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05 febbraio 2018

I 7 finali di partita più incredibili di sempre

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Gli ultimi 10' folli di Liverpool-Tottenham evocano ricordi di finali di gara altrettanto epici ed emozionanti. Coppe sfumate (o vinte) allo scadere, ma anche "normali" partite di campionato passate alla storia per una manciata di minuti

Novanta minuti? Spesso sono fin troppi. Ad alcune partite, per passare alla storia, ne sono bastati molti meno: l’ultimo caso di “finale di gara pazzesco” è quello di Liverpool-Tottenham 2-2, in cui abbiamo assistito a un concentrato di spettacolo puro negli ultimi 10’.

Un breve riassunto per chi non fosse stato sintonizzato con la storia: al minuto 79 il Liverpool sta conducendo 1-0 grazie a un gol di Salah segnato dopo appena 3’. Ciò significa che per 76 minuti buoni abbiamo assistito a dell’ottimo calcio inglese, ma di emozioni vere, di quelle che ti fanno saltare sul divano, non molte. Minuto 80: Victor Wanyama, kenianone degli Spurs noto per essere il fratellastro dell’ex interista Mariga, decide di raccogliere un’innocua palla fuori area e di scaricarla con tutta la potenza che riuscite a immaginare sotto l’incrocio dei pali. Una prodezza che vale l’1-1, e pazienza se a Salah ha risposto lui e non l’atteso Harry Kane, che cerca il gol numero 100 in Premier League. Ma attenzione: al minuto 87 un pasticcio difensivo del Liverpool spiana la strada proprio al capocannoniere del campionato, che salta Karius in uscita e viene messo giù. Rigore, Kane batte centrale pensando di spiazzare il portiere e di fare 100, ma sbaglia.

Finita così? Non ancora. Fronte opposto, il Liverpool non ci sta a pareggiare una gara condotta fino a pochi minuti dalla fine e poi quasi persa. Salah entra in area e nello spazio-tempo di un metro quadro e un secondo fa tutto: reclama un fallo, si ferma, alza il braccio, vede l’arbitro che dice di proseguire, rimette giù la testa e riparte, slalom tra due birilli e sinistro sotto alla traversa. Liverpool-Tottenham 2-1, Salah-Kane 2-0. Klopp impazzisce alla sua maniera, ma il Tottenham ci crede ancora e si ributta in area. Lamela viene toccato da van Dijk, l’arbitro fa proseguire ma il guardalinee con personalità lo richiama e gli indica di aver visto il fallo: nuovo rigore, pochi minuti dopo quello fallito. Ancora Kane, che stavolta angola e spiazza Karius, facendo il sospirato 100 e il 2-2. Fine dell’apnea.

Un finale del genere non può che evocarne altri ugualmente storici. Ecco i più pazzi di sempre:

MANCHESTER UNITED-BAYERN MONACO 2-1

Probabilmente il finale di gara più folle della storia, anche perché il contesto è quello della Champions, finale dell’edizione 1998/1999. Al Camp Nou non è stato un grande spettacolo per 90 minuti, con i tedeschi che si stanno portando a casa la coppa grazie a un gol di Basler, guarda caso anche questo segnato in avvio di gara. Il capitano Matthaus è uscito all’80°, e aspetta a bordocampo il fischio finale per rientrare a festeggiare con i compagni; Hitzfeld ha sostituito anche il “match-winner” Basler, a 3’ dalla fine. Sir Alex Ferguson, invece, ha fatto due cambi della disperazione: dentro altri due attaccanti per l’assalto finale, Sheringham e Solskjaer. Collina annuncia i 3’ di recupero, lo United beneficia di un corner. Batte Beckham, batti e ribatti in area e alla fine è il tocco ravvicinato di Sheringham a decretare l’1-1 che porterebbe una squadra che sembrava ormai sconfitta ai supplementari. Una mazzata, per il Bayern, che già accarezzava la coppa e deve ricominciare tutto daccapo; ma il peggio deve ancora venire. Nuovo corner, ancora Beckham: Sheringham tocca, Solskjaer devia in rete. La Champions League persa (o vinta, dipende dai punti di vista) nei minuti di recupero.

LIVERPOOL-BORUSSIA DORTMUND 4-3

Dev’essere il fattore “Anfield”, la magia di uno stadio dove si ripetono miracoli sportivi come questo. Stavolta si tratta di una partita di Europa League (edizione 2015/2016), in campo due squadre votate al gioco d’attacco e per certi versi simili, con in comune Klopp, ex giallonero ora in red. All’andata è finita 1-1, il ritorno vede un Dortmund scatenato andare sul 2-0 (in trasferta) dopo 9’ con Mkhitaryan e Aubameyang. All’intervallo, il Liverpool è spacciato: Origi accorcia subito, Reus ricaccia la paura con l’1-3 che costringere i Reds a fare 3 gol in mezz’ora per ribaltarla. E il Liverpool li fa: Coutinho (66’) e Sakho (77’) la pareggiano, ma il 3-3 qualificherebbe i tedeschi. Quando ecco che al minuto 91 sbuca Lovren, forse l’ultimo da cui ti aspetteresti il gol vittoria che fa impazzire uno stadio magico, ma anche migliaia di tifosi “neutrali”.

MANCHESTER CITY-QPR 3-2

Ultima giornata della Premier 2011/2012, il City di Roberto Mancini si gioca un titolo che manca da 44 anni: deve “solo” battere il Qpr in casa per evitare il sorpasso in classifica dei cugini dello United. Al 90°, però, è clamorosamente sotto 1-2. Il gol di Dzeko, nel recupero, sembra solo un’ulteriore beffa, perché nemmeno il 2-2 è sufficiente. Ma in Premier le partite non finiscono mai: assalto finale in area, Balotelli da terra tocca per Aguero un pallone d’oro, il Kun salta un avversario e scarica in rete la palla che fa impazzire mezza Manchester, l’elegantissimo Mancio e tutti quelli che adorano la follia del calcio inglese.

INTER-SAMPDORIA 3-2

Uno dei tanti motivi per cui la chiamano “Pazza” Inter. 9 gennaio 2005, una partita di campionato come tante, passata alla storia per il finale assurdo. Per dire quanto sia “mitica” quella gara, la riproposero anche in videocassetta, distribuita nelle edicole nei giorni seguenti. Da 0-2 a 3-2, nel giro di 6 minuti, quelli finali, recupero compreso. Tonetto porta avanti la Samp nel primo tempo, Kutuzov raddoppia all’84° col gol che sembra decretare la fine. L’Inter del Mancio, ancora lui protagonista in panchina, però tira fuori tutto dal minuto 88 in poi, quando molti tifosi stanno già abbandonando San Siro. Martins fa 1-2, Vieri la pareggia al 91°. Sarebbe già fantastico così, per quegli interisti coraggiosi che sono rimasti fino alla fine, ma il vero premio per la loro tenacia arriva al 93°, quando Recoba azzecca la rasoiata del 3-2.

BARCELLONA-PSG 6-1

Emozioni piuttosto fresche, ma già consegnate alla storia. Ottavi di finale della Champions League 2016/2017, all'andata il Psg non ancora di Neymar (che giocava nel Barça) ha dominato e vinto con un 4-0 che nessuno nella storia della Champions ha mai ribaltato in un turno a eliminazione diretta. Nessuno prima del Barcellona, che si esibisce in una remuntada epica, aprendo dopo 3' (1-0 Suarez), chiudendo il primo tempo 2-0, facendo 3-0 al 50°. Ma ancora non basta, e a spegnere l'entusiasmo del Camp Nou ci pensa Cavani, col 3-1 che ammutolisce uno stadio che iniziava a crederci. Ne servono 3, ma il Barça non molla: Neymar ne segna due all'88° e al 91°, belli ma inutili perché nemmeno il 5-1 è sufficiente. Così l'eroe diventa Sergi Roberto, che il 6-1 lo firma sul serio al minuto 95.

REAL  MADRID-ATLETICO MADRID 1-1

Ancora una finale di Champions decisa dopo il 90°. Il 24 maggio 2014, a Lisbona, l'Atletico di Simeone è avanti 1-0 grazie al gol di testa di Godin e si sta portando a casa la coppa contro i cugini più quotati allenati da Ancelotti: manca solo il recupero... La beffa atroce si materializza proprio al 93°, grazie alla capacità del Real di non mollare mai e al gol di Sergio Ramos, vero specialista in reti allo scadere. La mazzata è soprattutto psicologica, perché nei supplementari l'Atletico si scioglie e ne incassa altri tre, per un tabellino che alla fine recita 4-1 ma che nasconde tutta un'altra storia.

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