Serie A, le migliori giocate della 6^ giornata

Calcio

Emanuele Atturo

Ribery imprendibile contro il Milan, gli assist di Milinkovic-Savic per Caicedo e di Kulusevski per Cornelius e altri grandi gesti tecnici dal sesto turno di campionato

TUTTI I GOL DELLA 6^ GIORNATA

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La sesta giornata di Serie A ha interrotto il grande equilibrio che si era visto in campionato nelle prime giornate e ha restituito una classifica più gerarchica, con le prime sei che hanno vinto tutte e che hanno dimostrato una differenza qualitativa rispetto al resto delle squadre. Tutte a parte il Milan, ovviamente, che con quattro sconfitte in sei partite ha avuto il peggior inizio di stagione dagli anni ’30. È stata una giornata di grandi gol, come quello di Gomez al Sassuolo, in discesa libera sulla malconcia difesa del Sassuolo; quello di Rafael Leao, che è sembrato fatto di gomma in mezzo alle gambe dei difensori della Fiorentina. Ma è stata anche una giornata di grandi giocate, quelle con cui magari non vinci le partite ma ci vendi i biglietti. Come ogni settimana, ecco le migliori.

Lorenzo Pellegrini in mezzo a due

Nella caldissima partita del Via del Mare - una delle prime in cui il cambiamento climatico si è davvero fatto sentire, con i “cooling break” indispensabili pur a fine settembre, ufficialmente in pieno autunno, mentre in Qatar si corrono maratone col 75% di umidità - Lorenzo Pellegrini si è infortunato al piede. Una delle peggiori notizie possibili per la Roma (un tifoso giallorosso sarebbe disposto a barattare la vittoria con l’integrità del suo trequartista? Forse sì). L’operazione al quinto metatarso è riuscita e resterà fuori almeno due mesi. Il vuoto che lascia Pellegrini è ben sintetizzato dai suoi numeri: 4 assist in Serie A (più di tutti), primo per Expected assist.

La sua creatività nell’ultimo passaggio ha cominciato a brillare all’incirca un anno fa, quando Eusebio Di Francesco lo ha spostato trequartista, e non ha ancora smesso di incantare.

Nel video lo vogliamo disimpegnarsi in una giornata “Riquelmesca”, con una giravolta di suola eseguita dopo aver portato fuori equilibrio due giocatori. Un dribbling che sfrutta le incertezze e le ambiguità del raddoppio di marcatura, la mancata coordinazione tra i due avversari. Poi Pellegrini si infila in area di rigore per provare un cross dalla posizione da cui una settimana fa aveva servito l’assist per Dzeko, e chiede un fallo di mano che non c’è.

Franck Ribery, anche lui in mezzo a due

A 36 anni era difficile immaginare che Franck Ribery avrebbe ribaltato la Serie A. Finora il francese ha giocato 4 partite da titolare ed è stato il migliore in campo o quasi in ciascuna di queste. Montella ha cucito il 3-5-2 sulle caratteristiche sue e di Chiesa, sulla loro abilità in ripartenza, negli spazi. Ma Ribery sta facendo la differenza anche per l’influenza a tutto campo che sta avendo nella squadra viola, cucendo e ricucendo il gioco pur partendo dall’esterno, abbassandosi a piacimento.

Ribery è però ancora capace di giocate old school come questa, in cui a brillare è la sua qualità più evidente: la capacità di portare palla in velocità in conduzione. A 36 anni ci costringe ancora a guardare il replay più e più volte per capire cosa ha combinato di preciso. Qui entra nella difesa del Milan come fosse l’unico essere umano dotato di mobilità. Porta la palla a passetti corti, arrivato nell’imbuto tra i due difensori rossoneri la sposta con l’esterno e la porta avanti con l’interno, disegnando il tracciante che buca i due avversari e lo porta solo davanti a Donnarumma. L’errore poi è probabilmente dovuto alla sua voglia di entrare in questa rubrica e non in quella dei migliori gol.

L’assist di Milinkovic-Savic

Lo scorso anno Milinkovic-Savic ha iniziato in sordina la stagione, riprendendosi con l’andare delle partite ma forse non riuscendo a eguagliare il livello di dominio fisico e tecnico sul nostro campionato che aveva raggiunto due stagioni fa. Quest’anno però ha cominciato in maniera brillante, risultando incisivo anche nella produzione offensiva nonostante giochi in una posizione piuttosto arretrata. Contro il Genoa è stato il miglior giocatore della partita: ha segnato il gol che ha sbloccato l’incontro e prodotto questa giocata che è probabilmente la migliore dei novanta minuti.

È vero che Milinkovic non è pressato, ma il corridoio che vede per Caicedo non è banale, come non lo è la finalizzazione del centravanti dell’Ecuador, forse tra i pochi attaccanti rimasti a cui ancora piace saltare il portiere prima di concludere a porta vuota.

Il filtrante di Kulusevski

A proposito di filtranti, l’assist di Kulusevski per il gol del 2-2 di Cornelius è una giocata rivelativa del talento del trequartista svedese, una delle più belle sorprese di questo inizio di stagione. Dejan Kulusevski è nato nel 2000 e in questo weekend era l’unico teenager, insieme a Sandro Tonali, a partire titolare in Serie A.

In queste prime partite abbiamo imparato a conoscere questo giocatore fisicamente già molto pronto, e che ha una grande capacità di corsa in verticale e un’ottima visione di gioco. Questo filtrante per Cornelius, in mezzo a tanti giocatori del Torino, è il più bello della sua stagione, ma ce n’erano già stati diversi in queste prime partite. Ne aspettiamo altri.

L’uscita palla del Brescia

Una tendenza che possiamo riconoscere in questo inizio di Serie A è il desiderio delle neopromosse di giocare un calcio propositivo e ambizioso. Il Brescia, tra le tre, è quella che ha mostrato forse i meccanismi più consolidati.

Quest’uscita palla, contro una delle squadre che pressa meglio in Serie A come il Napoli, per di più al San Paolo, dimostra il coraggio della squadra di Corini. Ma dimostra altre due cose: ovvero la sua organizzazione, e i benefici della nuova regola nella rimessa dal fondo che aiuta le squadre a costruire con più calma da dietro e ad allungare la squadra avversaria.

Quest’azione ne è un esempio perfetto. I due centrali del Brescia sono in area vicino al portiere Joronen e riescono a trovare il mediano che viene incontro; questi è bravo a girarsi e a verticalizzare per il trequartista - un meccanismo classico del rombo - Spalek, che poi combina con Sabelli creando densità sulla fascia destra. A quel punto il Brescia tenta il cambio di gioco con Donnarumma verso Balotelli, mancando di precisione. Era stato fatto tutto bene.

Il tacco di Pol Lirola

Da qualche stagione si aspetta da Lirola un miglioramento che lo porti a essere tra i migliori terzini del campionato. Finora è stato discontinuo, sia nella stagione che nella singola partita. Ma i suoi momenti di brillantezza sono di altissimo livello. La catena di destra formata da lui e Chiesa è una delle più verticali ed esplosive della Serie A, ma qui si associano soprattutto con una grande qualità tecnica, con un colpo di tacco che passa tra le gambe di Theo Hernandez mandando Chiesa al cross da una posizione molto pericolosa.

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