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FIP e Lega escludono Trapani dal campionato, il club promette battaglia in tribunale

FIP e e Lega Basket hanno deciso di escludere il club siciliano dal campionato. Trapani chiude quindi qui la sua stagione, mentre la classifica della Serie A di basket subisce modifiche sostanziali e il numero delle squadre retrocesse passa da due e una sola. La società del presidente Anonini, però, contesta la decisione e promette di voler continuare la sua battaglia nell'ambito della giustizia ordinaria 

COME CAMBIA LA CLASSIFICA 

Trapani saluta il campionato

Come era stato previsto da più parti, la riunione congiunta tra i vertici di FIP e Lega Basket ha portato alla decisione di escludere Trapani dal campionato in corso, annullando di fatto tutti i risultati delle partite disputate dalla squadra siciliana e facendo passare da 16 a 15 squadre, e da 2 a una sola retrocessione, la stagione di LBA. La società del presidente Antonini ha però ribadito di voler proseguire in sede legale la sua battaglia contro una decisione che ritiene ingiusta

Trapani, Antonini: "Spero nella Corte dei Diritti Europei"

L'addio social di Rossato

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La reazione della società in una nota ufficiale

A poche ore dalla esclusione dal campionato, Trapani risponde con una nota ufficiale sul proprio sito.

NON È TRAPANI SHARK IL “MOSTRO” DELLA FEDERAZIONE ITALIANA PALLACANESTRO

Gli abusi sulla vicenda dei punti di penalizzazione per le pretese violazioni amministrative

  • Trapani Shark è accusata dalla FIP di problemi amministrativi per avere forzato le regole economico-finanziarie previste dai regolamenti (trattenute irpef e previdenziali del bimestre gennaio-febbraio 2025).
  • Tutti i regolamenti federali e le loro eventuali deroghe per essere applicabili devono essere previamente approvati con specifico provvedimento dalla Giunta Nazionale del CONI (lo prevedono le regole statutarie e normative inviolabili del CONI e della stessa Federazione Pallacanestro, oltre che specifiche circolari, non ultima quella specificatamente assunta alla 912° riunione della Giunta CONI).
  • La FIP durante la gestione Petrucci è riuscita a raggirare i controlli descritti e le garanzie normative previste nelle descritte previsioni primarie dal suo stesso ordinamento (oltre che dell’Ordinamento Sortivo generale), deliberando (irritualmente) il c.d. “Manuale per la concessione delle Licenze professionistiche” che annualmente impone alle Società di Serie A.
  • La arbitraria forzatura illecita federale ha natura documentale:
  • – il Regolamento Esecutivo Professionisti al suo art. 25.9 prevedeva e prevede infatti che avverso le delibere del Consiglio Federale che previo obbligatorio parere dell’organo di controllo, ascrivono ed applicano senza alcun contraddittorio punti di penalizzazione ai Club di Serie A per asserite violazioni amministrative od economico-finanziarie, rimane tuttavia espressamente consentito alle Società l’inviolabile diritto di difendersi nel modo più immediato ed ampio possibile, a tutela del diritto sacro di potere chiarire la propria posizione ed esibire documenti a chiarimento. La norma prevede infatti, testualmente: “avverso i provvedimenti sanzionatori assunti dal Consiglio Federale ai sensi del presente articolo è ammessa impugnativa in ambito federale con ricorso al Tribunale Federale quale organo giudicante di primo grado ed eventualmente reclamo alla Corte federale di Appello quale organo di secondo grado con ulteriore facoltà di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI, nei termini e con le modalità previste dal Regolamento di Giustizia”
  • – l’attuale Presidente FIP, evidentemente non aduso alla possibilità di confutazione dei Club sull’operato dalla sua federazione, con sorprendente Delibera Presidenziale n. 88 del 30/4/25, sostituendo l’Organo consiliare competente (il Consiglio Federale) ha approvato unilateralmente senza averne valido titolo (diremo appresso) l’attuale Manuale delle Licenze professionistiche 2025/26. Documento che alla sua sezione 11 art. 11.9 non soltanto ha eliminato de plano il citato art. 25.9 del Reg.Es.Professionisti che aveva sottoposto al vaglio di approvazione del CONI (la norma che concedeva ai Club di potere impugnare con doppio grado di giudizio e poi ancora al Collegio di Garanzia del CONI le sanzioni del Consiglio Federale!), ma addirittura ne ha sancito sancisce perentoriamente l’espresso divieto (segue testualmente): “Avverso i provvedimenti sanzionatori assunti dal Consiglio Federale ai sensi della presente articolo è esclusa ogni impugnazione in ambito federale”.
  • Sostanzialmente l’attuale Presidente FIP incurante delle rigorose previsioni normative garantistiche dei suoi stessi regolamenti previste a tutela dei Club, ha previsto la regola esattamente opposta a quella che sul punto era stata approvata dal competente Organo del CONI (la Giunta Nazionale) ed ha arbitrariamente vietato alle Società di Serie A di potere contestare in ambito federale le deliberazioni del Consiglio Federale riguardanti la applicazione “diretta” di punti di penalizzazione ed il blocco di contratti e tesseramenti: si tratta del “colpo di mano” federale che è stato assunto dall’organo politico della FIP (e non da un organo di giustizia) senza il necessario contraddittorio del Club, che ha distrutto Trapani Shark).
  • Giova precisare che ha fatto questo munendosi di complice delega preventiva completamente illegittima del suo Consiglio Federale (del. C.F. n. 371 del 26/3/25), stratagemma anche questo scientemente illecito perché vietatissimo dall’art.32 n.2 lett. j e lett. k dello Statuto FIP che nell’elencare le tassative funzioni del CONSIGLIO FEDERALE riserva a detto Organo, e giammai al Presidente Federale, non soltanto la deliberazione di approvazione di tutti i Regolamenti federali da trasmettere alla Giunta CONI per la approvazione definitiva, bensì anche le eventuali loro modifiche. In dispregio grottesco del successivo art. 32 n.6 dello Statuto FIP, che – come a tutti noto – VIETA ESPRESSAMENTE la delega dei poteri funzionalmente riservati al Consiglio Federale.
  • Non riteniamo di dovere commentare oltre sulla gravità dell’arbitrio ordito dal Presidente FIP con la complicità del suo suadente C.F. e sulla insanabile nullità che grava sul Manuale in questione, quindi del tutto inapplicabile (la FIP sa bene che gravano su di esso il ricorso al Collegio di Garanzia per lo Sport del CONI e verrà fissata a breve la relativa udienza), e sa benissimo che è stata impugnata al TAR del Lazio anche la valenza del Manuale dello scorso anno (l’udienza per la discussione della sospensiva della delibera de qua è in calendario il prossimo 20 gennaio…!!!). Non serve parimenti aggiungere altro sui sospetti pelosi che gravano sulla smodata e inspiegabile corsa contro il tempo della FIP che ha caratterizzato i suoi ultimi procedimenti disciplinari, tesi tutti chiaramente ad “eliminare” Trapani Shark prima delle pronunce anche della Magistratura ordinaria di cui testè detto (magari auspicandone od addirittura ordendone una sopravvenuta inammissibilità per la adozione della revoca della affiliazione di cui si legge oggi sulla stampa…).
  • Ma tant’è, ha natura documentale che sia la delibera FIP che il 21/5/25 in pieno play off della scorsa stagione aveva applicato a Trapani Shark i primi 4 punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso, che la successiva analoga del recente 24/11/25 che ha applicato l’ulteriore punto di penalizzazione con l’aggravio del devastante blocco di contratti e tesseramenti, indicano quali uniche violazioni e fonti normative l’inapplicabile Manuale per la concessione della Licenza professionisti di cui sopra detto: Trapani Shark si è vista distruggere il sogno perseguito nonostante sussistessero ragioni di elementare equilibrio, serenità di giudizio e civiltà sportiva, giuridica e processuale, a suggerire a chi tanto disinvoltamente ha tramato le fila e gestito in questo modo la Federazione Pallacanestro di potere e dovere attendere quantomeno le ormai prossime pronunce del sistema di giustizia elencate. Ed invece ha espressamente voluto anticiparle. Ben sapendo di non potere poi tornare indietro, e fidando anche che il Club nelle more sarebbe saltato.
  • Non serve entrare nel merito sull’inciampo della compensazione tributaria, sulla truffa subita e sulla attuale sofferenza solo IVA e non INPS od IRPEF (ostativa quindi alle sanzioni applicate ed al blocco dei contratti): valga far sapere che il Club nel corso dell’estate con il ravvedimento operoso, che era stato dalla FIP e dalla LEGA consentito e legittimato (stante la successiva accettazione nel luglio 2025 della iscrizione al Campionato 2025/26, non impugnata da nessuno), prima ancora dell’inizio di questo Campionato aveva già versato all’erario ben più del montante che era illo tempore rimasto in sofferenza per irpef ed INPS gennaio-febbraio 2025. Residua un importo di sanzioni ed IVA, a norma di regolamento irrilevanti ai fini delle sanzioni dei punti di penalizzazioni e del blocco dei tesseramenti. Peraltro impugnate innanzi la Corte Tributaria di giustizia di 1° grado di Trapani.
  • Alla FIP evidentemente tutto questo non riguarda, dovrebbe però spiegare la Decisione del suo stesso Tribunale Federale dello scorso 17 dicembre cha ha mandato assolto il Presidente di Trapani Shark da ogni profilo di responsabilità sleale o scorretta in ordine alla predetta operazione di compensazione, adducendo che “emerge dagli atti richiamati e prodotti che il Presidente di Trapani Shark con ravvedimento operoso si è adoperato per estinguere i debiti fiscali e previdenziali, corrispondenti alle ritenute Irpef ed INPS relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2025…..(e pertanto) non si ravvisano al momento profili di responsabilità discipinare, ai sensi degli artt. 2 e 44 del Regolamento di Giustiziam circa la contezza, da parte del deferito, della irregolarità/illegittimità dell’operazione e l’inesistenza dei crediti acquisiti” (inciso in parenesi aggiunto). Così testualmente è dato leggere nella Decisione del Tribunale Federale FIP del 17 dicembre 2025 (U. n. 377 di pari data T.F. n.28). Decisione peraltro condivisa dall’intero sistema FIP, tant’è che non ha ritenuto sussistere elementi per impugnata.

Riteniamo sia il caso che qualcuno tutto questo lo ricordi e spieghi cosa sia accaduto nell’ultimo mese, dopo le dieci vittorie sulle prime undici gare e nella immediatezza della qualificazione per la Coppa Italia…

II

Le forzature federali delle ultime due sanzioni (quattro anni di inibizione al Presidente e ulteriori 5 punti di penalizzazione).

  • La Procura FIP nel breve volgere di 48 ore ha spostato il tiro, forse temendo il vulnus insanabile denunciato con i procedimenti introdotti innanzi la giustizia ordinaria, ed ha notificato al Presidente ed al Club altri due deferimenti disciplinari accusandolo addirittura di frode sportiva (!) e fissando le relative udienze il 30 dicembre ed il 7 gennaio, per pretese dichiarazioni non veritiere rese in esecuzione del Manuale per la Licenza professionisti 2025/26.
  • Nel corso di entrambi i processi la Procura ha precisato che le due dichiarazioni a suo parere non veritiere sarebbero contenute nella autocertificazione inoltrata dal Club il 16/10/26 (sulla presunta debenza tributaria già oggetto del ravvedimento ed una marginale sofferenza residue nei confronti di due atleti non più tesserati per complessive e 12.000 maturata nella stagione 2023/24; riguardavano queste ultime un bonus di € 10.000 ed un rimborso spese di € 2.000, nessuna delle quali emolumenti).
  • Al di là degli abbagli federali di natura sostanziale (le rispettive decisioni saranno appellate non appena la FIP si curerà di depositare anche la seconda decisione…), Trapani Shark si è già vista costretta a dovere denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ed alla Guardia di Finanza di Trapani gli arbitrari abusi orribili subiti nel corso dei due procedimenti di fatto incomprensibilmente paralleli.
  • In rapida sintesi e per trasparenza è corretto che si sappia:
  1. Nonostante la evidente univocità dell’accusa, la lapalissiana connessione oggettiva e soggettiva e la continuità della eventuale condotta antisportiva tenuta (una unica pretesa dichiarazione mendace con una univoca intenzione fraudolenta ripetuta in un singolo documento…!), la FIP ha preteso di aprire e separare in due distinti fascicoli di indagine ad appena 48 ore di distanza l’uno dall’altro i relativi procedimenti sanzionatori, negando senza indicare alcuna motivazione a sostegno la pronta richiesta di riunione della difesa di Trapani Shark, con l’evidente fine arbitrario 8un abuso del processo grossolano) di riuscire così ad adottare due sanzioni separate da sommare aritmeticamente, piuttosto che una singola magari aumentata sino al massimo di 1/3 come previsto dall’ordinamento di giustizia indefessamente calpestato. Abuso che è stato poi puntualmente perpetrato con le due sanzioni del 30 dicembre (2 anni di inibizione e tre punti di penalizzazione al Club)  e del 7 gennaio altri due anni di inibizione al Presidente ed altri due punti di penalizzazione al Club).
  2. V’è dell’altro, nonostante un documentato impedimento del difensore il sistema FIP ha inteso anticipare i termini a comparire per l’udienza del 30 dicembre previsti dal Regolamento di Giustizia, nonostante il 31 dicembre fosse a tutti gli effetti giornata lavorativa utile al fine. Così da riuscire a “blindare” il rischio di complicanze e/o gravami e fare in tempo ad ottenere comunque due decisioni di primo grado esecutive in tempo utile all’ultima gara del girone di andata (qualcuno trovi argomenti plausibili a non dover pensare che con le descritte scellerate forzature del procedimento, FIP ha chiaramente inteso liberare il posto di Trapani Shark nella classifica delle 8 squadre aventi diritto alla partecipazione alla Coppa Italia meritata sul campo, favorendo inevitabilmente un altro Club che tale diritto non avrebbe avuto).
  3. Ancora altro, il giorno prima del processo del 30 dicembre FIP la segreteria del Presidente FIP ha pubblicato un inopinato comunicato stampa comunicando di avere convocato un Consiglio Federale per affrontare con la massima severità la posizione di Trapani Shark: superfluo evidenziare la pubblica arroganza della entrata a gamba personale e presidenziale tesa nell’imminenza del delicatissimo processo dell’indomani, e la inquietante scorrettezza devastante del messaggio subliminale che lo stesso ha inteso chiaramente inoltrare ai componenti del Tribunale Federale giudicante… Mai visto niente del genere in nessuna Federazione. Una vergogna inusitata, sporca ed imperdonabile, una violazione del Codice Etico e del dovere di integrità, terzietà e trasparenza.
  4. Ancora non contento, il Presidente FIP, l’indomani, pochi minuti dopo la notizia del dispositivo della decisione del Tribunale Federale del 30 dicembre ha nuovamente preso carta e penna per pubblicarne il puntuale esito negativo per Trapani Shark; e però non gli è stato ancora sufficiente, perché con separato comunicato ulteriore ha voluto spingersi a censurarne anche le difese (!) definendole strumentali e pretestuose, trascurando di non poterne – almeno apparentemente – esserne a conoscenza…. (salvo a non dover pensare che fosse rimasto ad origliare sotto il tavolo del collegio giudicante, visto che il processo di quattro ore concluso da pochi minuti era stato preteso da remoto rigettando senza motivazione la formale richiesta di poterlo trattare in presenza). Non è tutto perché accecato da singolare enfasi il Presidente Petrucci ha altresì inteso anticipare nel predetto suo secondo comunicato anche le motivazioni – a quella data inesistenti – del Tribunale Federale (un abominio di smisurata gravità processuale e sostanziale): è dato leggervi la confessione che FIP lo stesso 30 dicembre aveva ricevuto (inevitabilmente nel corso del processo o nei minuti immediatamente antecedenti), tramite la “solerte” mano interessata non si sa da chi… della Commissione Indipendente (che così come Petrucci avrebbe dovuto tecnicamente rimanere completamente estranea al processo disciplinare endofederale…), una nota dalla Agenzia delle Entrate di Trapani che riteneva (testualmente) “il debito residuo non onorato, imputato a carico della società di Trapani, non riguarda una posizione debitoria in termini di IVA, bensì è riconducibile agli importi a debito riportati nei modelli F24 con i quali è stato effettuato l’utilizzo dei suddetti crediti iva inesistenti, ossia a ritenute irpef (e relative adizionali) e a contributi previdenziali non pagati”. Nota ADE Trapani che affermava in sostanza l’esatto contrario di quanto aveva affermato a bocce ferme il giorno prima, ed era stata usata a sostegno della difesa di Trapani Shark.
  5. Frase che abbiamo inteso evidenziare in neretto, perché poi Trapani Shark ha avuto la spiacevole sorpresa di ritrovarla testualmente ed incredibilmente ricopiata per esteso alla pag. 5 della Decisione che è stata depositata e pubblicata il successivo 4 gennaio dal Tribunale Federale…: la coincidenza qui denunciata è documentale e di ENORME GRAVITA’. Non vorremmo commentarla per la amarezza ed il disgusto, sarà la magistratura penale ad occuparsene: delle due l’una, o la Decisione del Tribunale Federale è stata scritta dal Presidente della Federazione Pallacanestro, ovvero quest’ultimo vi ha comunque personalmente partecipato, dettandone ed imponendone la parte dirimente dei contenuti e delle conclusioni. Altro purtroppo serietà impone di non potere ritenere, dovendo per elementare logica escludere la mera coincidenza (l’improvvido comunicato stampa di Petrucci è tutt’oggi in bella vista sul sito FIP dal 30 dicembre 2025 (è stato pubblicato pochi minuti dopo la pubblicazione del dispositivo del giudizio…), la Decisione del Tribunale è stata invece redatta, pubblicata e depositata da detto Organo di Giustizia FIP ben quattro giorni dopo, in data 3 dicembre 2026… e peraltro solo dopo sollecito pec della difesa di Trapani Shark, (U. n.397 del 3 gennaio 2026 T.F. n.30).
  6. La cosa ancor più grave rimane che la medesima frase risulta essere – guarda caso – riportata anche nella nota dell’Agenzia delle Entrate che evidentemente era stata fraudolentemente fatta entrare nel processo dalla manina presidenziale, senza darne contezza o copia e quindi nascondendone l’esistenza alla difesa di Trapani Shark.
  7. E’ questa per intenderci la ragione per cui Trapani Shark non ha esitato a sporgere querela per frode processuale alla Procura della Repubblica di Roma, non esiterà ad integrarne a breve i contenuti e gli allegati ed ha poi ricusato due dei componenti di quel primo Collegio del Tribunale Federale, uno dei quali avutane notizia si è ammalato e l’altro si è astenuto…a ispetto della inammissibilità che il messaggio federale ha inteso lasciar passare ai suoi organi di stampa.
  8. Per finire è stato una farsa anche il secondo processo disciplinare del 7 gennaio u.s., il Procuratore Federale ha aperto la requisitoria provando a cambiare la indicazione del documento in cui Antonini avrebbe dichiarato cosa non vera, indicando essere la autocertificazione del 16 ottobre 2025 e non quella del 16 giugno 2025 come invece era stato riportato per ben tre volte tanto nel preannuncio del deferimento che nel successivo deferimento in decisione: alla consequenziale richiesta della difesa Trapani Shark di UN immediato proscioglimento del Club e del suo Presidente perché il maldestro intento riparatore tardivo della Procura era inconciliabile al contenuto dell’interrogatorio precedentemente svolto dell’accusa e perché comunque il documento del 16 ottobre non soltanto non era agli atti del Tribunale ma non lo era neanche in quelli della stessa Procura (…!), ha dapprima sospeso in evidente imbarazzo l’udienza, per poi riprenderla dopo quasi un’ora e condannare ugualmente il Club (non è dato conoscerne le ragioni). Ovviamente senza pubblicarne le motivazioni (francamente impossibili), e piuttosto rinviandole di ben dieci giorni “per la evidente complessità” (?!?). Determinazione questa inaccettabile, atteso che con essa la FIP ha automaticamente impedito a Trapani Shark di potervi proporre immediato appello (non è difficile leggervi l’auspicio di poterne fare a meno…).
  9. Stiano tuttavia sereni gli ambienti federali, perché Trapani Shark non esiterà ad impedirlo o comunque a denunciarlo e documentarlo facilmente in ogni sede. Nessuna ovviamente esclusa, e corredando il tutto con altro ancora, che per carità di patria non intendiamo denunciare in questa sede.

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E’ questo lo “schifo” in cui Trapani Shark ha dovuto dibattersi in quest’ultimo mese, magari anche perché prima in classifica con dieci gare vinte delle prime undici. Potremo anche aver peccato di inesperienza o di eccessiva fiducia in un sistema che credevamo equo e trasparente. Ma abbiamo già pagato caro, amaramente, sotto ogni profilo: economico, sportivo, umano. Abbiamo versato milioni, abbiamo subito umiliazioni sul campo, abbiamo visto la nostra squadra smantellata pezzo dopo pezzo. Eppure non è bastato.

La FIP, la Commissione Indipendente (il cui parere iniziale fuorviante e parziale è stato da noi legittimamente impugnato al Collegio di Garanzia CONI e al TAR Lazio) e la Lega – presieduta da chi non è mai stato eletto con il nostro voto – hanno deciso di andare oltre. Hanno voluto spazzarci via con accuse gratuite, condanne sproporzionate e un trattamento discriminatorio che grida vendetta. Hanno negato persino l’accesso a tre decisioni precedenti riguardanti dirigenti di squadre romane, in cui lo stesso Tribunale Federale e la Corte Federale avevano sanzionato dichiarazioni parzialmente inesatte con la semplice slealtà sportiva – mai con l’accusa di frode, mai con punti di penalizzazione. Due pesi, due misure.

Una giustizia a geometria variabile, che protegge chi è “di casa” e schiaccia chi arriva da fuori con investimenti veri e ambizioni legittime. Questa è la verità nuda e cruda: la FIP ha ucciso le speranze di atleti, staff, tifosi e di un’intera città. Ha smantellato l’entusiasmo pulito che avevamo portato in ogni palasport d’Italia. Ha distrutto l’unità di una squadra che meritava di competere, non di agonizzare.

Come un topo stritolato nella morsa di un pitone. E il pitone porta la firma della dirigenza apicale della FIP e, purtroppo, anche di chi nella Lega ne è stato complice attivo o passivo, pressato o pressante. Questi signori non possono essere ritenuti estranei a una delle pagine più brutte e vergognose dello sport italiano recente. Non meritano di stare nello sport. Meriterebbero di pagare un conto ben più salato di quello che intendono infliggere a noi. Noi abbiamo dalla nostra parte la consapevolezza di aver subito angherie ingiuste, sistematiche, premeditate. Abbiamo la dignità di chi non si arrende. E abbiamo il dovere di agire in ogni sede sportiva, civile, penale per ristabilire la verità e ottenere giustizia. La partita non è finita. È appena diventata una battaglia per la sopravvivenza e per l’onore. E noi la combatteremo fino all’ultimo respiro.

Trapani Shark Srl

Shark fuori dal campionato: la reazione di Trapani, città di basket

Le reazioni dei giornalisti trapanesi all'esclusione della squadra dal campionato

Le dichiarazioni di Petrucci e Gherardini: "Pagina amara, ma FIP e LBA sono allineate"

La FIP avvia l'azione legale contro Trapani e il presidente Antonini

In una nota a parte pubblicata dalla FIP si legge:

Trapani Shark. FIP: conferito mandato ai legali per agire in tutte le sedi competenti

In relazione ai recenti comunicati denigratori dell’affiliata Trapani Shark diramati tramite il proprio sito e i propri canali social, nonché alle pretestuose dichiarazioni rilasciate dal Sig. Valerio Antonini, la Federazione Italiana Pallacanestro, nel confermare la legittimità del proprio operato e l’infondatezza sotto ogni profilo delle ricostruzioni effettuate dal Sig. Antonini, rende noto di aver conferito mandato ai legali per agire a tutela della propria onorabilità in tutte le sedi competenti.

La nota congiunta e il commento di Federazione e Lega Basket

FIP e LBA comunicano che, all’esito dell’approfondito confronto congiunto tenutosi oggi presso la sede federale di Via Vitorchiano, avente ad oggetto la valutazione dei fatti e comportamenti assunti dalla società Trapani Shark e dai suoi rappresentanti, sono state condivise articolate linee guida e ampie azioni di intervento che possono così sintetizzarsi.

Il mondo della pallacanestro non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di Club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano che dà lustro al nostro sport in ambito interno ed internazionale.

Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità rappresentano valori fondamentali, e fondanti, sia per la FIP sia per la LBA, imprescindibili nella partecipazione a qualsiasi evento o manifestazione sportiva organizzati sotto l’egida della Federazione e della componente di vertice del nostro sport.

Atti, decisioni, dichiarazioni e prese di posizione gratuitamente finalizzati alla destabilizzazione, immotivata e senza fondamento, delle nostre organizzazioni sportive si pongono in insanabile contrasto con la mission tanto della Fip quanto della LBA e vengono fermamente condannati.

FIP e LBA confermano la loro totale unità di intenti nella salvaguardia dell’immagine e della reputazione del basket e comunicano che ogni forma di attentato alla dignità e reputazione dello sport della pallacanestro verrà contrastata in ogni sede competente nella maniera più rigorosa a tutela della regolarità del Campionato di Serie A, di tutte le società, dei tesserati e dei tifosi.

Il comunicato di FIP e Lega Basket

Il Giudice Sportivo Nazionale,

visto il referto ed il rapporto della gara n. 114 tra Trapani Shark-Dolomiti Energia Trento disputata in data 10 gennaio 2026;

letto l’allegato al rapporto della gara redatto dal Sostituto Procuratore Federale;

considerata la rinuncia alla precedente gara operata nel corso del presente Campionato da parte della Trapani Shark (Gara n. 105 del 4 gennaio 2026 C.U. 398 del 5 gennaio 2026, GSN n. 109);

rilevato, dalla lettura congiunta dei predetti documenti inerenti la gara in oggetto: – che nell’imminenza dell’inizio della partita, su richiesta del capitano della Trapani Shark, F. Pugliatti, si è svolta una breve riunione negli spogliatoi degli arbitri alla presenza dello stesso Sostituto Procuratore Federale, degli arbitri, dei capitani delle due squadre, Forray e lo stesso Pugliatti, nonché dei rispettivi dirigenti, nel corso della quale il capitano della Trapani Shark comunicava che l’atleta Rossato, malgrado fosse iscritto a referto, non era nelle condizioni fisiche di potere scendere in campo, mentre lo stesso Pugliatti, unitamente al compagno di squadra Sanogo, malgrado anch’essi infortunati, avrebbero provato a giocare; – che la Trapani Shark inseriva a referto solo sette giocatori, due dei quali (F. Pugliatti e A. Sanogo), dopo soli 6”, chiedevano loro stessi di abbandonare il campo senza avere partecipato attivamente al gioco, dichiarando di essere infortunati, mentre un terzo giocatore (R. Rossato), seduto in panchina, non entrava in campo al momento della sostituzione, dichiarando di essere indisposto; – che la gara in oggetto è stata dichiarata conclusa dagli arbitri a 5’49” del primo quarto, essendo rimasto in campo un solo giocatore della squadra del Trapani Shark, avendo gli altri commesso sistematicamente falli di gioco sino a raggiungerne il limite consentito;

tenuto inoltre conto del comportamento generale della Società Trapani Shark, contraddistinto, nel corso della presente stagione sportiva, da delibere del Consiglio Federale relative a irregolarità regolamentari che hanno determinato l’applicazione di punti di penalizzazione e il blocco dei tesseramenti, nonché da deferimenti da parte della Procura Federale e relative decisioni del Tribunale Federale, con le quali sono stati applicati ulteriori punti di penalizzazione e la sanzione della inibizione nei confronti del legale rappresentante della Società Trapani Shark, oltre che da provvedimenti di questo GSN di applicazione della sanzione dell’ammenda ai sensi dell’art. 13.4 comma 4 DOA, per avere depositato presso la Lega Basket A un numero di contratti atleti inferiore a quello obbligatoriamente previsto in caso di opzione per la formula del 6+6, e, da ultimo, dal provvedimento di esclusione della Trapani Shark dalla Basket Champions League adottato dalla FIBA per quanto accaduto il 6 gennaio 2026: “la gara fra Hapoel Netanel Holon e Trapani Shark è stata registrata come sconfitta a tavolino per Trapani (38-5) poiché la squadra aveva meno di due giocatori in campo pronti a giocare. Ai sensi dell’art. 14.5.4 del regolamento delle Competizioni BCL un club che perde una gara per forfait o sconfitta a tavolino nei play in e nei play off perde l’intera serie” (nota ufficiale della BCL);

rilevato che tutti i soggetti coinvolti nelle attività della FIP sono tenuti al rispetto dei principi fondamentali di integrità e lealtà implicanti il dovere di astenersi da pratiche fraudolente, nonché, tra l’altro, da comportamenti che possano danneggiare l’immagine della FIP o compromettere la correttezza delle competizioni (art. 1.3.2 Codice etico Fip);

rilevato che, come affermato su un caso analogo dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni (sez. I, prot. N. 603 del 2019), “la lealtà sportiva, alla stregua del principio di buona fede nel diritto civile, oltre ad essere una regola del diritto sportivo, rappresenta anche un parametro di valutazione dei comportamenti e del rispetto delle norme sportive, sia generali che delle singole Federazioni. Grazie alla sua duplice natura, di obbligo per le società sportive e i tesserati e, al tempo stesso di parametro di valutazione per gli Organi della giustizia sportiva, il concetto di lealtà sportiva assicura la coerenza dell’intero sistema, permettendo di sanzionare comportamenti elusivi che, se valutati fuori da un quadro complessivo e solo in riferimento a singole disposizioni federali, rischierebbero di rimanere impuniti” e che “è proprio il suddetto principio/obbligo di lealtà sportiva che, per assicurare l’eguaglianza competitiva delle squadre e, quindi, la regolarità delle competizioni ufficiali, impone alle società di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica”…“schierare in campo la migliore formazione consentita dalla situazione tecnica della squadra non è altro che una forma di garanzia di normalità e verità del risultato sportivo, ben potendo, lo schieramento in campo di una formazione tecnicamente inadeguata, falsare i risultati degli eventi sportivi, in violazione del principio/obbligo di lealtà sportiva”… la ratio del provvedimento del GSN di esclusione dal campionato è quella di “evitare che l’aver schierato in campo – da parte della reclamante – una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, non sia altro che un espediente per aggirare le norme federali ed evitare di incorrere in una seconda sconfitta a tavolino, che avrebbe comportato l’esclusione dal campionato”;

ritenuto che, alla luce del sopra citato principio di lealtà sportiva, così come interpretato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, dovendosi valutare la condotta della Trapani Shark alla luce del quadro complessivo ad essa riferibile, deve escludersi l’applicazione dell’art. 58 del Regolamento Esecutivo gare (Inferiorità numerica), dovendo ritenersi che, nel caso di specie, si configuri una palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, alterazione che deriva dallo schieramento in campo da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, al fine di disputare formalmente la gara in questione e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal presente Campionato;

ritenuto pertanto corretto ed equo, per il caso in questione, assimilare la disputa della gara con una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, gara poi conclusasi a 5’49” del primo quarto per inferiorità numerica, ad una vera e propria rinuncia alla stessa;

rilevato che ai sensi dell’art. 16 del Regolamento Esecutivo gare la rinuncia a due gare è considerata ritiro definitivo dal Campionato e che ai sensi dell’art. 19 del Regolamento di Giustizia l’esclusione dal Campionato è parificata ad ogni effetto al ritiro ed alla rinuncia;

visti gli artt. 19, 44, 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia e artt. 16 e 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare

P.Q.M.

Dispone l’esclusione della Trapani Shark (cod. FIP 050927) dalla partecipazione al Campionato di serie A per la presente stagione sportiva 2025-2026, conservando il diritto di iscriversi ai campionati Senior a libera partecipazione;

annulla tutte le partite sin qui disputate dalla Trapani Shark come previsto dall’art. 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare;

applica la sanzione dell’ammenda di Euro 600.000,00, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi come previsto dall’art. 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia;

applica al Legale Rappresentante pro tempore, Sig. Valerio Antonini, la sanzione della inibizione per mesi tre ai sensi dell’art. 44 del Regolamento di Giustizia;

dispone la trasmissione degli atti all’Ufficio Tesseramento per lo svincolo degli atleti Senior e al Comitato Nazionale Allenatori per l’annullamento dei tesseramenti CNA, ai sensi degli artt. 18 e 19 del regolamento Esecutivo Tesseramento e dell’art. 56, comma 3, del Regolamento di Giustizia;

Cosa cambia in classifica e per il resto del campionato

Di fatto Trapani viene cancellata dalla stagione di Lega Basket, che quindi passa da 16 a 15 squadre. Tutti i risultati precedenti delle partite giocate dal club siciliano sono di fatto cancellati e d’ora in poi non verranno conteggiati nella classifica generale, che subisce modifiche sostanziali anche in vista della prossima Final Eight di Coppa Italia. Nel frattempo, poi, invece di due retrocessioni al termine della stagione ce ne sarà soltanto una

Basket, come cambia la classifica di Serie A dopo l’esclusione di Trapani

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FIP e LBA escludono Trapani dal campionato

Come era ormai nell’aria da diversi giorni, al termine della riunione congiunta, i vertici di FIP e Lega Basket hanno valutato di escludere Trapani dalla Serie A di Basket con effetto immediato. La misura è stata decisa in seguito alla 'mancanza di uguaglianza competitiva' generata dall’evoluzione presa nelle ultime settimane dalla situazione del club siciliano. L'ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019

Tra pochi minuti l'inizio della riunione

Alle 14.30 FIP e LBA si ritroveranno per discutere del caso Trapani. Le ultime notizie e gli aggiornamenti nel collegamento di Sky Sport 24

Antonini: "Sarà la Federazione a dover radiare Trapani"

Il presidente di Trapani Shark Valerion Antonini ha parlato a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1: "Oggi a noi è rimasta solo la via della giustizia ordinaria. Abbiamo perso completamente la fiducia in quella sportiva dopo aver assistito a dei procedimenti incredibili presso il Tribunale federale della pallacanestro. [...] Se io non avessi schierato la squadra per due partite consecutive avrei di fatto automaticamente autorizzato la radiazione della mia società per mie responsabilità. In questo modo, invece, sarà oggi la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni in sede giudiziale che noi chiederemo alla Federazione per quello che è stato fatto. Credo che ci si renderà conto solo dopo le sentenze sia del Consiglio di Stato, del Tar e della Commissione tributaria che sono stati commessi errori clamorosi che hanno portato alla situazione attuale".

Oggi vertice Federazione Lega

Oggi lunedì 12 gennaio è prevista una riunione congiunta tra i vertici della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) e della Lega Basket Serie A (LBA). L'incontro si terrà nel pomeriggio presso la sede federale.

Trapani Shark, si valuta se ci sono gli estremi per l’esclusione

L'obiettivo principale della riunione è esaminare in modo approfondito la grave crisi che ha colpito la Trapani Shark e valutare i possibili scenari, inclusa l'eventuale esclusione del club dal campionato di Serie A. La motivazione sarebbe la 'mancanza di uguaglianza competitiva'. L'ultimo caso di esclusione è stato quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019.

Esclusione: cosa dice il regolamento

  • Il club escluso viene immediatamente rimosso dal campionato in corso
  • Annullamento dei risultati: tutte le partite precedentemente giocate dalla squadra nella stagione in corso verrebbero annullate e i risultati non conteggiati per la classifica generale
  • Retrocessioni: poiché la squadra esclusa è già destinata a lasciare la categoria (e a ripartire dai campionati inferiori), il numero di retrocessioni viene solitamente ridotto di un'unità. Quindi in questo caso da due a una tramite il meccanismo usuale (classifica diretta o play-out).
  • Declassamento: il club sarebbe costretto a ripartire dalla categoria più bassa o dai campionati senior a libera partecipazione nella stagione successiva

Tutte le penalizzazioni di Trapani

La crisi ruota attorno alla gestione del presidente Valerio Antonini, proprietario sia della squadra di basket che del Trapani Calcio. La Shark ha iniziato il campionato con 4 punti di penalizzazione, frutto di irregolarità amministrative relative al corretto adempimento dei versamenti IRPEF e INPS, un prerequisito fondamentale per la regolare partecipazione al massimo campionato. A novembre ha ricevuto un ulteriore punto di penalizzazione e altri 3 a fine dicembre (irregolarità amministrative nell'iscrizione al campionato 2025/26). Il 9 gennaio è stato aggiunto un altro -2

Le gare 'farsa'

  • Il 4 gennaio 2026, la squadra subito la sconfitta a tavolino (0-20) contro la Virtus Bologna per non essersi presentata.
  • Il 6 gennaio 2026, in una partita di Champions League contro l'Hapoel Holon, si è presentata con soli cinque giocatori. Tre giocatori sono usciti per infortunio e nel momento in cui Patti ha commesso il suo quinto fallo è rimasto solo un giocatore in campo decretando dopo circa 7’ la fine del match sul punteggio di 38-5 (e l’esclusione di Trapani dalla competizione europea).
  • Il 10 gennaio 2026 una situazione simile si è verificata nella partita di campionato contro Trento, che è durata solo 4 minuti a causa del numero insufficiente di giocatori in campo per Trapani.

La nota dell’Associazione giocatori basket

Nella serata di sabato, dopo la farsa con Trento, era arrivato il comunicato della GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati): "L’Associazione Giocatori torna a chiedere rispetto per gli atleti della Trapani Shark. Non comprendiamo le ragioni alla base della insistenza nel voler giocare ad ogni costo e a consentire lo svolgimento di incontri indecenti che mancano della minima equità competitiva. Torniamo a ribadire che non è accettabile costringere giocatori professionisti a scendere in campo se non vi sono le condizioni sportive minime per farlo, mettendo peraltro a rischio la salute dei cestisti, che vedono esponenzialmente aumentato il rischio di infortuni. Gli atleti sono lavoratori a tutti gli effetti e meritano di essere tutelati e trattati con rispetto. Rivolgiamo un appello alla società Trapani Shark affinché si trovi immediatamente una soluzione per mettere fine a quello che sta diventando motivo di vergogna per il movimento della pallacanestro e per l’intero sistema sportivo italiano".

Trapani: "Questa battaglia è appena cominciata…"

"Uno spettacolo forzato da ragioni talmente evidenti e incontrovertibili che solo ignoranti dei regolamenti federali o pseudo-tifosi accecati dall’odio verso il nostro Presidente potrebbero non comprendere – si legge nella nota del Trapani Shark -. Per la nostra società esiste un solo responsabile, e non è la Trapani Shark: è un sistema organizzato in modo tale da gestire i regolamenti e le procedure a proprio piacimento, con FIP, direttivo Lega e TFN, che hanno studiato a tavolino la distruzione della nostra squadra nei minimi dettagli, dal blocco del mercato alla fuga dei giocatori, lasciandoci senza organico e senza allenatore, in una condizione disumana e antisportiva. Questa battaglia è appena cominciata, e non ci fermeremo fino a quando non sarà ripristinata la dignità calpestata di una squadra, di una città e di un’intera regione. La Trapani Shark non si arrende: combatterà con ogni mezzo per esporre e punire questa persecuzione sistematica".

Petrucelli va da Pozzecco

Dopo gli addii di Alibegovic, di coach Repesa, di Allen, di Ford e di Hurt, e in attesa di capire il destino di Rossato, di Cappelletti, di Sanogo, di Arcidiacono e di Notae, anche John Petrucelli ha salutato Trapani e ha firmato ufficialmente in Turchia per il Galatasaray di Gianmarco Pozzecco. Per la guardia americana, con passaporto italiano e già giocatore del Poz con la Nazionale, un contratto fino al termine della stagione.

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