Alex Zanardi è morto a 59 anni: la storia, gli incidenti e i successi di un campione vero
È morto il 1° maggio, stessa data dell'addio a Senna, un uomo e uno sportivo che non dimenticheremo: Alex Zanardi aveva 59 anni. Dagli esordi in F1 alle vittorie nella Cart americana, fino all'incidente del 2001 che gli ha cambiato la vita. Il ritorno in pista, il paraciclismo, le medaglie olimpiche, i record. Nel 2020 altro grave incidente in manifestazione di beneficenza in Toscana. La sua è e resterà la storia di un campione che ha sempre saputo emozionare la gente
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ADDIO ALEX ZANARDI, CAMPIONE NELLA VITA E NELLO SPORT
- Lo sport italiano perde un gigante: Alex Zanardi è morto il 1° maggio, la stessa data della tragedia di Ayrton Senna nel 1994, all'età di 59 anni. Un campione amatissimo per la sua forza di volontà, la determinazione e un atteggiamento sempre positivo nei confronti della vita. Uno sportivo, ma prima ancora un uomo, che non si è mai arreso di fronte ad avversità e incidenti, riuscendo a rispondere sempre con un sorriso, risollevandosi, ripartendo ogni volta.
"HO GUARDATO A QUELLO CHE MI ERA RIMASTO E NON A QUELLO CHE AVEVO PERSO"
- Due incidenti gravissimi in una storia di vita e di sport che è un esempio per tutti, come una sua frase celebre che oggi più che mai deve essere un monito per tutti. "Quando mi sono risvegliato senza gambe, ho guardato a quello che mi era rimasto, non a quello che avevo perso", disse su quanto avvenuto in auto nel 2001 e che qui vi raccontiamo assieme a tutte le tappe della sua storia.
ZANARDI È STATO E RESTA UNA FONTE D'ISPIRAZIONE PER MOLTI
- Una simpatia travolgente, un’autoironia più unica che rara, che lo porta a scherzare spesso sull’incidente (nel 2001) che aveva portato all’amputazione di entrambe le gambe: anche grazie a queste grandi doti umane è entrato immediatamente nel cuore della gente, diventando un simbolo e fonte di ispirazione per molti
IL MOTORSPORT E LA FORMULA 1
- Dopo gli anni nei kart e nelle formule minori, la carriera di Zanardi pilota inizia in Formula1 nel 1991 con la Jordan, convinta dalle sue ottime prestazioni in Formula3000. Correrà poi per la Minardi e per la Lotus, senza riuscire ad affermarsi però ad altissimo livello nonostante le qualità fossero indiscutibili
LA FORMULA CART AMERICANA
- Nel 1997 il passaggio alla Formula Cart americana, dove Zanardi conquista tre vittorie già al primo anno, convincendo il suo team e arrivando a vincere due campionati nel 1997 e nel 1998. L’anno dopo il ritorno alla Formula 1, chiamato dal team Williams che gli offrì un contratto triennale: anche stavolta però i risultati furono deludenti e il pilota e la scuderia inglese risolsero consensualmente il contratto nel 2000
L'INCIDENTE DEL 2001 IN GERMANIA
- Quello stesso anno un altro grande manager della Cart, Mo Nunn, riuscì a convincerlo a tornare a correre nella serie con la Reynard Honda. Il tragico momento che gli cambia la vita è l’incidente del 15 settembre 2001, quando a undici giri dal termine nella pista del Lausitzring, perse il controllo della vettura, che rientrò in pista proprio al passaggio del pilota italo-canadese Tagliani
L'INIZIO DI UNA SECONDA VITA
- La Reynard Honda di Zanardi venne spaccata in due nello scontro, con il pilota che dopo essere stato in coma si salvò miracolosamente (gli avevano già dato l’estrema unzione), ma gli dovettero amputare le gambe per limitare l'emorragia. Quella che poteva essere la fine della carriera sportiva, fu invece l'inizio di una seconda vita, come ama sottolineare lui stesso
TORNA A CORRERE IN AUTO, MA DIVENTA PROTAGONISTA 'TOTALE' NELLO SPORT
- Zanardi torna a gareggiare presto con le protesi, cimentandosi in sport diversi e sorprendendo per i risultati, la capacità di adattarsi e lo spirito con cui affronta ogni competizione. Diventa campione italiano di automobilismo nel campionato di superturismo nel 2005, ma è con l’handbike, nel paraciclismo, che emoziona tutto il mondo. La prima gara a cui partecipa è la maratona di New York nel 2007, chiusa con un incredibile quarto posto
IL TRIONFO A NEW YORK NEL 2011 E A ROMA NEL 2012
- Nel 2011 ci riprova, trionfando a New York e stabilendo anche il nuovo record della categoria handbike. Il 18 marzo 2012 ancora una vittoria, nella maratona di Roma, e nuovo record del percorso
LE OLIMPIADI DI LONDRA 2012
- Alla sua bacheca manca solo la medaglia olimpica, e a Londra Zanardi non perde l'occasione
Il 5 SETTEMBRE 2012
- Conquista l'oro nella gara contro il tempo sul circuito di Brands Hatch, ripetendosi due giorni dopo nella prova su strada. Il giorno dopo ancora ecco la terza medaglia, questa volta d'argento, nella staffetta a squadre mista
PORTABANDIERA ALLE PARALIMPIADI
- Al termine della Paralimpiade, Zanardi è il portabandiera azzurro nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi
CAMPIONE IMMENSO: ALTRE MEDAGLIE A RIO 2016
- La collezione di medaglie olimpiche si arricchisce quattro anni dopo, a Rio: ancora due ori e un argento, per un totale di 6 medaglie
L'ULTIMA IMPRESA
- Il 22 settembre del 2019, a un mese dal suo 53esimo compleanno, quando Zanardi stabilisce il nuovo record mondiale di triathlon paralimpico all'Ironman di Cervia: 8 ore 25 minuti e 30 secondi. Un record, stabilito a pochi giorni di distanza dalla conquista dei due ori e un argento ai mondiali di paraciclismo di Londra, che apparteneva allo stesso Zanardi
L'INCIDNETE DEL 20 GIUGNO 2020
- Un altro incidente, mentre partecipava con la sua handbike alla tappa di una staffetta di "Obiettivo Tricolore" in provincia di Siena: Alex Zanardi il 20 giugno del 2020 vine ricoverato in gravissime condizioni dopo aver riportato un politrauma in uno scontro con un camion che procedeva in direzione opposta. Un delicato intervento neurochirurgico, poi altre operazioni e una lunghissima riabilitazione.
UN ESEMPIO PER TUTTI
- La famiglia ha mantenuto in questi anni massimo riserbo sulle sue condizioni, in una battaglia continuata nel silenzio, circondato dall'affetto dei suoi cari. Alex ora non c'è più, ma conserveremo per sempre il ricordo del suo sorriso e della sua forza di volontà. Un esempio per tutti.