Orgoglio italiano

L'editoriale
Giovanni Bruno

Giovanni Bruno

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I nostri azzurri hanno regalato emozioni e sorrisi proprio quando c’era più bisogno: quattro vittorie nelle classifiche generali nelle Coppe del mondo delle discipline olimpiche. E non solo

E’ Orgoglio italiano quell'Italia che chiude la stagione degli sport invernali. Sappiamo benissimo di un calendario conclusivo monco ed è inutile ribadirlo, stiamo, stanno tutti in casa. I nostri azzurri hanno realmente regalato emozioni e sorrisi proprio quando c’era più bisogno. Hanno distratto e creato quell’attenzione giusta e doverosa per le loro imprese. Che bello e che bella realtà. Quattro vittorie nelle classifiche generali nelle Coppe del mondo delle discipline olimpiche. Terzi nel computo generale dietro Germania (6) e Norvegia (5) ma davanti ad Austria, Russia, Canada, Francia e tante altre storicamente più avanti come Svizzera e Stati Uniti.

I tre sorrisi meravigliosi di Brignone, Wierer e Moioli

Spettacolo pure quello che hanno concesso Federica Brignone, prima donna italiana, in Coppa del Mondo nello sci alpino dalla sua creazione nel 1967 o Dorothea Wierer, nel Biathlon, sua seconda volta ma mai nessuna così di fila. Michela Moioli, magistrale per la sua giovane età e già parliamo di 3 successi nello snowboard cross con dediche speciali ai suoi nonni e alla sua gente lombarda. Tre ragazze, tre donne, tre sorrisi meravigliosi che ci hanno allietato e che ci hanno permesso quella divagazione necessaria dal triste bollettino quotidiano. Con loro abbiamo tifato e supportato le loro imprese fino all'ultima gara, con un crescendo che ha del miracoloso…ed ora non stiamo a ragionare sui "se" e sui "ma", hanno vinto e basta e il loro nome come la loro nazione rimane stampato ed indelebile nella sequenziale storia della Coppa del Mondo. Basta assaporare quegli ultimi istanti delle loro gare per capire quello che hanno fatto…Federica, sempre presente e sempre sul podio con 5 successi come pure Michela, che poteva quasi non correre l'ultima competizione ed invece trionfa come se fosse ancora affamata di trionfi o la micidiale fredda fanciulla di Rasun. Dorothea, uscita quasi appagata dai mondiali casalinghi, è riuscita a reggere alla rimonta e allo stress per conquistare con una manciata di punti un meritatissimo e combattuto secondo trofeo.

La follia di Fischnaller, Origoni, Antonioli, Magnini

E Coppe maschili? Avevamo detto 4 , eccoci con l'uomo di ferro, intramontabile ed incredibile 39enne Roland Fischnaller. Dopo 20 anni di tentativi porta a casa la Coppa, quella grande. Soddisfazione enorme per il Signore dello Snowboard. Aveva già colpito in gigante e slalom ma stavolta è stata quella giusta. Non è disciplina olimpica, una sola volta ad Albertville 92 è stato sport dimostrativo, lo sci di velocità ha nuovamente confermato un azzurro ed una tradizione di famiglia: Origoni. Simone Origoni si aggiudica la sua personale 12esima coppa del mondo. Appena 40enne non ha perso la voglia della velocità e del rischio ben considerando che il record di famiglia è anche record assoluto con oltre 254 chilometri con Ivan suo fratello minore, Simone è arrivato solo a due chilometri da lui. Che pazzi. Altri pazzi ed altra Coppa del mondo arriva dallo sci alpinismo: fatica nel salire ed equilibrismo nello scendere. La nostra tradizione vincente prosegue con i due Antonioli (primo) e Davide Magnini (secondo).

Tricomi regina nel Freeride

Chiusura al femminile ancora una Coppa di quelle quasi sconosciute: Freeride. La libertà per eccellenza, quello degli sci larghi e ricurvi, delle discese mozzafiato tra picchi pericolosi e neve di candida verginità. Uno spettacolo per gli occhi ed invidia pura nel vedere il coraggio dello scendere. La regina è una ragazza di Corvara, Val badia, Arianna Tricomi, nel Dna materno tanto sci con coppa del mondo di discesa e Olimpiade a Lake Placid 1980 (Maria Cristina Gravina) quello paterno, meridionale e folle, con il coraggio di essere un pilota delle frecce tricolori. In questo mix la giovane Arianna non ha rivali per vincere la sua terza coppa nel World Tour…una 28enne  dell'estremo. Ecco quindi una giovane e non più giovane Italia che ha portato il sorriso e tanti successi in un anno che di sicuro voleva essere diverso. Per loro, quando sarà il momento, ci sarà il giusto e doveroso tributo. Ora sono e rimangono Donne e Uomini Azzurri nell'esser “Orgoglio Italiano” .

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