Juve Young Boys, il paradosso di Seoane: "Peccato non ci sia Cristiano Ronaldo"

Champions League

Luca Cassia

Grande assente nella sfida allo Stadium, lo squalificato CR7 non affronterà gli svizzeri con il dispiacere dell'allenatore Seoane: "Siamo tristi che non ci sia, vogliamo confrontarci sempre con i migliori". Solo una delle curiosità tra due avversarie vincenti in patria e dalle origini comuni per data di fondazione e denominazione "giovane"

JUVE-YOUNG BOYS LIVE

La prima volta senza Cristiano Ronaldo, punto fermo della Juventus in tutte le gare ufficiali in stagione. Solo la discussa espulsione al Mestalla, un inedito in Champions League per l’affare del secolo, negherà l’ennesima maglia da titolare concessa da Allegri alla superstar portoghese. Non ci sarà allo Stadium contro lo Young Boys, circostanza curiosa a detta di Max nonché un cruccio per la formazione rivale. Nessuno scherzo, parola dell’allenatore Gerardo Seoane che, a scanso di equivoci, si è espresso in perfetto italiano: "Siamo tristi che non ci sia Ronaldo, noi vogliamo confrontarci sempre con i migliori giocatori. Sarebbe stata una grande avventura affrontarlo sul campo, calcisticamente parlando non sarà un problema per la Juve: hanno campioni in tutte le posizioni, varianti molto buone. Però, mi sarebbe piaciuto vedere Cristiano". Della serie, quando mi ricapita incrociare il cinque volte Pallone d’Oro nelle notti d’Europa? Vietato escludere nuove sorprese, tuttavia il confronto ravvicinato tra CR7 e il 39enne svizzero andrà in scena il prossimo 12 dicembre a Berna, ultimo atto del gruppo H tra la Juve e i campioni in carica della Super League. Un rimpianto che fa sorridere quello di Seoane, travolto all’esordio dal Manchester United di Mourinho e verosimilmente chiamato all’impresa allo Stadium contro la corazzata di Allegri.

Young Boys, la Juve di Svizzera

Turnover forzato quindi per Cristiano che non concederà la sua presenza a Seoane, allenatore della capolista in Svizzera. Già scudettato nello scorso campionato con Hütter in panchina, trionfo che mancava da 32 anni e che ha spezzato l’egemonia del Basilea, lo Young Boys si è ritagliato il primo storico accesso nella fase a gironi di Champions League. Se nell’ultimo torneo i gialloneri avevano dominato per punti e gol segnati (84 in entrambe le caselle), la stagione in corso sta ribadendo lo strapotere della squadra di Berna affidata all’ex Lucerna Seoane: 9 vittorie in altrettante partite, ben 32 le reti all’attivo e una voragine di 12 lunghezze scavata sulla prima inseguitrice Zurigo. Numeri in patria che rievocano proprio la Juventus di Allegri, reduce dal 3-1 rifilato al Napoli e già a +6 sugli uomini di Ancelotti dopo 7 turni in Serie A. Allegri coccola CR7, lo Young Boys non può invece prescindere dall’eterno Guillaume Hoarau: centravanti 34enne dal passato nel PSG, miglior marcatore tra squadra e campionato in partnership con il talentuoso Fassnacht, l’ex nazionale francese originario dell’isola di Riunione ha realizzato la bellezza di 92 centri in 139 partite dal suo arrivo nel 2014. Hoarau ma non solo in un gruppo votato al gol, vedi le frecce camerunensi Nsame e Ngamaleu oltre all’ivoriano Assalé. Nel 4-4-2 di Seoane non manca nemmeno l’estro del mancino Sulejmani, classe 1988 dalle ottime premesse all’Ajax finora rincuorate solo in Svizzera. Interessante per profilo il 21enne Aebischer, centrocampista più qualitativo rispetto ai muscolari Sanogo e Bertone. Dovrebbe essere recuperato Mbabu, terzino destro svezzato dal Newcastle nonché uno degli uomini mercato stimato sui 10 milioni di euro. Il suo alter-ego sulla sinistra è Benito, il capitano è invece una vecchia conoscenza della Serie A come Von Bergen davanti al portiere Von Ballmoos. Sulla carta non c’è partita contro la Juventus, d’altronde il battesimo targato United ha prodotto un comodo 3-0 per gli inglesi nel segno di Pogba. Chissà che gli svizzeri non vogliano approfittare dell’assenza di Ronaldo rilanciandosi nel girone.

Giovani di fine Ottocento

Binari paralleli per numeri e successi nei rispettivi campionati, tuttavia a tracciare un curioso parallelo tra le avversarie allo Stadium sono le origini e le denominazioni dei due club. La società bianconera venne fondata il 1 novembre 1897 da un gruppo di studenti del liceo classico "Massimo D’Azeglio", nient’altro che ragazzi attratti dal nome Juventus come chiaro segnale di gioventù. Ebbene, pochi mesi più tardi e a 200 chilometri di distanza, il 14 marzo 1898 prese vita il Berner Sport Club Young Boys (meglio noto come YB) grazie alla passione di quattro universitari dell’ateneo cittadino. A differenziarsi con la Juve sono i colori (giallo e nero) ma non il richiamo alle nuove generazioni: nessuno risulti sorpreso dell’età media della squadra di Seoane (24,5 anni) alla faccia di una storia ultracentenaria. Per carità, difficile confrontare Juventus e Young Boys per spessore tecnico e tradizione, bacheca invidiabile quella dei campioni d’Italia opposta ai 31 trofei complessivi nel palmarès degli svizzeri. Ad accostare i campioni d’Italia e di Svizzera sono piuttosto quei 133 giorni di distanza dalle rispettive fondazioni e dall’impronta comune: ragazzi di fine Ottocento prossimi allo scontro diretto a Torino, gioventù della quale portano entrambi il nome.

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