Disastro Real, tutti gli obiettivi sfumati in una settimana. Ma Solari non parla di crisi

Champions League

Si chiude per il Real una settimana da incubo, con l'addio a tutti gli obiettivi stagionali maturato nel giro di tre partite casalinghe. Dieci i gol incassati nelle ultime 4 al Bernabeu, che adesso invoca le dimissioni di Solari. L'allenatore, però, preferisce non parlare di crisi

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Un obiettivo dopo l'altro sfumato nel giro di una settimana, un triplete al contrario. Dopo aver abbandonato la Coppa del Re per mano del Barcellona ed essersi tirato fuori dalla corsa per la Liga (sempre a causa di una sconfitta contro i rivali blaugrana, ora a +12 in classifica), il Real Madrid saluta anche la Champions, la sua Champions. L'unico obiettivo che teneva minimamente in vita i blancos e che avrebbe potuto dare un senso a una stagione, adesso praticamente già finita per i campioni d'Europa in carica, padroni della competizione da tre anni di fila.

Il Bernabeu non fa più paura

Tre anni, 9 mesi e 20 giorni, per la precisione: l'ultima squadra a buttar fuori il Real Madrid dalla competizione era stata la Juventus, il 5 maggio 2015, in semifinale: 1392 giorni fa. Adesso, a spodestare i campioni nella gara di ritorno di un pazzo ottavo di finale, è l'Ajax, che ribalta il Real dopo aver perso all'andata (solo una volta nella sua storia il Real Madrid era stato eliminato nella fase a eliminazione diretta di una competizione europea dopo aver vinto la gara d'andata in trasferta, contro l'Odense nella Coppa Uefa 1994/95) e lo fa nel modo più rumoroso possibile: con 4 gol segnati al Bernabeu, che fischia, sventola i fazzoletti bianchi e chiede la testa di Solari, entrato in corsa al posto di Lopetegui. Zidane sembra così lontano, eppure era solo un anno fa.

La crisi Real passa soprattutto dai risultati casalinghi, con un'ultima settimana da incubo al Bernabeu: 0-3 dal Barça il 27 febbraio, 0-1 sempre contro Messi e compagni il 2 marzo, 1-4 dall'Ajax tre giorni dopo. Con la sconfitta contro il Girona (1-2), che il 17 febbraio suonava come incredibile ma che evidentemente era un campanello d'allarme preoccupante, fanno 4 ko nelle ultime 4 gare casalinghe, con appena 2 gol segnati e ben 10 subiti. Numeri non da Real, non da quel Real che conoscevamo e che spaventava l'Europa.

Tre cause del crollo

Adesso che la Casa Blanca è crollata si va alla ricerca delle possibili cause del disastro. Solari e le sue scelte sono finiti immediatamente sul banco degli imputati: l'ostracismo nei confronti di Isco, invocato da tutto il Bernabeu nella partita contro il Barcellona, è sembrato incomprensibile, così come la rinuncia a leader del calibro di Marcelo e Bale per far posto a giovani come Reguilon e Lucas Vazquez. Giocatori sui quali è difficile addossare colpe, ma che si sono trovati improvvisamente al centro della scena, in un momento storicamente non semplice per il club, senza avere il carisma o l'esperienza dei campioni ai quali hanno soffiato il posto. E poi, ovviamente, il discorso torna sempre lì, a Cristiano Ronaldo. Partito lui, e i suoi gol, tutto è diventato incredibilmente più difficile per il Madrid.

Nella notte della disfatta contro l'Ajax erano ben 5 (oltre all'allenatore) i giocatori cambiati rispetto alla finale di Kiev del 26 maggio. Nove mesi dopo, il Real Madrid si guarda allo specchio e non si riconosce più.

Solari: "Crisi? Lo dite voi"

Eppure Solari non se la sente di parlare di crisi, nemmeno di fronte ai numeri impietosi. "Non è stata una bella partita e per questo siamo tristi, per noi e per i nostri tifosi", le prime parole dell'allenatore dopo la disfatta. "Abbiamo fatto quello che potevamo, ma non è andata. Ci sono tanti motivi, è il calcio: oggi tutto quello di negativo che poteva succederci ci è successo, mentre ciò che di positivo poteva capitarci non ci è accaduto. Questa comunque non è una scusa e la cosa non ci consola. La vittoria dell’Ajax è meritata. Sicuramente loro hanno qualità e gioventù e possono andare avanti nella competizione. Noi in crisi? Queste sono frasi e valutazioni vostre, noi dobbiamo solo dedicarci a lavorare. Possiamo uscire da questa situazione solo con professionalità, attraverso il lavoro e mettendoci il cuore nei momenti difficili".

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