Juventus, Buffon: "Non voglio rimpianti. Pallone d’oro secondario"

Champions League

"Il Real ha un certo feeling con le finali vinte, noi con quelle perse, ma gli estremi si toccano... - ha detto il portiere - la consapevolezza deve essere l'arma che ci farà affrontare la partita nel miglior modo possibile". Dani Alves: "Nessuna paura, solo ambizione e voglia di vincere. Dobbiamo divertirci, siamo dei privilegiati"

Per la storia, per riportare a Torino una coppa tanto sognata che manca da 21 anni. La Juventus continua il suo lento avvicinamento al fischio d'inizio della finale di Champions League. A poco più di 24 ore dal fischio d'inizio dal match in programma contro il Real Madrid - insieme a Massimiliano Allegri - anche il capitano Gianluigi Buffon e il compagno Dani Alves hanno anticipato i temi della partita nella classica conferenza stampa della vigilia. Queste le parole dei due calciatori.

"Siamo dei privilegiati"

"E' molto speciale poter vivere queste giornate - ha iniziato dicendo il brasiliano - giochiamo una finale che tutto il mondo osserva, con giocatori speciali. Siamo dei privilegiati e dobbiamo goderci questo momento. Non mi sento più importante dei miei compagni solo perché ho vinto di più, la storia si scrive in ogni momento e ogni giorno bisogna provare a scrivere nuove pagine. La vita mi ha portato qui e proverò a vivere un altro sogno con chi magari ha avuto meno possibilità; voglio condividere questo sogno con i miei compagni. Per Gigi, ad esempio, questa coppa potrebbe dargli qualcosa di bello in più. Siamo arrivati qui ma per realizzare il sogno dobbiamo portare a casa la coppa, siamo vicini a sfruttare l'opportunità di vivere qualcosa di storico vincendo una storia con calciatori come Buffon e non solo. Anche per me sarebbe bellissimo poterlo condividere con questi compagni. Ho avuto l'opportunità di vincere e cercherò di fare tutto il possibile per farlo ancora".

"Sentiamo la spinta di tutto l'ambiente"

Parola poi a Buffon: "Percepiamo la spinta dei nostri tifosi, sentiamo l'entusiasmo e questo è un elemento in più per far sì che - nei momenti di sofferenza - noi si vada a trovare energie sconosciute per poter controbattere e resistere al Real. Vincere mi provocherebbe una gioia immensa, quando arrivi a questo punto sai perfettamente cosa hai speso per arrivarci; essere premiati e gratificati per il premio è bellissimo, così come condividerlo con un gruppo di lavoro che ha permesso alla squadra di arrivare qui. Se dormirò stanotte? Dormo benissimo tutti i giorno ed è quello che consiglio di fare ai miei compagni, dobbiamo essere svegli in campo. Non posso dare consigli a nessuno, tanto meno a campioni con esperienza come i miei compagni; anche loro hanno vinto trofei importanti e io sono un principiante che prova ad imparare tanto dai suoi colleghi. Questa è la forza del gruppo, condividiamo il nostro vissuto e sappiamo che questa è l'unica strada per portare a casa i risultati".

"Cristiano Ronaldo un esempio per tutti"

"Cristiano Ronaldo è un modello sportivo - ha continuato Buffon - per tutti, grandi e piccoli. Dico anche che a 39 anni pensavo di non avere quasi più niente da imparare sotto l'aspetto emozionale, però quest'anno parlando con Dani ho imparato molto; non mi capitava da molto. Persone come lui, Cristiano e Messi riescono a vincere senza essere mai sazi, restando però umili e vogliosi di imparare. Dani è un ragazzo ottimista, abbiamo parlato di questa coppa quando è arrivato qui e lui mi aveva detto che saremmo riusciti a fare bene. Il duello con Cristiano stimola le fantasie di tutti ma non penso sia così, giochiamo anche in due ruoli diversi. Per quanto riguarda il Pallone d'Oro, penso sia gratificante ma secondaria; conta vincere domani e il resto non mi sfiora. Potremmo eventualmente pensarci in futuro ma non ora".

Sull'attesa

"Analogie con Berlino 2006? Queste vigilie sono tutte uguali: provi concentrazione, paura moderata, rispetto e consapevolezza di ciò che sei. C'è fiducia, con la giusta dose di umiltà, il Real ha feeling con le finali vinte. Noi con quelle perse... Ma gli estremi poi si toccano e si possono cambiare le sorti della storia. Se dormirò? Di solito qualche ora di sonno, in queste occasioni, la perdo". E poi, sulla sfida con Keylor Navas: "Ha vinto più Champions di me e dopo il Mondiale del 2014 sta facendo cose eccezionali e si è confermato al Real Madrid, cosa che capita a pochi".

"So di poter aiutare i compagni e voglio fare loro questo regalo"

"Proverò emozioni diverse rispetto ai compagni più giovani o rispetto a Dani che ha già vinto tanto - prosegue Buffon - so di non avere più molti anni di calcio giocato davanti a me. Non voglio avere rimpianti e spero di poterci riuscire perché alla fine siamo una squadra compatta e fondata sull'altruismo. La mia ottima prestazione può aiutare i compagni. Quando vedi che l'ansia prende il sopravvento devi riequilibrare le emozioni, così penso a chi sono e a quello che so fare; così mi rassereno. Non mi sogno Ronaldo e Benzema di notte, sono tanti che potrebbero tenermi sveglio e una notte forse non basterebbe".

"Non penso a me stesso, voglio realizzare il sogno della Juventus"

Parola ancora al brasiliano: "Quando si analizza una carriera come la mia si vede che ci sono tanti traguardi ma non mi serve pensare a questo. Voglio ancora scrivere nuove pagine di storia, sono solo un giocatore che (se vincerà domani) avrà centrato un grande obiettivo con la Juventus. Io non vivo pensando a me stesso. Quando si fa uno sport di squadra questo è fondamentale e voglio essere all'altezza dei miei compagni. Così chi mi circonda può migliorarsi; sono venuto qui per questo. Vorrei vincere anche con la Juventus contro il Real Madrid, sarebbe la ciliegina sulla torta; loro non sono per forza i favoriti ma non sono io contro i Blancos ma uno scontro tra grandi squadre. Nessuna paura, solo ambizione e voglia di vincere. L'età mia e di Gigi non importa, dobbiamo divertirci e giocare con passione senza sentire ansia e pressione. Dobbiamo lottare, sudare la maglia per coronare il grande sforzo. Al presidente piacerebbe sfilare con la coppa".

"Non mi sorprende ritrovare Zizou in panchina"

Buffon contro Zizou, undici anni sopo la finale mondiale: "Giocare contro Zidane? Spesso, quando un grande giocatore smette sceglie di allenare e trovare Zizou lì non mi sorprende. Ha mantenuto il pedigree del vincente anche se la vita è fatta anche di qualche sconfitta. Anche lui ha perso qualcosa e mi auguro che possa accadere anche domani - il che non comprometterebbe nulla della sua bellissima carriera". Infine, ancora sul Pallone d'Oro: "Il calcio è metafora della vita e la noia è sempre mortificante; considerando il valore di certi giocatori - nella corsa per questo trofeo individuale - non si può prescindere da Messi e Ronaldo. Il supporto nei miei confronti fa piacere ma so che non avrò altre opportunità, molti forse si immedesimano nella mia storia. Ho ricevuto più di quello che ho dato e sarebbe un finale quasi perfetto. Alla gente piacciono le favole".

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