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Trapani, Antonini non ci sta: "Punto sulla giustizia ordinaria, risarcimenti milionari"

Basket

Ieri FIP e Lega Basket, al termine di una riunione congiunta tra i rispettivi vertici, hanno deciso di chiudere il caso Trapani Shark escludendo il club siciliano dal campionato. Un’esclusione che però il presidente Valerio Antonini, intervistato da ‘Domani’, continua a ritenere ingiusta e per la quale promette di dare battaglia in tribunale per sovvertire tramite la giustizia ordinaria quanto stabilito da quella sportiva

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L’ufficialità della notizia è arrivata nel pomeriggio di ieri, con l’esclusione dal campionato di Trapani, e la reazione del presidente Valerio Antonini non si è fatta attendere. Dopo la nota ufficiale emessa dalla società siciliana nella serata di ieri, Antonini ha concesso una lunga intervista a ‘Domani’ nella quale ha ribadito concetti più volte espressi attraverso i suoi profili social e all’interno dei comunicati che nelle ultime settimane il club ha costantemente prodotto per ribattere alle decisioni di volta in volta prese da FIP e Lega Basket. E per prima cosa Antonini ha difeso la scelta di non ritirare di propria spontanea volontà la squadra, facendola scendere in campo sabato sera contro Trento in quella che si è poi rivelata essere l’ultima partita della stagione per Trapani. “Perché avrei dovuto farlo? I regolamenti ci consentivano di scendere in campo, altrimenti le multe sarebbero state enormi. Così, invece, visto che è stata la FIP a radiarci, i risarcimenti che otterremo saranno milionari”. Già, perché se la battaglia sul piano sportivo è stata persa, per Antonini quella legale che passa dalla giustizia ordinaria rimane apertissima.

Il piano e le mosse di Antonini

Puntiamo a vincere nei tribunali che contano, ovvero in quelli della giustizia ordinaria, e ad avere indietro entro giugno i due titoli sportivi (compreso quello del calcio) in modo da poter iniziare la prossima stagione in serie C con il calcio e in serie A con il basket”, parte da qui il piano del presidente per ottenere dalla giustizia ordinaria ciò che ora è stato tolto da quella sportivaAntonini non sembra avere alcuna intenzione di arrendersi e cita anche un precedente a suo dire benaugurante: “Andrò fino in fondo, eventualmente anche fino a ricorrere alla Corte Europea come fatto da Andrea Agnelli con successo per la Juventus”. Il caso Trapani, insomma, per Antonini non solo non è affatto chiuso, bensì è destinato a segnare una svolta epocale: “La nostra è una battaglia destinata a distruggere per sempre la giustizia sportiva: evidentemente cambierà tutto”. E, infine, Antonini ha parlato del suo rapporto con il presidente federale Gianni Petrucci: “Non ci sentiamo da novembre, non ci sono gli estremi per parlare perché adesso a parlare deve essere la giustizia ordinaria”.

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