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Inter, Marotta al Festival della Serie A: "Chivu nostro leader, Palestra? Piace a tanti…"

INTER

Il numero uno nerazzurro: "Il rinnovo di Chivu è un atto formale, da parte di entrambi c'è la volontà di andare avanti insieme. Palestra piace a tanti, ma attenzone a non caricare di troppe aspettative i giovani. Stadio? È un esigenza". E sulle elezioni del Real: "Penso di sapere chi sia l'acquisto da 150 milioni di Perez…" 

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Termina qui l'intervento di Marotta al Festival della Serie A.

Cosa direbbe ai giovani che vogliono lavorare nel calcio?

"Un manager deve avere due qualità: stabilire i valori dell'azienda e scegliere gli uomini con cui lavorare. Ho sempre avuto la fortuna di riuscire a fare entrambe le cose. E poi tre parole: umiltà, coraggio e perseveranza".

Da dove deve ripartire il calcio italiano?

"Intanto voglio dire che penso si faccia un po' di confusione: sento parlare del calcio italiano vicino al fallimento economico. Ecco, il fallimento recente della nazionale è stato di carattere sportivo, ma non economico-finanziario. Nonostante siano necessarie riforme — e sarebbe semplice, basterebbe ridurre l'area professionistica — la vera difficoltà è sportiva. Il made in Italy ci rappresenta ancora bene nel mondo, a livello di calciatori e allenatori. Ancelotti allena il Brasile, pensate a questo. E idem a livello dirigenziale. Stiamo trovando difficoltà coi risultati. I temi sarebbero tantissimi: lo sport, intanto, dovrebbe essere gratuito per tutti, i grandi campioni dello sport sono nati da ceti medio-bassi, e oggi è difficile che succeda. Non ci sono più oratori o campetti di quartiere. Oggi per giocare serve una 'retta', e questo porta dispersione. Cosa fare? Riportiamo il calcio nelle scuole, come succede in Norvegia, dove il sistema scolastico ti porta a partecipare a tre diverse discipline. Poi serve anche formare chi forma, chi allena non deve pensare a vincere o alla tattica, il gioco deve prevalere. La creatività è venuta meno. Politica? Non abbiamo mai chiesto soldi alla politica, ma serve un legislatore che faciliti gli investimenti e la gestione del quotidiano. C'era il decreto crescita, che poi è venuto meno. Idem il decreto dignità". 

Ha citato il Real: cosa si aspetta da Perez se verrà rieletto?

"Perez è un esempio, un dirigente e presidente da imitare. Un saggio. Anche oggi, sotto tante critiche, rilancia con Mourinho e con questo nuovo acquisto da 150 milioni che credo di sapere chi sia… Ma non ve lo dico…" (ride, ndr).

Lo stadio: come cambieranno le prospettive di Inter e Milan?

"Sostenibilità e innovazione, sono queste le parole chiave. Lo stadio è inteso come contenitore che sviluppi risorse economiche, ma per farlo devi dare anche innovazione. San Siro è leggendario, ma è datato e non dà quegli aspetti di ospitalità che può portarti un vantaggio economico. Pensate al nuovo Bernabeu del Real. In questo senso in Italia c'è un gap e lo sappiamo bene. Non è una mancanza di rispetto verso San Siro, lo stadio nuovo è un'esigenza; ma la burocrazia qui è lenta, stiamo andando avanti grazie alla tenacia nostra e del Milan. E dal punto di vista emozionale, avere una tua casa, dà una forza in più, più senso di appartenenza".

Se vince la Champions va in pensione?

"La Champions è sempre diversa. La Serie A è una corsa a tappe ciclistica, alla lunga vince il migliore. La Champions è una Milano-Sanremo, non sempre vince il migliore. Si passa anche dai sorteggi, basti pensare a Bayern-Psg "solo" in semifinale… E poi il calendario non è lineare, si va a momenti".

La Champions non deve diventare un'ossessione?

"Nello sport devi sempre alzare l'asticella. Arroganza è guardare gli altri dall'alto in basso, ma l'ambizione è sana, fa parte dello sport. È giusto". 

Palestra vi piace?

"Intanto voglio dire che noi non possiamo leggere il futuro. Nella mia storia ho gestito tanti talenti che poi non sono diventati campioni. Qual è la differenza? I talenti sono Pio e Palestra, che sta dimostrando grandissime qualità, ma il cammino è sempre lunghissimo. È la trasformazione da talento a campione, dove servono tanti altri valori, anche a livello umano e mentale. Ho lavorato con Cristiano Ronaldo, un vero campione dentro e fuori dal campo. Palestra è un giocatore dell'Atalanta, ha un giusto valore di mercato e penso piaccia a molti, ma ricordiamoci che è giovane e di tutto quello che abbiamo detto, cioè che è sbagliato caricarli di troppe pressioni".

Quale sarà la prossima stagione di Pio Esposito?

"È il nostro fiore all'occhiello: aver vinto lo scudetto e valorizzato i giovani. Si parla sempre del coraggio di far giocare i giovani, ma questo va di pari passo con una pressione conseguente che questi ragazzi subiscono. Serve un processo di cambiamento, serve una nuova cultura da parte di tutti: in Italia abbiamo la cultura della vittoria, ma non quella della sconfitta, cosa che hanno in Inghilterra, per esempio. È anche questo che dà la possibilità alle squadre di fare le proprie scelte e puntare sui giovani". 

C'è stato un protagonista meno sotto i riflettori?

"Tutti meriterebbero elogi. Il ruolo sotto l'attenzione è sempre quello del capitano. Un tempo c'erano i capitani di lungo corso, oggi ci sono tanti movimenti e il ruolo ha perso un po' di valori. Lautaro lo rappresenta, gli è stato riconosciuto dai compagni".

Quando rinnova Chivu?

"L'ho sempre definito un atto formale, da parte di entrambi c'è la volontà di andare avanti insieme. C'è l'accordo e sarà siglato appena tornerà dalla vacanza che sta facendo". 

Che differenze e analogie ci sono tra lei e Chivu?

"Con me c'è qualche anno di differenza, lui è giovane, ha entusiasmo, un avvenire. Sta crescendo di giorno in giorno ed è molto carico. Diciamo anche che il ruolo dell'allenatore negli ultimi anni è cambiato, io ho iniziato in un calcio dove l'allenatore dava del lei ai giocatori, oggi non è logico. Lui sa gestire ragazzi che, oggi, sono più emancipati rispetto ai giocatori passato. L'allenatore di oggi deve essere anche un po' psicologo. Chivu ha tutto questo". 

Il rinnovo è a un passo, ma cosa ha portato Chivu all'Inter?

"L'allenatore in una squadra è un leader, gestisce un gruppo che diventa squadra. C'è una differenza: un gruppo è un insieme, una squadra condivide valori e obiettivi. Ecco, la squadra lo ha riconosciuto come leader".

Un anno fa di questi tempi si parlava dell'arrivo di Chivu…

"Intanto fatemi dire che è sempre bello essere qui, il calcio è anche un fenomeno sociale. Vedo qui tanti giovani, mi fa molto piacere. Una delle caratteristiche di un manager sono coraggio e consapevolezza, noi eravamo reduci della debacle della finale col Psg, l'addio di Inzaghi non era certo, ma plausibile, e serviva una soluzione. Avevamo già in mente un profilo e, senza dubbi, siamo andati su Chivu".

Inizia l'evento con Beppe Marotta. Siamo giunti alla terza edizione del Festival della Serie A organizzato dalla Lega Calcio. 

Inter: esercitato diritto di recompra dal Bruges per Aleksandar Stankovic

Aleksandar Stankovic torna all'Inter. Il club ha esercitato il diritto di riacquisto dal Club Brugge e ha blindato il centrocampista serbo con un contratto fino al 30 giugno 2031. Dopo una stagione da protagonista in Belgio, il classe 2005, figlio di Dejan, rientra alla base. Nelle scorse settimane il suo nome era stato accostato a diversi club di Premier ma la volontà del giocatore è sempre stata quella di vestire la maglia nerazzurra. 

I DETTAGLI

Marotta spiega il calciomercato dell'Inter: "Palestra piace a tanti, anche a noi"

A margine della presentazione del calendario Serie A 2026/27, il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta ha parlato del calciomercato nerazzurro: "Palestra piace a tanti club e anche a noi, ma siamo in una fase troppo preliminare per chiudere delle operazioni. Rinnovo di Chivu? Abbiamo raggiunto un accordo che verrà ufficializzato nei prossimi giorni"

Derby a San Valentino e non solo: il calendario dell'Inter

Il nuovo campionato dei nerazzurri, campioni d'Italia, inizierà contro la neopromossa Monza, poi subito il big match col Napoli alla 3^. I due derby alla 10^ e alla 24^ giornata, contro la Juve si chiuderà il girone d'andata, mentre l'ultima di ritorno sarà in casa del Sassuolo

IL CALENDARIO DELL'INTER

Marotta LIVE alle 9.45

Dopo la presentazione ufficiale del calendario del prossimo campionato, continuano gli eventi al Teatro Regio di Parma. Tra poco parla il presidente nerazzurro Marotta, tra scudetto, double e il mercato alle porte. Segui qui tutte le sue parole LIVE

CALCIO: SCELTI PER TE