Roma, il Porto è l’avversaria degli ottavi di Champions League: l'incubo dei dentro-fuori europei

Champions League

I giallorossi pescano il Porto, incubo europeo con due precedenti amari in Europa. Nel 2016 fu 0-3 all’Olimpico con la squadra di Spalletti rimasta in nove uomini. Ma non andò meglio a Liedholm nel 1982…

IL RACCONTO DEL SORTEGGIO DI CHAMPIONS

TOTTI: "SIAMO STATI FORTUNATI"

Due volte contro il Porto in un dentro o fuori: due volte fuori. L’urna di Nyon ha sorriso alla Roma, come confermato da Totti (“siamo stati fortunati”), ma i precedenti sono da brividi contro quei portoghesi che somigliano per lo più a un incubo europeo per i giallorossi. Per la conferma basta tornare infatti solo leggermente indietro nel tempo, appena un paio di estati fa quando nei playoff del 2016 la Roma dello Spalletti bis incappa nell’euro figuraccia che manda avanti i portoghesi. Siamo ad agosto, e quella partita vale sia l’accesso alla Champions che una trentina di milioni a bilancio. Uno spareggio a cui quella Roma era arrivata forte di un girone di ritorno in campionato da urlo, che portò in dote il terzo posto: appena una sconfitta, una striscia di otto vittorie consecutive e la bellezza di 14 successi, con tre pari, nelle ultime 17 della stagione. Una schiacciasassi tutta giallorossa che, però, quella sera di agosto rovinò tutto.

Quattro gol e tre rossi

La partita di andata si svolse tra le mura nemiche, contrariamente a quanto accadrà nei prossimi ottavi di Champions. L’1-1 finale sorride per lo più ai giallorossi, avanti con l‘autorete di Felipe e poi raggiunti dal futuro milanista André Silva. In mezzo la serata da incubo di Thomas Vermaelen, espulso appena al 40’ dopo due gialli nel giro di dieci minuti: primo di tre rossi nel doppio confronto. All’Olimpico pronti e via proprio Felipe si riscatta e segna l’uno a zero, poi il patatrac lo firmano De Rossi ed Emerson, espulsi entrambi uno a fine primo tempo e l’altro a inizio ripresa. Roma in nove e Olimpico che si svuota a quindici minuti dalla fine sulle altre reti di Layun e Corona. Secondo, sempre infelice, di due precedenti europei contro i portoghesi: non era andata infatti meglio alla Roma del Barone Liedholm nel 1982, stagione precedente al secondo scudetto della storia. Quella volta il Porto vinse negli ottavi di Coppa delle Coppe, eliminando i giallorossi: una maledizione ora da provare a cancellare.

Come gioca il Porto?

A quasi tre anni di distanza ora si apre una nuova sfida, resa ancor più interessante dal ritorno di Sergio Conceição all’Olimpico, ex Inter ma soprattuto Lazio da giocatore, è ora alla guida del Porto da record nei gironi: 16 i punti messi a referto, più di chiunque altro, con alle spalle il campionato vinto lo scorso anno (alla sua prima in Portogallo) e il primo posto nella stagione attuale. Il modulo preferito è il 433, con faro del centrocampo il messicano Herrera: in scadenza a giugno e forse anche nel mirino degli stessi giallorossi sul mercato. Occhio però anche all’ex Inter Alex Telles sulla fascia sinistra e alla qualità di Brahimi e Corona sugli esterni: due ali tutta velocità e dribbling a supporto di Marega, l’uomo che fa gol: già 11 in stagione.

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