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06 dicembre 2018

L'ex allenatore Lukkien: "Van Dijk nel 2012 ha rischiato di morire"

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Il difensore olandese ha rischiato la vita ai tempi del Groningen. A ricordare il grande spavento a sei anni di distanza è il suo ex allenatore, Lukkien, che in un'intervista a Four Four Two spiega: "Fu la madre a salvarlo"

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"SE ORIGI SEGNA, ME LO TATUO", PROMESSA MANTENUTA

Il suo nome è già passato alla storia per essere diventato il difensore più costoso di tutti i tempi. 85 i milioni di euro spesi dal Liverpool per acquistare Virgil van Dijk e pensare che pochi anni fa la carriera dell'olandese ha rischiato di subire l'epilogo peggiore. Nel 2012 infatti, ai tempi del Groningen, il centrale di origini surinamesi ha rischiato di morire. Accadde tutto dopo la sfida di Eredivisie contro l'Excelsior e a ricordare quei momenti oggi è il suo ex allenatore, Dick Lukkien: "All'inizio pensavamo avesse l'influenza - spiega il mister a Four Four Two -. Era rimasto a casa per alcuni giorni, sentiva molto dolore all'altezza degli addominali e aveva deciso di recarsi all'ospedale di zona, ma i dottori non avevano riscontrato nulla di particolare e così lo avevano rimandato a casa. Il dolore, però, iniziò a peggiorare e quando arrivò la madre per vederlo si rese conto di quanto fosse grave la situazione. Lo portò in un altro ospedale e il suo aiuto si rivelò fondamentale. Virgil fu operato d’urgenza per curarsi l’appendicite, la peritonite e un’infezione al rene. Quando tornò nel club (due mesi dopo essere rimasto a riposo ndr) si notò un profondo cambiamento, ma fortunatamente riuscì a riprendersi abbastanza rapidamente".

van Dijk: "Il mio corpo era a pezzi. Firmai anche un testamento"

Fu un grande spavento per l'attuale difensore del Liverpool e per la sua famiglia. "Ricordo di essermi sdraiato sul letto e intorno a me l'unica cosa che riuscivo a vedere erano i tubi. Il corpo era a pezzi e non potevo fare niente - disse van Dijk poche settimane dopo aver subito l'intervento -. In quel momento i peggiori pensieri affioravano nella mia testa, la mia vita era a rischio. Mia madre e io pregammo Dio affinché andasse tutto bene, ma discutemmo anche su tutti i possibili scenari. Firmai anche alcuni documenti, una specie di testamento. Era un argomento che nessuno voleva affrontare, ma dovevamo farlo. Se fossi morto, una parte dei miei soldi sarebbe andata nelle mani di mia madre". A sei anni di distanza, però, quell'episodio resta solo un lontano ricordo. van Dijk si è saputo rialzare, raggiungendo il picco della sua carriera nella finale Champions di Kiev, poi persa contro il Real Madrid.

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