede fuoriclasse che ha vinto tutto, che ha attraversato le montagne russe dei trionfi ma pure delle cadute, della gioia e dello sconforto, delle certezze e anche dei dubbi, te l’aspetti emotivamente forte, appagata, e invece è ancora la piccola Fede che se la fa sotto prima sia salire sul blocco di partenza. E' emozionata ma pure critica al punto giusto, sa esattamente dove ha sbagliato e una volta uscita dall'acqua lo capisce subito rivedendo il replay sul maxischermo della Duna Arena, splendida cattedrale acquatica della capitale ungherese. Federica ai 180 metri riesce a riprendere la 20enne ceca Seemenova ma prima di toccare la piastra volta subito la testa, è un suo automatismo mnemonico. Lo ripete spesso in allenamento. In questo gesto del capo - rivolto al tabellone del cronometro - perde i due centesimi che le negano la rimonta; 1'56"27 della rivale, 1'56"29 dell'azzurra. In zona mista l’abbraccio con l’allenatore Matteo Giunta che le dice: “Brava”, vale tutto. 

2 centesimi di stanchezza e felicità

Non chiamiamolo un oro sfumato perché non sono due centesimi maledetti, questa volta no. E' semplicemente un argento conquistato. Con la fatica di aver nuotato tre turni a manetta dei 200 stile individuale ma soprattutto delle staffette dei turni precedenti, ed infatti è stanchissima. Ma strafelice. Un argento che per tutti come vale oro. Si, per tutti. E anche questa è una novità. Ultimamente pure la pressione mediatica intorno a lei è cambiata, sempre che nessuno le chieda medaglie o pretenda una sua vittoria, come accadeva invece sino a pochi anni fa quando le enormi aspettative erano soffocanti. Adesso nessun altro risultato, fosse arrivata anche quinta qui a Budapest, cambierebbe la percezione di ciò che è Federica: una leggenda, una carriera che in longevità non ha eguali nel mondo. Il punto semmai è che la Pellegrini si mette pressione da sola, pretende sempre troppo da se stessa, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Se non fosse così, del resto, non sarebbe la Divina, non sarebbe arrivato quest'argento europeo quinta volta sul podio continentale in vasca lunga, la medaglia internazionale numero 55, a ridosso della sua quinta Olimpiade consecutiva. Una Fede infinita.

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