Bonucci verso il Porto: "Servirà una grande Juve"

Champions League
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Si avvicina la sfida tra i bianconeri e i portoghesi e il difensore - intervistato dall’UEFA - ha anticipato così i temi della partita: "Forse il Porto non sarà una squadra di cartello rispetto ad altre ma c'è il massimo rispetto. Allegri sa leggere bene le qualità della squadra"

Meno di due giorni al ritorno in campo, la Juventus prepara la partita di andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto. Allo stadio do Dragao, i bianconeri affronteranno una formazione determinata a proseguire il suo cammino europeo e abituata a vivere certe serate. Per questo motivo sia l'allenatore Massimiliano Allegri sia numerosi componenti della rosa hanno detto che servirà una prestazione di altissimo livello. Sulla stessa lunghezza d'onda c'è anche Leonardo Bonucci che nell'ultima partita di campionato contro il Palermo ha raggiunto il traguardo delle 300 partite alla Juventus e ora è pronto a guidare la difesa e la sua squadra nella gara di mercoledì sera. Nel corso di un'intervista rilasciata al sito ufficiale dell’UEFA il calciatore ha parlato così.

Sul Porto -
"Forse il Porto non sarà una squadra di cartello rispetto ad altre che potevamo pescare negli ottavi, ma da parte nostra c'è il massimo rispetto. Loro hanno attraversato un periodo difficile a inizio stagione, ma hanno superato alla grande quella fase di appannamento. Affronteremo una squadra che può contare su giovani interessanti e che contro di noi scenderà in campo con l'atteggiamento di chi non ha nulla da perdere. Per questo, dico che servirà veramente una grande Juve per proseguire il cammino in Europa".

Su Allegri - E poi, sul suo allenatore, Bonucci ha aggiunto: "Ad Allegri piace confrontarsi con i suoi calciatori e ha il suo modo di tirare fuori il meglio di ognuno attraverso il dialogo. In alcuni momenti, però, sa sfoderare quella fame, quella rabbia, quell'intensità mentale che ha più volte dimostrato di avere. Il suo modo di interpretare il calcio è molto intelligente, perché sa leggere bene le qualità della squadra e, come ha dimostrato quest'anno, ci lavora sopra per trovare il giusto modo di metterla in campo. Ora abbiamo trovato questo modulo che esalta le nostre capacità e ci permette di giocare un calcio più europeo. Va dato merito al mister di aver trovato questa formula, che sicuramente ci darà tante soddisfazioni".

Sulla sfida tra i due portieri -
"Buffon e Casillas? Sono due grandissime leggende del calcio internazionale. Non conosco personalmente Casillas, ma conosco bene Gigi e come lui ce n'è uno solo. Di Gianluigi Buffon ce ne sarà uno solo per sempre. In questi 20 anni di carriera Gigi ha dimostrato di essere unico e chi arriverà dopo di lui non dovrà cercare di emularlo, ma dovrà essere se stesso, perché Gigi è stato ed è ancora oggi il miglior portiere nella storia del calcio. Chi verrà dopo Buffon e Casillas dovrà essere affidabile e continuare a crescere nel tempo, ma soprattutto dovrà essere se stesso. Perché è impossibile emulare due leggende".

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